Jason va all'inferno

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Jason va all'Inferno
Jason va all'inferno.jpg
Scena del film, con il cuore di Jason Voorhees
Titolo originale Jason Goes to Hell: The Final Friday
Paese di produzione USA
Anno 1993
Durata 87 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere orrore
Regia Adam Marcus
Soggetto Jay Huguely, Adam Marcus
Sceneggiatura Jay Huguely, Dean Lorey
Produttore Sean S. Cunningham
Fotografia Bill Dill
Montaggio David Handman
Effetti speciali K.N.B. Effect Group
Musiche Harry Manfredini
Scenografia Whitney Brooke Wheeler
Costumi Julie Rae Engelsman
Trucco Kimberly Greene
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Jason va all'Inferno (Jason Goes to Hell: The Final Friday) è un film del 1993 diretto da Adam Marcus, facente parte della saga di Venerdì 13.

Era stato progettato come ultimo capitolo della saga slasher di Jason Voorhees, ma è stato surclassato dal nuovo film del più famoso assassino degli anni ottanta: Jason X. Il finale, in cui compare il guanto di Freddy Krueger che afferra la maschera di Jason e la porta sotto la sabbia, sembra preannunciare un incontro tra i due, che avverrà però solo 10 anni dopo in Freddy vs. Jason.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Springfield, 1999. Jason, sopravvissuto inspiegabilmente agli avvenimenti dell'episodio precedente (Venerdì 13 parte VIII - Incubo a Manhattan), e tornato al campeggio di Crystal Lake, insegue da una casetta fino al bosco una ragazza, che si rivela un'agente dell'FBI sotto copertura e ha inizio un'imboscata da parte di numerosi altri agenti, che lo crivellano per poi distruggerlo letteralmente con un ordigno esplosivo. Sembra così che la minaccia sia annientata e mentre gli uomini esultano per la riuscita del piano, di nascosto fra gli alberi un misterioso figuro, il cacciatore di taglie Creighton Duke, afferma il contrario.

I resti di Jason vengono portati in un obitorio in Ohio, dove il medico legale gli fa una autopsia regolare, ma c'è una cosa che questi non sa; Jason ora divenuto qualcosa di peggiore e più demoniaco delle volte precedenti, è capace di trasmigrare il suo spirito oscuro da un corpo all'altro servendosi del suo cuore. Il medico viene ipnotizzato dal battito del cuore dell'assassino, e inizia a mangiarlo facendo entrare l'anima di Jason nel suo corpo. Fuggendo dall'obitorio per tornare a Crystal Lake il killer comtinuerà così a uccidere e si nasconderà nella vecchia casa abbandonata dei Voorhees. Creighton Duke sa che Jason è nato da un Voorhees e può rinascere e riavere le sue sembianze solo da un altro Voorhees, e può essere ucciso solo da uno della sua stirpe. Dopo l'uccisione di sua madre, Jessica scopre che questa in realtà era la sorella di Jason e che quindi adesso lei e la sua figlia neonata Stephanie, sono le uniche a poter eliminare Jason. Dopo una serie di sventure, durante le quali Jason continua a possedere corpi, mietere innumerevoli vittime per arrivare a Jessica e Stephanie con l'orribile intenzione di riprendere attraverso una delle due le proprie sembianze originali, riuscendoci infine tramite il cadavere della sorella e Duke che perisce nel tentativo di tenere testa a Jason che intanto stava cercando di uccidere Stephanie e Jessica nella casa Voorhees, quest'ultima riesce a sconfiggere il diabolico zio trafiggendolo con una lama magica con l'aiuto del compagno Stephen, dal quale si era separata. Jason viene così trascinato all'Inferno da dei demoni lasciando in superficie solo la sua maschera non prima di aver cercato di trascinare a sua volta con sè Stephen che viene salvato in tempo da Jessica.

Sembra dunque che Jason sia stato vinto definitivamente e che la pace sia tornata. Ma nella scena finale all'alba mentre Stephen e Jessica si allontanano con la bambina per rifarsi una vita, dal terreno spunta la mano di Freddy Krueger che trascina la maschera sotto terra ridendo malignamente.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Originariamente il regista doveva essere Tobe Hooper. Produce il film Sean S.Cunningham, il regista di Venerdì 13. Originariamente doveva chiamarsi Jason va a Los Angeles (Jason Takes L.A.) dove due bande rivali si alleano per fermare Jason, avendo decimato tutti i membri delle bande, ma il regista decise di far morire Jason.

In una scena del film, anche se per pochi secondi, viene omaggiata una leggenda: il Necronomicon, oggetto protagonista del film La casa di Sam Raimi e invenzione letteraria dello scrittore H. P. Lovecraft. Il pugnale stesso con cui Jason viene ucciso da Jessica ha una notevole somiglianza con quello che appare nel finale del sequel (o remake con maggior budget) La casa 2, dello stesso Raimi.

Viene reso omaggio anche al film Creepshow del 1982: la cassa che appare nel sotterraneo di casa Voorhees, accanto al cadavere della madre di Jessica, con la dicitura Artic Expedition - Julia Carpenter - Horlicks University è simile a quella che si vede nel quarto episodio del film Creepshow intitolato appunto "The Crate" (sulla quale sta scritto Ship to Horlicks University - Via Julia Carpenter - Artic Expedition June 19. 1834).

Il nero cuore di Jason verrà usato anche in Dal tramonto all'alba come il cuore dell'Uomo Scimmia. Il braccio di Freddy Krueger che si vede alla fine del film è in realtà il braccio di Kane Hodder. In questo film Jason è molto simile a Freddy Krueger, in quanto adesso è rappresentato come un demone mentre nei film precedenti, secondo i fans, era più simile a Michael Myers.

Il body count è di ventidue vittime.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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