Grotta di San Cleto

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Grotta di San Cleto
Grottasancletoruvo.JPG
L'altare di san Cleto
StatoItalia Italia
RegionePuglia Puglia
ProvinceBari Bari
ComuniRuvo di Puglia-Stemma.png Ruvo di Puglia
Profondità~ 10 m
Data scoperta2003/2006 (ipogeo)
Coordinate41°07′03.52″N 16°29′09.87″E / 41.117644°N 16.486074°E41.117644; 16.486074Coordinate: 41°07′03.52″N 16°29′09.87″E / 41.117644°N 16.486074°E41.117644; 16.486074
Mappa di localizzazione: Italia
Grotta di San Cleto
Grotta di San Cleto

La grotta di San Cleto è una cisterna di epoca romana, volgarmente chiamata grotta, situata nell'ipogeo della chiesa del Purgatorio di Ruvo di Puglia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Chiesa del Purgatorio (Ruvo di Puglia).

La fonte più antica che ne attesta la presenza risale al 1729 ma è possibile identificare questa cripta con una cisterna di età romana, guardando alle tecniche di realizzazione ed ai materiali usati (gli stessi che connotano cisterne romane ben più famose)[1]. Questa cisterna fu costruita nella parte più alta della collina della Ruvo romana e probabilmente era utilizzata o per l'approvvigionamento idrico della città o per rifornire un vicino impianto termale[2].

Ben presto però questo luogo divenne rifugio per perseguitati e per i primi cristiani ruvestini, come dimostrato dall'esistenza di numerosissimi cunicoli utili per la fuga. La tradizione infatti vuole che san Pietro, avendo la necessità di costituire un nucleo cristiano stabile a Ruvo, creò vescovo san Cleto, futuro terzo papa[3]. Il primo vescovo di Ruvo dunque avrebbe riunito i suoi fedeli all'interno di questa grotta per svolgere le varie celebrazioni sacre. Tuttavia non è certo che san Cleto sia stato il primo vescovo di Ruvo, poiché è storicamente accertato che la diocesi di Ruvo sia stata fondata nell'XI secolo ed il primo vescovo sia stato Gioacchino de Zonicis, eletto nel 1090[3]. La diffusione della leggenda di un san Cleto fondatore della diocesi ruvestina deriverebbe dalla volontà del papato in età normanna di ricondurre all'ortodossia le chiese greche del sud, stabilendo un diretto e antico legame con la chiesa romana[3].

In seguito nel XVI secolo fu costruita la chiesa della Madonna del Suffragio al di sopra della cisterna e nello stesso periodo sorse la confraternita di san Cleto con sede nel suddetto tempio[4]. Nel Seicento fu poi costruita anche la chiesa di san Michele Arcangelo (ma dedicata al culto delle anime del Purgatorio) accanto a quella dedicata alla Madonna del Suffragio[4]. Le due chiese furono poi unite in due sole navate, dando vita alla chiesa del Purgatorio[4].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La cisterna è stata scavata nella pietra e nel tufo[1] e si giunge ad essa scendendo ventinove gradini, ai quali si accede da una porta presente sulla facciata posteriore della chiesa del Purgatorio. La cripta è lunga 20.50 m, larga 4.40 m ed alta 3.30 m e presenta una pianta rettangolare e longitudinale, scandita da cinque pilastri in pietra e tufo dei quali l'ultimo è stato demolito in epoca remota anche se sono ancora evidenti i solchi lasciati nel soffitto[1]. L'area di culto si identifica con l'ultimo ambiente della cisterna nel quale sono presenti due fonti battesimali e una statua di san Cleto, seduto e vestito da pontefice, scolpita direttamente nella pietra del secondo pilastro[1]. Su una parete della grotta è possibile leggere il graffito a carattere gotico:

« Non temete cittadini di Ruvo/sono Cleto primo vescovo/e terzo dopo san Pietro/che prega per voi[5] »

L'ipogeo[modifica | modifica wikitesto]

In seguito al terremoto di San Giuliano di Puglia del 2002, la navata dedicata a san Cleto della chiesa del Purgatorio riportò danni rilevanti, conseguendo lo stato di inagibilità[6]. I lavori di restauro della chiesa furono iniziati nel 2003 e durante le operazioni di ripristino furono scoperti alcuni ambienti sotterranei comunicanti con la grotta di san Cleto[6]. Conclusi nel 2006 i lavori di restauro della chiesa, le opere continuarono nel sottosuolo riportando alla luce tre camere funerarie appartenenti alla confraternita del Purgatorio e chiuse in seguito all'editto di Saint Cloud del 1804[6]. Nelle operazioni di scavo furono scoperte altre stanze di epoca romana che componevano l'impianto termale che si serviva della suddetta cisterna, poi divenuta luogo di culto[6]. L'ipogeo e la grotta di san Cleto sono stati riaperti al pubblico il 26 aprile 2011, a conclusione dei lavori di restauro[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Grotta di san Cleto - Costruzione, su enec.it, 2001.
  2. ^ Grotta di san Cleto e chiesa del Purgatorio, su ruvolive.it, 2011.
  3. ^ a b c Grotta di san Cleto - Il santo, su enec.it, 2001.
  4. ^ a b c La chiesa e la Confraternita di Santa Maria del Suffragio "del Purgatorio", su cattedraleruvo.it, 2010.
  5. ^ Festa di san Cleto, Il Sedente, 26 aprile 2012.
  6. ^ a b c d e Sivo, pagina 11.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lidia Tecla Sivo, Chiesa del Purgatorio: imminente l'apertura dell'ipogeo, in il rubastino, vol. 31, nº 1, Terlizzi, Centro Stampa Litografica, aprile 2011, p. 11.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]