Jota (gastronomia)

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Jota
Jota 02.JPG
Jota
Origini
IPA[ˈjoːta]
Luogo d'origineItalia Italia
RegioneFriuli-Venezia Giulia
Dettagli
Categoriaprimo piatto
RiconoscimentoP.A.T.
Settoreminestra
Ingredienti principalicrauti, patate, fagioli, salsiccia
Altre informazioniPur essendo registrato come P.A.T. della provincia di Trieste è molto diffuso in tutta la regione
 

La jota è un piatto tipico della cucina di tutto il Friuli-Venezia Giulia[1], del Litorale sloveno e dell'Istria.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di una minestra originaria della cucina friulana, ma che nella più famosa versione triestina è a base di crauti (in dialetto triestino capuzi garbi, cappucci acidi), fagioli e patate; viene insaporita con costine, cotenna o altra carne di maiale, affumicata e non, e semi di cumino.

Diversamente che a Trieste, dove godette sempre del massimo apprezzamento e non fu mai considerata cibo da poveri semmai l'opposto, la jota in Friuli veniva considerata una pietanza di ripiego, tanto che i vecchi usavano lamentarsi del fatto che per pura necessità erano costretti a mangiarla molto spesso:

(FUR)

« simpri jote, simpri jote e mai polente e lat »

(IT)

« sempre jota, sempre jota e mai polenta e latte »

(detto popolare)

Varianti[modifica | modifica wikitesto]

Numerose le sue varianti, tra cui quella carnica, goriziana, carsolina e bisiaca, che aumentano la quantità di fagioli, o la riducono con l'aggiunta di orzo o mais, sostituiscono tutti o metà dei crauti con la brovada o aggiungono della farina gialla per polenta.

Diffusione[modifica | modifica wikitesto]

In Friuli viene chiamata nelle rispettive varianti jote, jota o joto, ma la sua preparazione un tempo assai diffusa si è molto limitata, tanto da esservi rimasta traccia solo in Carnia, in particolar modo nella Val Degano e nella Val Pesarina.

Simile alla jota è la mignestre di brovade friulana, quest'ultima preparata però con la rapa (brovade) al posto dei crauti e il cotechino (musèt) al posto delle costine di maiale affumicate.

La jota è assai diffusa (con lo stesso nome) anche nel Litorale sloveno, particolarmente sul Carso, nella Valle del Vipacco, sul Collio e nella zona di Tolmino e Caporetto. Nella vicina Austria, invece, nonostante il massiccio impiego dei crauti in varie preparazioni, questo minestrone risulta del tutto sconosciuto.

Nome[modifica | modifica wikitesto]

La prima testimonianza della jota ci viene da un documento cividalese scritto in lingua friulana del XV secolo, col nome di jottho (la -o finale al femminile è data dal fatto che in epoca medievale in tutto il Friuli si parlava una variante di friulano simile a quella che si parla ancora oggi nell'alta Val Degano). L'etimologia del nome è controversa: potrebbe derivare dal tardo latino jutta, brodaglia, che a sua volta originerebbe da una radice celtica; il che è molto probabile visto che, come riferisce il Pinguentini (Gianni Pinguentini, Dizionario storico etimologico fraseologico del dialetto triestino, Trieste, Borsatti, 1954), lo stesso significato di brodo, brodaglia, beverone o mangime lo si ritrova nel termine cimbro yot, nell'irlandese it e nel gergo del Poitou jut. Il termine è diffuso anche in Emilia: a Parma, Reggio e Modena, infatti, dzota significa brodaglia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Enos Costantini, Tiere Furlane n. 5 - Jota: quando la parola si fa minestra (PDF), su Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia (a cura di), regione.fvg.it, pp. 67-72.

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