Isabella di Lussemburgo

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Isabella
Marchesa di Namur
In carica 1264 –
1297[1]
Predecessore Enrico V
Successore Giovanni I
Nome completo Isabella di Lussemburgo
Nascita 1247
Morte 25 settembre 1298
Sepoltura Monastero di Santa Clara a Poteghem, Audenarde
Dinastia casato delle Ardenne
Padre Enrico V
Madre Margherita di Bar
Consorte di Guido di Dampierre
Figli Giovanni
Guido
Enrico
Margherita
Beatrice
Giovanna
Filippa e
Isabella
Religione cattolica

Isabella di Lussemburgo (1247Magonza, 25 settembre 1298) fu marchesa di Namur[2] dal 1264 al 1297 e contessa consorte di Fiandra dal 1264 alla sua morte.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la Histoire généalogique de la maison royale de Dreux (Paris), Luxembourg, Isabella era figlia del conte di Lussemburgo, di La Roche e di Arlon, Enrico V e della moglie, Margherita di Bar[3] (1220 - 1275), che ancora secondo la Histoire généalogique de la maison royale de Dreux (Paris), Luxembourg, era figlia di Enrico II di Bar conte di Bar e di Filippa di Dreux[4], discendente (pronipote) dal re Luigi VI di Francia, figlia di Roberto II di Dreux e di Yolanda di Coucy[5].
Enrico V di Lussemburgo, secondo la Histoire du Limbourg, vol VI: Codex diplomaticus Valkenburgensis., era figlio del Duca di Limburgo e Conte di Arlon, Valerano III e della sua seconda moglie, la contessa di Lussemburgo, di La Roche e di Durbuy, Ermesinda[6], che, secondo il Gisleberti Chronicon Hanoniense, era figlia del conte di Lussemburgo e di Namur, Enrico IV e della sua seconda moglie, Agnese di Gheldria[7], figlia di Enrico I, Conte di Gheldria[8] e Agnese di Arnstein.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1256, suo padre Enrico V, approfittando del fatto che il marchese di Namur, Baldovino II di Costantinopoli, che era anche imperatore latino di Costantinopoli, si trovava in oriente, conquistò il marchesato di Namur, occupando il giorno di Natale, Namur e fu acclamato conte[9].
Nel 1263, Baldovino II, che aveva perduto Costantinopoli e non riusciva a conquistare Namur, vendette al Conte di Fiandra, Guido di Dampierre la contea di Namur[10]; dopo aver tentato di riconquistare la contea Guido, che, secondo il Iohannis de Thilrode Chronicon, nel frattempo era rimasto vedovo della prima moglie, Matilde de Béthune[11], concluse la pace, che prevedeva il matrimonio di Guido con Isabella, figlia di Enrico V, che avrebbe portato in dote la contea di Namur[11]; secondo il Iohannis de Thielrode Genealogia Comitum Flandriæ il matrimonio venne celebrato nel 1264[12] e Isabella sposò il Conte di Fiandra, Guido di Dampierre, che, secondo la Genealogica Comitum Flandriæ Bertiniana, Continuatio Leidensis et Divionensis, era il figlio secondogenito del signore di Dampierre, Guglielmo II e della futura contessa delle Fiandre e contessa di Hainaut, Margherita[13], che, secondo la Genealogica Comitum Flandriæ Bertiniana, Continuatio Marchianensis era la figlia secondogenita del Conte delle Fiandre, Conte di Hainaut, ed anche primo imperatore dell'impero latino di Costantinopoli, Baldovino delle Fiandre o di Hainaut e di Maria di Champagne[14]. Il matrimonio viene confermato anche dalla Histoire ecclésiastique et civile du duché de Luxembourg et comté ..., Volume 5[15], che inoltre conferma che, solo nel 1264, Enrico cedette il marchesato alla figlia, dopo che era stata sposata da Guido di Dampierre[16].

Suo padre, Enrico V, secondo la Histoire ecclésiastique et civile du duché de Luxembourg et comté ..., Volume 5, morì nel 1274[17], fu inumato nell'abbazia di Clairefontaine, oggi inglobata nel comune di Arlon, dove fu raggiunto, un anno dopo, dalla moglie Margherita di Bar[18]. Secondo altri storici Enrico morì nel 1281[19], a Magonza[20].
Gli succedette il figlio primogenito, Enrico, come Enrico VI di Lussemburgo[21].

