L'olandese volante (opera)

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'L'olandese volante'
Libretto Der fliegende Holländer 1868.jpg
Lingua originaletedesco
MusicaRichard Wagner
LibrettoRichard Wagner (libretto online)
Attitre
Epoca di composizione1840-1841
Prima rappr.2 gennaio 1843
TeatroDresda, Semperoper
Prima rappr. italiana14 novembre 1877
TeatroBologna, Teatro Comunale
Personaggi

L'olandese volante (in tedesco Der fliegende Holländer ascolta[?·info]) è un'opera di Richard Wagner nota anche con il titolo Il vascello fantasma.

Wagner scrisse la prima romantische Oper inizialmente come atto unico, in contrasto con la tradizione. Oggi viene però eseguita generalmente in tre atti. Il tema centrale è (come in altre opere) l'amore incondizionato come strumento per il raggiungimento della redenzione.

Wagner diresse la prima alla Semperoper di Dresda il 2 gennaio 1843 con Wilhelmine Schröder-Devrient. Nella carriera del compositore, questo lavoro segna la prima drastica presa di distanza dall'opera convenzionale. Le forme chiuse sono quasi abolite: la melodia procede quasi senza interruzioni, e in essa compaiono i primi Leitmotiv, melodie associate a personaggi, oggetti o concetti astratti. I Leitmotive sono tutti introdotti nell'ouverture.

La storia è ripresa dalla leggenda folcloristica dell'olandese volante, che narra di un capitano condannato a navigare fino al giorno del giudizio. Wagner sostiene in Mein Leben che l'ispirazione sia stata in parte autobiografica, in seguito ad un viaggio toccato dalla tempesta eseguito tra il luglio e l'agosto 1839; accanto a questa storia autobiografica c'è anche una fonte letteraria, individuabile nella versione di una antica leggenda marinara di Heinrich Heine (Dalle memorie del signor von Schnabelewopski).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il 7 gennaio 1844 avviene la prima nel Neues Schauspielhaus im Gendarmenmarkt di Berlino diretta dal compositore.

Il 7 gennaio 1847 avviene la prima nello Staatsoper Unter den Linden di Berlino.

Il 4 dicembre 1864 avviene la prima al Nationaltheater (Monaco di Baviera) diretta dal compositore.

Nel Regno Unito la prima è stata il 23 luglio 1870 al Drury Lane (teatro) di Londra nella traduzione italiana di Alberto Giovannini (giornalista) diretta da Luigi Arditi con Emilia Corsi.

Al Wiener Staatsoper la première è stata il 27 gennaio 1871 e fino al 2013 ha avuto 826 recite.

Il 23 febbraio 1877 avviene la prima al Edinburgh Theatre di Edimburgo ed il successivo 7 marzo al Theatre Royal di Glasgow nella traduzione di John P. Jackson per la Carl Rosa Opera Company. Il 16 giugno dello stesso anno avviene la prima al Royal Italian Opera (oggi Royal Opera House, Covent Garden) di Londra.

Il 14 novembre 1877 avviene la prima nel Teatro Comunale di Bologna di "Il vascello fantasma" nella traduzione di Giovannini.

Al Metropolitan Opera House di New York la première è stata il 27 novembre 1889 con Emil Fischer (cantante) diretto da Anton Seidl e fino al 2010 ha avuto 154 recite.

Il 25 febbraio 1893 avviene la prima nel Teatro alla Scala di Milano di "Il vascello fantasma" con Ormondo Maini e Francesco Navarrini.

Il 27 dicembre 1937 avviene la prima Palais Garnier di Parigi di "Le vaisseau fantôme" nella traduzione di Charles Nuitter.

Al San Francisco Opera va in scena nel 1954 con Hans Hotter ed Inge Borkh.

Al Teatro Verdi (Trieste) va in scena nello stesso anno con Rolando Panerai, Gigliola Frazzoni e Mario Petri diretti da Francesco Molinari Pradelli.

Al Teatro La Fenice di Venezia la prima di "Il vascello fantasma" è stata nel 1961 diretta da André Cluytens.

All'Opera di Santa Fe (Nuovo Messico) va in scena nel 1971 diretta da Edo de Waart ed ancora nel 1973 e nel 1988.

Al Teatro Regio di Torino va in scena nel 1999 e nel 2012.

La stagione operistica 2017/2018 del Teatro Petruzzelli di Bari si apre con quest'opera.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

L'opera si svolge su una costa norvegese.

