Junkers K 43

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Junkers K 43
Junkers W 43.jpg
uno Junkers K 43W (idrovolante) della finlandese Suomen ilmavoimat
Descrizione
Tipoaereo da trasporto militare
bombardiere leggero
aereo da ricognizione
Equipaggio2-4
ProgettistaHermann Pohlmann
CostruttoreSvezia AB Flygindustri
Data primo volo1927
Esemplaricirca 20
Sviluppato dalJunkers W 34
Dimensioni e pesi
Lunghezza10,50 m
Apertura alare17,75 m
Altezza3,50 m
Superficie alare44,00
Peso a vuoto1 725 kg
Peso carico3 225 kg
Propulsione
Motoreun radiale BMW Hornet
Potenza525 PS (386 kW)
Prestazioni
Velocità max215 km/h
Velocità di crociera205 km/h
Velocità di salita2,60 m/s
a 2 000 m in 12 min 42 s
Autonomia800-1 200 km
Tangenza6 250 m
Armamento
Mitragliatrici2

i dati sono estratti da Junkers: Flugzeuge seit 1915[1]

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Lo Junkers K 43 fu un aereo militare multiruolo monomotore ad ala bassa sviluppato dall'azienda aeronautica tedesca Junkers Flugzeugwerke AG negli anni venti ma costruito su licenza dall'azienda svedese AB Flygindustri.

Variante militare armata dello Junkers W 34 civile, venne offerto sul mercato dell'aviazione militare nei ruoli di aereo da trasporto, bombardiere leggero ed aereo da ricognizione riuscendo ad ottenere delle commissioni da Argentina, Bolivia, Cile, Colombia, Finlandia e Portogallo.

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

Al termine della prima guerra mondiale, in seguito alla definizione del Trattato di Versailles, venne imposta una pesante restrizione nell'attività dell'aviazione tedesca. In ambito militare l'intera flotta di velivoli militari tedeschi venne requisita per essere assegnata alle forze aeree alleate alla Triplice intesa come parte del risarcimento dei danni subiti od essere avviata alla distruzione. Tuttavia, seppur limitata e sotto il controllo di un'apposita commissione, venne consentita la ripresa dell'aviazione civile, sia in ambito turistico che commerciale, apponendo delle specifiche per limitare le capacità dei modelli in modo da renderli inefficaci come velivoli militari. Al fine di aggirare queste imposizioni e garantirsi una possibilità di operare sul mercato dell'aviazione militare, nel gennaio 1925 Hugo Junkers fondò con i fratelli Carl e Adrian Florman, con i quali aveva intrapreso accordi commerciali già dal 1923 ed erano proprietari della compagnia aerea Aero Transport AB, la AB Flygindustri, con sede e stabilimento a Limhamn, nel comune di Malmö.

Le iniziali imposizioni riguardavano anche il rapporto potenza-peso ma le mutate esigenze di trasporto nel corso degli anni convinsero la commissione, nel 1926, ad autorizzare specifiche meno restrittive.[2] Tuttavia per la realizzazione di una variante armata dello Junkers W 34 si preferì avviare la produzione a Limhamn.

Il velivolo, indicato come K 43 per l'inversione delle cifra identificativa del modello da cui derivava[3], riproponeva l'impostazione del W 34, un monomotore in configurazione traente, monoplano ad ala bassa realizzata in pannelli di duralluminio corrugato, tipico dell'azienda, liberando lo scompartimento passeggeri delle poltroncine creando uno spazio idoneo per il trasporto e dotandolo di aperture per le postazioni di difesa equipaggiate con mitragliatrici sul tetto e sul pavimento della cabina.

Realizzato con diverse motorizzazioni, in base alle richieste dei committenti, vennero identificati come K 43 do (Colombia), K 43 fa (Finlandia) e K 43 fy (Colombia e Portogallo).[1]

Impiego operativo[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni tra i K 43 consegnati ebbero un impiego operativo nell'ambito di un conflitto armato. Soprannominati localmente "Bush Bomber", vennero utilizzati, assieme ai W 34, dalla Fuerza Aérea Boliviana tra il 1932 ed il 1935 durante il conflitto tra Bolivia e Paraguay per il controllo della regione del Gran Chaco, nota come Guerra del Chaco.

Versioni[modifica | modifica wikitesto]

K 43
versione basata a terra,
K 43W
versione idrovolante a scarponi.

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Argentina Argentina
Bolivia Bolivia
Colombia Colombia
Finlandia Finlandia
Portogallo Portogallo

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Griehl 2010, pp. 45 e seguenti.
  2. ^ (EN) Horst Zoeller, Junkers A20/A25/A35, su The Hugo Junkers Homepage, 7 gennaio 2003. URL consultato l'8 dicembre 2013.
  3. ^ Schmitt 1986, p. 157.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (DE) Manfred Griehl, Junkers: Flugzeuge seit 1915, Motorbuch Verlag, 2010, ISBN 3-613-03179-5.
  • (DE) Günter Schmitt, Junkers und seine Flugzeuge, Berlin, Transpress VEB Verlag für Verkehrswesen, 1986, ISBN 3-344-00192-2.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]