Giorgio Silfer

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Copertina della seconda opera di Giorgio Silfer (1973), la commedia Doktoro Rosales

Giorgio Silfer, pseudonimo di Valerio Ari (Milano, 1949), è uno scrittore ed esperantista italiano naturalizzato svizzero.

È dottore in lingue (1982)[1] e lettere moderne (1987)[2]; insegnante (anche universitario dal 2001), consulente organizzativo, scrittore e pubblicista. Cultore della materia per interlinguistica ed esperantologia presso l'Università di Torino.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1970 è stato cofondatore della rivista letteraria in esperanto Literatura Foiro, di cui ha curato la redazione sino al 1980[3]. È stato cofondatore nel 1969 del circolo letterario La Patrolo, sciolto nel 1980 per dare vita alla casa editrice multimediale "Kooperativo de Literatura Foiro" (o "LFKoop"), che continua tuttora a possedere e pubblicare l'omonima rivista, dirigendo e presiedendo la società e la allora sua filiale italiana Centro italiano di interlinguistica fino al 1996. È stato cofondatore della "Société Yvonne Martinot", sezione francese della "LFKoop", dove diede un notevole contributo al centro culturale "La Kvinpetalo" dal 1985 al 1998. Infine è stato cofondatore del "PEN Club Esperanto" nel 1991, ottenendo il riconoscimento dell'esperanto come lingua letteraria, grazie all'ammissione al "PEN Club International" già nel 1993. Fra gli altri meriti è da segnalare il salvataggio del "Kultura Centro Esperantista" in Svizzera, di cui è stato presidente nel 1995-96. Nel 1996 è stato tra i principali firmatari della "Universala deklaracio pri la lingvaj rajtoj" (Dichiarazione universale dei diritti linguistici).

Durante il 36° Congresso Giovanile Internazionale dell'esperanto, svoltosi a Rauma (Finlandia) nel 1980, insieme a Jouko Lindstedt ed Amri Wandel lanciò il Manifesto di Rauma, da cui si è evoluto il "Raumismo". I principi del documento sono oggi fatti propri, tra gli altri, dalla "Civitas Esperantica", la cui carta costituzionale è stata promulgata a Sabbioneta nel giugno 2001. Nel 2006 Silfer è stato eletto console (presidente) della Civitas Esperantica, succedendo a Walter Zelazny, eletto nel 2001, e precedendo Marie-France Conde Rey, eletta nel 2011.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Giorgio Silfer ha pubblicato tre raccolte di poesie e dieci opere teatrali in esperanto, un romanzo in italiano e circa duemila fra articoli e saggi in varie lingue. Tra i successi ricordiamo il premio "La Verko de la Jaro" (L'opera dell'anno) del 1977 e la proclamazione, nel 1984, a "Florluda Majstro" (Maestro dei Giochi Floreali), per le numerose premiazioni al concorso di poesia "Internaciaj Floraj Ludoj" (Giochi Floreali Internazionali) a Barcellona. Silfer ha anche composto i testi di una cinquantina di canzoni, principalmente per Gianfranco Molle, Nikolin' ed Anjo Amika.

Ha redatto la voce Lingue internazionali per la IV edizione del Grande Dizionario Enciclopedico UTET.
Ha revisionato il dizionario delle lingue artificiali Aga Magéra Difúra[4].
Con lo scrittore esperantista Carlo Minnaja ha realizzato l'ampia (748 pagine) Historio de la esperanta literaturo (Storia della letteratura esperanto), pubblicata nel 2015[5].

Teatro, poesia e narrativa[modifica | modifica wikitesto]

  • (EO) Doktoro Rosales, Milano, La Patrolo, 1973[6]
  • (EO) Unu persono serĉanta epilogon, 1974 (manoscritto)
  • (EO) Triptiko, 1993 (pubblicata nelle riviste Literatura Foiro ed Esperanta Songazeto)
  • (EO) La dimanĉa brokantisto, 1996 (pubbl. in Literatura Foiro)
  • (EO) La vorta klaso, 1997 (pubbl. in Literatura Foiro ed Esperanta Songazeto)
  • (EO) Dialogo kun la glotologo, 2002 (pubbl. in Literatura Foiro)
  • (EO) La familio de Anto Speri, 2003 (pubbl. in Literatura Foiro)
  • (EO) Parolago pri polaj eventoj, 2004 (manoscritto)
  • (IT) Tre camminate in cima al colle, 2008 (pubbl. nel blog politico dell'autore)
  • (EO) La butiketo de la juvelisto, 2011 (pubbl. in Literatura Foiro)
  • (EO) La njorin' de l' malaperinto, 2012 (pubbl. in Literatura Foiro)
  • (EO) Varma lineo, 2012 (pubbl. in Literatura Foiro)
  • (EO) Albaniva kaj ŝiaj sep nanoj, 2013 (Kamishibai)
  • (EO) Karmezina renkontis Lupon, 2013 (Kamishibai)
  • (EO) Gvendolena la blanke-brova, 2013 (Kamishibai)
  • (EO) Njugatesko, giugno 2016 (Rappresentato in anteprima a Budapest, 2 agosto 2016. Monologo, con recitazione, canti, film, marionette)

Saggistica scelta[modifica | modifica wikitesto]

  • (EO) Enkonduko al literatura kritiko, Ginevra-Milano, Kooperativo de Literatura Foiro, 1983 (2ª ed.)[7]
  • (IT) Se mi ne estus hebreo... Una ricerca sulle origini dell'esperanto, Milano, Centro italiano di interlinguistica, 1986
  • (IT) Le lingue universali, Milano, Centro italiano di interlinguistica, 1988
  • (EO) Historio de la esperanta literaturo (coautore), La Chaux-de-Fonds, Kooperativo de Literatura Foiro, 2015

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Valerio Ari, Il castigliano come base e mezzo di pianificazione interlinguistica, tesi di laurea, 1982
  2. ^ Valerio Ari, Il contributo italiano alla letteratura originale in esperanto, tesi di laurea in materie letterarie, Università di Genova, anno accademico 1985-86, anno di pubblicazione 1987
  3. ^ (EO) Carlo Minnaja, La unuaj dek jaroj de "Literatura Foiro" (I primi dieci anni di "Literatura Foiro"); in: R. Haupenthal (a cura di), Klaro kaj elasto, Iltis, 2003, pp. 71-76
  4. ^ Paolo Albani e Berlinghiero Buonarroti, Aga Magéra Difúra. Dizionario delle lingue immaginarie, Bologna, Zanichelli, 1994, ISBN 88-08-09594-0
  5. ^ (EO) Carlo Minnaja e Giorgio Silfer, Historio de la esperanta literaturo, La Chaux-de-Fonds, Kooperativo de Literatura Foiro, 2015
  6. ^ (EN) Geoffrey Sutton, Original Literature of Esperanto, pp. 390-391, New York, Mondial, 2008, ISBN 978-1-59569-090-6
  7. ^ (EO) Recensioni di Enkonduko al literatura kritiko, ad opera di Fernando de Diego e di Probal Dasgupta

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carlo Minnaja, L'esperanto in Italia. Alla ricerca della democrazia linguistica, Padova, collana "Ricerche", Il Poligrafo, 2007
  • Giorgio Silfer, in: Albani e Buonarroti, Op. cit., p. 377

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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