Tra il 1282 ed il 1283, si ebbe il problema della successione nel ducato di Limburgo: la duchessa di Limburgo, Ermengarda era morta tra la seconda metà del 1282 e la prima metà del 1283, come ci informa la Histoire du Limbourg, vol IV: Codex diplomaticus Dalemensis.[22]; comunque la duchessa era senz'altro morta il 18 luglio 1283, in quanto nel documento n° CCL della Histoire du Limbourg, vol VI: Codex diplomaticus Valkenburgensis., Rinaldo cita la moglie (Domina Irmengardis) defunta (bone memorie)[23].
Ermengarda non aveva lasciato eredi[24].
A Ermengarda succedette il marito, Reginaldo I di Gheldria, come si evince dai vari documenti della Histoire du Limbourg, vol VI: Codex diplomaticus Valkenburgensis., in cui Rinaldo si definisce, conte di Gheldria e duca di Limburgo[25], che governava il ducato di Limburgo, col beneplacito del re di Germania, Rodolfo I d'Asburgo[26], che gli aveva accordato vita natural durante il ducato, come ci viene confermato dal documento n° CCXLV della Histoire du Limbourg, vol VI: Codex diplomaticus Valkenburgensis., datato 19 maggio 1282, in cui si concede a Rinaldo di succedere alla moglie, nel caso di un suo prematuro decesso[27].
Il Limburgo era rivendicato anche dal cugino, Adolfo V di Berg, che non potendo far valere la propria ragione con le armi, vendette i diritti sul ducato al duca di Lorena e del Brabante, Giovanni I, che ora rivendicava il Limburgo.

Secondo la Histoire ecclésiastique et civile du duché de Luxembourg et comté ..., Volume 5, suo fratello, Enrico VI, partecipò ad una Lega che appoggiava Reginaldo[28] e prese parte alla guerra per il possesso del Limburgo[29].
Fu richiesta una mediazione, a cui parteciparono anche il conte di Fiandra, Guido di Dampierre ed il conte di Hainaut, Giovanni I, come ci comprovano i documenti CCLIX, CCLX e CCLXI della Histoire du Limbourg, vol VI: Codex diplomaticus Valkenburgensis.[30], che, conclusa nel 1287, prevedeva che a Reginaldo (convinto a questo passo da Isabella) sarebbe succeduto Enrico[31].

La decisione non diede soddisfazione a Giovanni I, che intraprese una vera e propria azione di conquista sul ducato di Limburgo e la guerra si concluse con la battaglia di Worringen (7 luglio 1288), dove Giovanni I sconfisse Reginaldo ed Enrico e i loro alleati[32]; l'ultima fase della guerra è descritta nella Histoire ecclésiastique et civile du duché de Luxembourg et comté ..., Volume 5, dall'assedio al castello di Worringen (Chorweiler), vicino a Colonia, sino alla morte di Enrico e alla cattura di Reginaldo che pose termine alla battaglia ed alla guerra[33].
Enrico durante la battaglia aveva saputo che il fratello, Valerano era morto ed aveva cercato lo scontro con Giovanni I, venendo ucciso da uno scudiero di Giovanni (anche gli altri due fratelli di Enrico, Baldovino ed Enrico, furono uccisi)[34].

Isabella, nel 1297, cedette il titolo di conte di Namur al figlio Giovanni e morì l'anno seguente; secondo la Histoire ecclésiastique et civile du duché de Luxembourg et comté ..., Volume 5, il 25 settembre e fu tumulata nel Monastero di Santa Clara a Poteghem, Audenarde, nelle Fiandre orientali[35].

Figli[modifica | modifica wikitesto]

Isabella a Guido diede figli di entrambi i sessi[11][12], per l'esattezza undici[36], di cui solo otto raggiunsero l'età adulta[36][37][38]:

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Enrico III di Limburgo Enrico II di Limburgo  
 
Matilde di Saffenberg  
Valerano III di Limburgo  
Sofia di Saarbrücken Simone I di Saarbrücken  
 
Mechilde  
Enrico V di Lussemburgo  
Enrico IV di Lussemburgo Goffredo I di Namur  
 
Ermesinde di Lussemburgo, contessa di Namur  
Ermesinda di Lussemburgo  
Agnese di Gheldria Enrico I di Gheldria  
 
Agnese d'Arnstein  
Isabella di Lussemburgo  
Teobaldo I di Bar Rinaldo II di Bar  
 
Agnese di Blois  
Enrico II di Bar  
Ermesinda di Bar-sur-Seine Guido I di Bar-sur-Seine  
 
Pétronille de Chacenay  
Margherita di Bar  
Roberto II di Dreux Roberto I di Dreux  
 
Agnès de Baudemont  
Philippa di Dreux  
Yolande de Coucy  
 
 
 

