Jôf di Montasio

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Jôf di Montasio
Montasch Julier 20022007 01.jpg
Veduta del Jôf di Montasio
StatoItalia Italia
RegioneFriuli-Venezia Giulia Friuli-Venezia Giulia
ProvinciaUdine Udine
Altezza2 754 m s.l.m.
Prominenza1 598 m
CatenaAlpi
Coordinate46°26′09.02″N 13°26′01″E / 46.43584°N 13.43361°E46.43584; 13.43361Coordinate: 46°26′09.02″N 13°26′01″E / 46.43584°N 13.43361°E46.43584; 13.43361
Altri nomi e significatiŠpik nad Policami o Montaž (sloveno)
Bramkofel o Montasch (tedesco)
Jôf dal Montâs (friulano)
Data prima ascensione1877
Autore/i prima ascensioneHerman Findenegg
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Jôf di Montasio
Jôf di Montasio
Mappa di localizzazione: Alpi
Jôf di Montasio
Dati SOIUSA
Grande ParteAlpi Orientali
Grande SettoreAlpi Sud-orientali
SezioneAlpi e Prealpi Giulie
SottosezioneAlpi Giulie
SupergruppoCatena Jôf Fuârt-Montasio
GruppoGruppo del Montasio
SottogruppoSottogruppo del Montasio
CodiceII/C-34.I-A.2.a

Il Jôf di Montasio, (Jôf dal Montâs in friulano, Špik nad Policami o Montaž in sloveno, Bramkofel o Montasch in tedesco) è una montagna delle Alpi Giulie alta 2.754 m, situata in Friuli-Venezia Giulia, in provincia di Udine, appartenente alla Catena Jôf Fuârt-Montasio.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il Montasio dal monte Rombon.

È la seconda cima per altezza delle Alpi Giulie dopo il Monte Tricorno (situato in Slovenia), di cui costituisce il contraltare italiano, e la seconda cima più elevata del Friuli-Venezia Giulia dopo il Coglians, mentre poco più ad est è posto lo Jôf Fuârt. La sua sagoma massiccia a nord sovrasta l'abitato di Malborghetto Valbruna in Val Canale, a ovest il paesino di Dogna, a sud la stazione sciistica di Sella Nevea posta sotto l'altopiano del Montasio lungo la Val Raccolana. Sul versante nord sono situati due piccoli ghiacciai, il Minore e l'Occidentale (il più basso delle Alpi con i suoi 1900 metri sul livello del mare[1]), che occupano una superficie complessiva prossima ai 5 ha[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Inno al Montasio[modifica | modifica wikitesto]

Il ghiacciaio del Montasio

« Se vai nelle Giulie, ovunque lo vedrai

è il più bello, il più maestoso

Jôf di Montasio re delle Giulie

Ovunque dalla Val Dogna,

dalla Saisera e da Nevea

lo vedrai come un re dominar

Ascolta! senti questi canti?

questi canti sono un inno

sono un inno alla Montagna

alle Giulie, al Montasio »

(Inno al Montasio)

La guerra sul Montasio[modifica | modifica wikitesto]

La guerra sul Montasio, all'interno della Grande Guerra, come in tutte le Giulie, finì nell'ottobre del 1917 a causa della rotta di Caporetto. Ancora oggi per chi sale verso lo Jôf di Montasio è facile imbattersi in reperti bellici quali schegge di granata, bossoli, reticolati, quando non addirittura bombe inesplose.

Ascensioni[modifica | modifica wikitesto]

Prime ascensioni[modifica | modifica wikitesto]

La sua cima fu raggiunta dopo molti tentativi per la prima volta nel 1877 dall'austriaco Herman Findenegg dal lato meridionale.

La maggior parte delle vie settentrionali invece furono aperte dal celebre alpinista Julius Kugy agli inizi del Novecento, e pochi anni dopo, durante la prima guerra mondiale, divenne zona di guerra; lo stesso Kugy, nonostante avesse 57 anni, durante il conflitto fu Alpenreferent (consulente alpino) dell'esercito austro-ungarico in questo settore, per via della sua perfetta conoscenza della zona.

Percorsi di Salita[modifica | modifica wikitesto]

Vi sono molteplici possibilità di salita alla vetta; le più comuni sono:

  • dalla val Dogna (alpinistica). Sicuramente l'itinerario più spettacolare delle Giulie; presenta notevoli dislivelli, con ambiente severo e selvaggio. Percorso da non sottovalutare in quanto si sviluppa su roccia con passaggi di II grado, richiede notevoli risorse fisiche e consolidata pratica di montagna. Percorso segnalato con parziali attrezzature;
  • dal bivacco "Fratelli Stuparich" con la via ferrata "Amalia". Si svolge nell'ampio canale a balze rocciose del versante nord della Torre del Montasio, percorso per la prima volta da Kugy, Kverch, Komač e Pesamosca nel 1896 in discesa;
  • dal bivacco "Fratelli Stuparich" con la via "diretta Kugy". Si sviluppa su parte della cresta nord-est e successivamente in piena parete nord; è impegnativa, richiede conoscenza della montagna e delle tecniche di progressione, presenta dei passaggi di II - III grado. La caduta di pietre è un costante pericolo;
  • dal rifugio "Giacomo di Brazzà" con la via "Findenegg". Itinerario seguito da Findenegg e Brusefiar nell'agosto del 1877, con larga cengia inferiore ed erto canalone roccioso ovest. Itinerario esposto lungola cengia inferiore, richiede cautela in presenza di residui di neve. Alcuni passaggi sono attrezzati. Difficoltà di I grado al canalone ovest.
  • dal rifugio "Giacomo di Brazzà" con la via ferrata "Augusto ed Elenita Leva". La via collega la Cima di Terra Rossa allo Jof di Montasio attraverso la Forca Palone. Il tracciato utilizza un percorso del 1915/18 ripristinato nel 1983 dopo danneggiamenti. Si percorrono cenge e camini del versante nord-ovest della Cima di Terra Rossa e cenge del versante meridionale del Modeon del Montasio, con uno sviluppo di quasi 1500 metri quasi interamente attrezzate;
  • dal rifugio Divisione Julia per la via Brazzà, ore 4. Si sale alla casera parte di mezzo 1.550 m per poi raggiungere la forca dei Distèis 2.201 m. Si prosegue per ripido sentiero verso est, fra zolle e rocce fino alla Forca dei Vert, profonda tacca fra la Cima Verde e il Jôf. Da qui per sentiero tagliato nella roccia si percorre l'esile cresta fra due ripidissimi pendii fino alla vetta.

Principali punti d'appoggio[modifica | modifica wikitesto]

  • Rifugio Fratelli Grego (1389 m): sorge a poca distanza dall'ampia e boscosa Sella di Sompdogna. È molto frequentato dai turisti grazie al suo facilissimo accesso: da sella Sompdogna 10 minuti; 40 minuti circa dal parcheggio in fondo alla Val Saisera, raggiungibile in auto da Tarvisio e Valbruna. Dispone di 38 letti. È di proprietà del CAI Società Alpina delle Giulie di Trieste (tel. 0428 60111), aperto generalmente da fine maggio a fine settembre, anche se sovente viene tenuto aperto anche successivamente in caso di bel tempo.
  • Bivacco fratelli Carlo e Giani Stuparich (1587 m): sorge su un panoramico balcone verde al cospetto del versante nord del Montasio. È il punto di partenza per tutte le ascensioni della zona. È una comoda casetta a due vani (soggiorno + camera) raggiungibile dal rifugio Grego in un'ora e mezza oppure dalla val Saisera in quasi due ore. Dispone di 18 posti con coperte, sempre aperto. Proprietà CAI Società Alpina delle Giulie di Trieste.
  • Bivacco Adriano Suringar (2430 m): sorge sulla Grande Cengia Superiore del Montasio, all'inizio del Canalone Findenegg. È punto d'appoggio per chi esce dalle vie di Dogna e Kugy. L'accesso normale è dai Piani del Montasio e dal Rifugio Di Brazzà in meno di tre ore, attraverso sentiero sui pascoli e successivamente su tracce a tratti esposte ed attrezzate. È raggiungibile anche dal versante nord in 4 ore attraverso la Ferrata Amalia.
  • Rifugio Giacomo Di Brazza (1660 m): sorge a 15 minuti dal parcheggio dei Piani del Montasio. È la base di partenza per la normale della cima. Dispone di 30 letti. È di proprietà del CAI/Società Alpina Friulana di Udine, aperto generalmente da fine maggio a fine settembre.

Webcam[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 3 agosto 2015, sull'Altopiano del Montasio, alla quota di circa 1550 m s.l.m., hanno iniziato ad operare due webcam che guardano rispettivamente: verso il jôf di Montasio (webcam 2 http://www.crs.inogs.it/ipcam/pmnt2/index.htm) e verso il massiccio del Monte Canin (webcam 1 http://www.crs.inogs.it/ipcam/pmnt/index.htm). L'istallazione è avvenuta ad opera del OGS – Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale in collaborazione con l'associazione Friulana Tenutari Stazioni Taurine.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Giro d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

È stato sede di arrivo di tappa, nella località ai suoi piedi nota come Altopiano del Montasio, del Giro d'Italia 2013 ed ha visto la vittoria del colombiano Rigoberto Urán con Vincenzo Nibali in Maglia rosa. La salita è stata affrontata dal lato di Chiusaforte con il passaggio a Sella Nevea[3].

Anno Tappa Partenza Km Vincitore di tappa Maglia Rosa
2013 10a Cordenons 167 Colombia Rigoberto Urán Italia Vincenzo Nibali

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]