Italiani brava gente (film 1965)

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Italiani brava gente
Italiani brava gente.png
Raffaele Pisu e Riccardo Cucciolla in una scena del film
Titolo originale Italiani brava gente (Loro andavano all'Est)
Paese di produzione Italia, Unione Sovietica
Anno 1965
Durata 146 min
Dati tecnici B/N
Genere drammatico, guerra
Regia Giuseppe De Santis
Soggetto Ennio De Concini, Giuseppe De Santis
Sceneggiatura Sergeij Smirnov, Ennio De Concini, Giuseppe De Santis, Augusto Frassineti, Giandomenico Giagni
Fotografia Antonio Secchi
Montaggio Klavdiya Moskvina, Mario Serandrei
Musiche Armando Trovajoli
Scenografia Ermanno Manco
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Italiani brava gente è un film di guerra del 1965 diretto da Giuseppe De Santis, ambientato durante la Campagna italiana di Russia.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Seconda guerra mondiale, luglio 1941, un reggimento italiano, comandato dal colonnello Sermonti, viene inviato in Unione Sovietica a seguito delle forze tedesche durante l'attacco sul fronte orientale. L'entusiasmo e l'allegria dei soldati italiani si scontreranno ben presto con una realtà molto diversa da quella sperata: gli enormi spazi, le difficili condizioni climatiche, l'ostilità della popolazione, i maltrattamenti inflitti dai tedeschi ai prigionieri, l'asprezza dei primi combattimenti, la tattica della terra bruciata, i difficili rapporti con l'alleato ed il blocco dell'offensiva di fronte a Mosca inizieranno a minarne lentamente lo spirito, che crollerà definitivamente dopo che, l'anno successivo, l'8ª Armata italiana viene inviata in appoggio alle forze tedesche del Gruppo d'armate B e del Gruppo d'armate Don, durante la seconda offensiva estiva, allorquando i sovietici sferrano la controffensiva, costringendo il contingente italiano dapprima a schierarsi sulla difensiva sulla sponda del Don e successivamente alla ritirata.

La voce narrante del colonnello e di Giuseppe Sanna, un muratore idealista di Cerignola, accompagnano le vicende di un gruppo di essi: Loris, un contadino romagnolo che, a causa della sua ingenuità, sarà il primo a morire, seguendo una ragazza russa in un campo di girasoli; Collodi, un tipografo toscano che troverà la morte a causa del gesto sconsiderato di un commilitone; Calò, un siciliano che, insieme al colonnello, sarà fatto prigioniero dai sovietici; il maggiore Ferri, un fascista imboscato che sarà ucciso dagli stessi soldati italiani durante la ritirata ed infine Libero, un idraulico romano, che, dopo la morte di Giuseppe, abbandonerà la colonna, tentando di tornare indietro da solo, morendo di stenti nella tormenta.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]