Atto I[modifica | modifica wikitesto]

Tornando verso casa con la sua nave, Daland, un navigatore norvegese, si trova ad affrontare una tempesta che lo costringe a cercare rifugio a riva. Lascia quindi di guardia una sentinella e va a dormire con i marinai. La sentinella però si addormenta; improvvisamente nell'oscurità compare un vascello fantasma, nero e dalle vele rosse, capitanato da un uomo pallido vestito di nero. L'uomo si lamenta del suo destino: avendo maledetto Dio a causa delle difficoltà riscontrate nel superare il Capo di Buona Speranza durante una tempesta, lui e il suo equipaggio non possono morire e sono condannati a navigare per sempre senza meta. Un angelo, impietosito, riuscì a fargli concedere una possibilità di salvezza: ogni sette anni una tempesta lo porterà a riva, e solo se troverà una moglie che gli sarà fedele per l'eternità la maledizione sarà spezzata. Sorta l'alba, Daland si rende conto della presenza del vascello e i due capitani si parlano dal ponte delle rispettive navi. Quando viene a sapere che Daland ha una figlia nubile e piena di virtù, il fantasma gli offre in cambio molti tesori in cambio della mano della ragazza. Daland, estremamente avido, acconsente al matrimonio pur sapendo che sua figlia è promessa a un altro uomo. Stipulata la promessa, entrambe le navi ripartono alla volta della città di Daland.

La scena finale dell'Olandese volante, ripresa dalla Illustrierte Zeitung di Lipsia del 7 ottobre 1843.

Atto II[modifica | modifica wikitesto]

In casa di Daland sono radunate tutte le fidanzate e le mogli dell'equipaggio della sua nave, le quali filano la lana in attesa del ritorno dei loro uomini, sotto la guida dell'austera Frau Mary. Solo la figlia di Daland, Senta, si estranea dal lavoro per rimanere in sognante ammirazione di un quadro che ritrae l'Olandese Volante. Contro la volontà della nutrice, la ragazza narra alle sue compagne la storia dell'Olandese e della sua maledizione, e dichiara la sua ferma intenzione di salvarlo dall'eterna dannazione. In quella irrompe il cacciatore Erik, cui la ragazza si era promessa tanti anni prima; le ragazze se ne vanno, ed Erik rimprovera aspramente Senta: l'uomo è rimasto sconvolto da un sogno fatto la notte prima, dove ha visto Senta fuggire con un misterioso navigatore venuto dal mare. Senta cerca di calmarlo, ma quando il ragazzo le chiede la prova che lei lo ami ancora, questa non vi riesce a causa del suo desiderio di salvare l'Olandese Volante; il ragazzo scappa via addolorato. Intanto Daland ritorna con lo straniero misterioso; lasciati soli nella stanza, lui e Senta si guardano in silenzio: lei si sente inspiegabilmente attratta dallo sconosciuto, e dopo aver udito il suo dolore gli promette di amarlo e di essergli fedele per sempre. Al suo ritorno Daland li trova abbracciati, e imbandisce subito una grande festa che festeggi tanto il ritorno dell'equipaggio quanto il fidanzamento dei due.

Atto III[modifica | modifica wikitesto]

In tarda serata, i marinai di Daland e le loro donne sono ancora alle prese con i festeggiamenti. Gli abitanti del borgo invitano gli uomini dell'Olandese ad aggregarsi alla festa, ma questi non rispondo e rimangono immobili. Dopo molte insistenze da parte dei cittadini, i marinai dell'Olandese assumono la loro reale forma spettrale facendo scappar via tutti quanti. Nella confusione generale Erik raggiunge Senta e la rimprovera di averlo ingannato e di aver spezzato l'antica promessa di amarlo. La donna non ama altri che l'Olandese, ma non può non rimanere intenerita dalle parole di Erik, per il quale confessa di provare affetto. Quando lo straniero ode le loro parole, maledice Senta e le svela un terribile segreto: le donne che gli promettono fedeltà e poi non la mantengono sono destinate a morire atrocemente; Senta è stata salvata esclusivamente dal fatto di non aver consumato il matrimonio. Sconsolato per aver perduto quella che riteneva l'ultima possibilità di redenzione, l'uomo rivela a Senta, a Daland e a tutti gli altri di essere l'Olandese Volante, prima di salire sul suo vascello fantasma e ripartire. Senta, tuttavia, seriamente intenzionata a salvarlo, si tuffa in mare e annega, spezzando così la maledizione: lei e l'Olandese salgono dunque al cielo, dove si incontrano per stare insieme per l'eternità.

Organico orchestrale[modifica | modifica wikitesto]

Partitura manoscritta da Wagner. Prima pagina dell'Ouverture.

La partitura di Wagner prevede l'utilizzo di:

Da suonare internamente:

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

DVD parziale[modifica | modifica wikitesto]

  • Olandese volante, Sawallisch/McIntyre/Ligendza, regia Vaclav Kaslik - 1974 Deutsche Grammophon
  • Olandese volante, Nelsson/Estes/Balslev, regia Harry Kupfer - 1985 Philips

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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