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Col marito, Guido I
  2. ^ Il marito, Guido di Dampierre, assunse il titolo di Marchese di Namur
  3. ^ (FR) #ES Histoire généalogique de la maison royale de Dreux (Paris), Luxembourg, pagg. 92 e 93
  4. ^ (FR) #ES Histoire généalogique de la maison royale de Dreux (Paris), Luxembourg, pag. 89
  5. ^ (FR) #ES Histoire généalogique de la maison royale de Dreux (Paris), Luxembourg, pagg. 89 e 90
  6. ^ (LA) Histoire du Limbourg, vol VI: Codex diplomaticus Valkenburgensis, doc. CXXV, pagg. 200 e 201
  7. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, Scriptores, tomus XXI Gisleberti Chronicon Hanoniense, pag. 550 Archiviato il 2 febbraio 2019 in Internet Archive.
  8. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, Scriptores, tomus XXI Gisleberti Chronicon Hanoniense, pag. 518 Archiviato il 2 febbraio 2019 in Internet Archive.
  9. ^ (FR) #ES Histoire ecclésiastique et civile du duché de Luxembourg et comté ..., Volume 5, pag. 91
  10. ^ Austin Lane Poole, "L'interregno in Germania", cap. IV, vol. V, pag. 150
  11. ^ a b c (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus XXV, Iohannis de Thilrode Chronicon, capitulum 19, pagina 575 Archiviato il 13 ottobre 2017 in Internet Archive.
  12. ^ a b (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus IX, Iohannis de Thielrode Genealogia Comitum Flandriæ, pagina 335 Archiviato il 13 ottobre 2017 in Internet Archive.
  13. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus IX, Genealogica Comitum Flandriæ Bertiniana, Continuatio Leidensis et Divionensis, pagina 308 Archiviato il 30 dicembre 2017 in Internet Archive.
  14. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus IX, Genealogica Comitum Flandriæ Bertiniana, Continuatio Marchianensis, pagina 306 Archiviato il 7 febbraio 2019 in Internet Archive.
  15. ^ (FR) #ES Histoire ecclésiastique et civile du duché de Luxembourg et comté ..., Volume 5, pag. 132
  16. ^ (FR) #ES Histoire ecclésiastique et civile du duché de Luxembourg et comté ..., Volume 5, pag. 133
  17. ^ (FR) #ES Histoire ecclésiastique et civile du duché de Luxembourg et comté ..., Volume 5, pag. 185
  18. ^ (FR) #ES Histoire ecclésiastique et civile du duché de Luxembourg et comté ..., Volume 5, pag. 186
  19. ^ (EN) #ES Genealogy : luxemburg 9 - Henri V "Le Blond"
  20. ^ (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy : Conti di Lussemburgo - HENDRIK van Limburg
  21. ^ (FR) #ES Histoire généalogique de la maison royale de Dreux (Paris), Luxembourg, pag. 92
  22. ^ (LA) Histoire du Limbourg, vol IV: Codex diplomaticus Dalemensis, pag. 388
  23. ^ (LA) Histoire du Limbourg, vol VI: Codex diplomaticus Valkenburgensis, doc. CCXLV, pag. 309
  24. ^ (LA) Histoire du Limbourg, vol IV: Codex diplomaticus Dalemensis, pag. 387
  25. ^ (LA) Histoire du Limbourg, vol VI: Codex diplomaticus Valkenburgensis, dal doc. CCXLIX, pag. 308 e seguenti
  26. ^ (LA) Histoire du Limbourg, vol IV: Codex diplomaticus Dalemensis, pag. 398
  27. ^ (LA) Histoire du Limbourg, vol VI: Codex diplomaticus Valkenburgensis, doc. CCXLV, pag. 305
  28. ^ (FR) #ES Histoire ecclésiastique et civile du duché de Luxembourg et comté ..., Volume 5, pag. 246
  29. ^ (FR) #ES Histoire ecclésiastique et civile du duché de Luxembourg et comté ..., Volume 5, pagg. 247 - 264
  30. ^ (LA) Histoire du Limbourg, vol VI: Codex diplomaticus Valkenburgensis, doc. CCLIX, CCLX e CCLXI, pagg. 318 - 321
  31. ^ (FR) #ES Histoire ecclésiastique et civile du duché de Luxembourg et comté ..., Volume 5, pag. 265
  32. ^ P.J. Blok, "Germania 1273 1313", cap. VIII, vol. VI, pag. 337
  33. ^ (FR) #ES Histoire ecclésiastique et civile du duché de Luxembourg et comté ..., Volume 5, pagg. 266 - 278
  34. ^ (FR) #ES Histoire ecclésiastique et civile du duché de Luxembourg et comté ..., Volume 5, pagg. 274 e 275
  35. ^ (FR) #ES Histoire ecclésiastique et civile du duché de Luxembourg et comté ..., Volume 5, pag. 139
  36. ^ a b c d e f g h i j (FR) #ES Histoire généalogique de la maison royale de Dreux (Paris), Luxembourg, pag. 94
  37. ^ (EN) #ES Genealogy: Flanders 5 - Isabella of Luxemburg (Guy de Dampierre)
  38. ^ (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy:conti delle FIANDRE - ISABELLE de Luxembourg (GUY de Dampierre)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura storiografica[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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