Op. cit.

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Op. cit. è un'abbreviazione della locuzione latina opere citato,[1] significante "nell'opera citata".[1] È utilizzata nelle note finali di un testo o nelle note a piè di pagina per riferirsi a un'opera già citata precedentemente, anziché ripetere l'intero titolo dell'opera stessa o scriverne nuovamente tutti i dettagli.[1] La formula op. cit. deve essere sempre accompagnata da un indizio (in genere il cognome dell'autore)[1] che spieghi a quale opera ci si riferisce. Per esempio, un'opera chiamata The World of Salamanders (1999) di Jane Q. Smith potrebbe essere denotata, nelle successive menzioni, con "Smith op. cit." (di solito seguita dal numero della pagina), per indicare al lettore il punto preciso che si sta citando. Altri dettagli non sono necessari, a meno che il solo cognome non crei ambiguità fra autori omonimi. Come per le altre formule latine (o, più in generale, non italiane), si è soliti scrivere op. cit. in corsivo. La variante loc. cit. (poco diffusa nella letteratura contemporanea), abbreviazione della frase latina loco citato,[2] significante "nel luogo citato",[1] è stata utilizzata con lo stesso scopo, ma anche per indicare un già citato punto preciso dell'opera e non l'opera intera.

Nella 16ª edizione del Chicago Manual of Style viene discusso come op. cit. e loc. cit. stiano "correttamente cadendo in disuso", "a favore di una forma dal titolo abbreviato"[1] (nell'esempio di cui sopra, "World of Salamanders").[3] In alternativa, esiste il cosiddetto "stile Harvard", molto diffuso soprattutto nelle pubblicazioni scientifiche, consistente nell'indicare il cognome dell'autore seguito dall'anno di pubblicazione dell'edizione di riferimento ("Smith 1999").[4]

L'utilizzo di op. cit si oppone a quello di ibid., abbreviazione dell'avverbio latino ibidem, che significa "nello stesso posto"[5][6] che rimanda il lettore al titolo dell'opera citata nella nota precedente. Ibidem è facilmente confondibile con idem (talvolta abbreviato in id.), che significa "lo stesso"[7] ed è anch'esso utilizzato (specialmente nella letteratura del diritto) nelle note a piè di pagina per riferirsi all'ultimo autore o titolo citato.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f (EN) 14.31: ‘Op. cit.’ and ‘loc. cit.’, in The Chicago Manual of Style, 16ª ed., 2011, pp. 670.
  2. ^ loc. cit., in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
  3. ^ (EN) 14.28: Short form for titles, in The Chicago Manual of Style, 16ª ed., 2011, pp. 668–669.
  4. ^ (EN) Introduction - Harvard citation style, University of Western Australia. URL consultato il 22 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale il 20 luglio 2014).
  5. ^ (EN) Marchant and Charles, eds., ibidem, in Cassell's Latin Dictionary, 260ª ed..
  6. ^ (EN) 14.29: ‘Ibid.’, in The Chicago Manual of Style, 16ª ed., 2011, p. 669.
  7. ^ a b (EN) 14.30: ‘Idem’, in The Chicago Manual of Style, 16ª ed., 2011, p. 669, 630.

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