Corsivo

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Stile corsivo, in rosso senza grazie, in blu con grazie

In tipografia il corsivo, detto anche aldino (dall'ideatore Aldo Manuzio),[1][2] è uno stile di carattere contraddistinto da una leggera inclinazione delle lettere verso destra. Nasce per imitazione della scrittura a mano. In francese è chiamato italique, in inglese italic, mentre in tedesco è reso col termine Kursivschrift.

Un insieme di caratteri tipografici comprende generalmente tre stili: il tondo, il grassetto e il corsivo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Santa Caterina da Siena, Epistole, Venetia, in casa de Aldo Manutio Romano, a di XV septembrio 1500. Tavola illustrata in cui compaiono le prime parole in assoluto stampate in corsivo: iesus, all'interno del cuore nella mano sinistra e iesu dolce iesu amore all'interno del libro nella mano destra.[3]
Una visione comune di quando utilizzare il corsivo e il testo in grassetto. Un'ulteriore opzione per enfatizzare è usare le maiuscole per far risaltare una parola o un nome.
Una visione comune di quando utilizzare il corsivo e il testo in grassetto. Un'ulteriore opzione per enfatizzare è usare le maiuscole per far risaltare una parola o un nome[4][5].

Il corsivo è detto anche aldino perché fu introdotto per la prima volta da Aldo Manuzio.[1] Disegnato e realizzato dal bolognese Francesco Griffo, si ispirò alla scrittura corsiva di Poggio Bracciolini (1380-1459), che a sua volta emulava la scrittura carolina.[6] Lo scopo era quello di ottenere una scrittura compatta che si accompagnasse a uno stile facilmente leggibile.

Le prime prove del corsivo furono effettuate nell'anno 1500. Le prime parole in assoluto stampate con il nuovo stile ("Jesu dolce Jesu amore") comparvero all'interno di un'illustrazione alle Epistole di Santa Caterina da Siena.[3][7] L'opera omnia di Virgilio (Venetiis, ex aedibus Aldi Romani, mense Aprili 1501) fu il primo libro stampato interamente in corsivo. Il volume inaugurò allo stesso tempo la serie degli enchiridi in ottavo, libri contenenti la trattazione completa di un certo argomento e soprattutto di formato rivoluzionario per materie profane, alla base del libro moderno. Il corsivo aldino divenne il modello per gli stili di corsivo.

Utilizzo comune[modifica | modifica wikitesto]

  • Enfasi: "Bianchi non è stato l'unico colpevole, è vero". Per enfatizzare un concetto espresso nella frase;
  • I titoli di opere dell'ingegno, come libri (I promessi sposi), periodici (Oggi), dipinti, film, opere teatrali, album musicali, programmi televisivi, vanno scritti in corsivo[8]. Invece il corsivo è usato in alternativa alle virgolette per i titoli di parti di opere, ovvero delle opere che compaiono all'interno di opere più grandi, come racconti, poesie, articoli di rivista, a seconda delle norme redazionali delle varie case editrici[9] o dei manuali di stile; lo stesso vale per canzoni ed episodi di serie televisive. Diversamente avviene nella tradizione anglosassone, in cui i titoli di parti di opere si scrivono tra virgolette per distinguerli da quelli delle opere che li contengono, scritti in corsivo[10][11].
  • I nomi delle navi: "l'Amerigo Vespucci ha salpato la scorsa notte".
  • Parole straniere, inclusa la nomenclatura binomiale latina nella tassonomia degli organismi viventi: "Fu servito uno splendido coq au vin"; "Homo sapiens".
  • I nomi delle società di giornali e riviste: "La mia rivista preferita è Oggi, e il mio giornale preferito è La Tribuna".
  • Citare una parola come esempio di una parola piuttosto che per il suo contenuto semantico: "La parola il è un articolo".
    • Utilizzare una lettera o un numero menzionato come se stesso:
      • Christian era seccato; avevano di nuovo dimenticato la h nel suo nome.
      • Quando ha visto il suo nome accanto all'1 in classifica, ha finalmente avuto la prova che era la migliore.
  • Introduzione o definizione di termini, soprattutto tecnici o usati in modo insolito o particolare[12]: "La psicologia freudiana si basa sull'Io, il Super-io e l'Es."; "Un numero pari è un multiplo di 2."
  • A volte nei romanzi per indicare il processo di pensiero di un personaggio: "Non può succedere, pensò Anna".
  • I simboli algebrici (costanti e variabili) sono convenzionalmente scritti in corsivo: "La soluzione è x = 2."
  • Lo stesso vale per i simboli di grandezze fisiche e per le costanti matematiche: "La velocità della luce, c, è approssimativamente uguale a 3,00 × 10 8 m / s."[13][14][15]
  • In biologia, i nomi dei geni (ad esempio, lacZ) sono scritti in corsivo mentre i nomi delle proteine sono scritti in caratteri romani (ad esempio β-galattosidasi, che il gene lacZ codifica)[16][17].

Utilizzo più complesso[modifica | modifica wikitesto]

Corsivo inclinato a sinistra[modifica | modifica wikitesto]

Un carattere Didone corsivo "inclinato all'indietro", realizzato per essere utilizzato dalla fonderia Figgins di Londra.
Un carattere Didone corsivo "inclinato all'indietro o a sinistra", realizzato per essere utilizzato dalla fonderia Figgins di Londra.

Il corsivo inclinato a sinistra è ora raro nei caratteri latini, dove viene utilizzato principalmente come effetto occasionale per attirare l'attenzione[18][19]. Erano ancora una volta comuni, tuttavia, essendo usati ad esempio nei documenti legali[20]. Sono più comuni nella scrittura araba.

In alcuni caratteri arabi (ad esempio Adobe Arabic, Boutros Ads), il carattere corsivo ha la parte superiore della lettera inclinata a sinistra, invece di inclinarsi a destra. Alcune famiglie di caratteri, come Venus, Roemisch, Topografische Zahlentafel, includono caratteri e lettere inclinati a sinistra progettati per la produzione di mappe cartografiche tedesche, anche se non supportano i caratteri arabi[21].

Negli anni cinquanta Gholamhossein Mosahab ha inventato Iranic font style, una forma corsiva inclinata all'indietro per andare con la direzione da destra a sinistra della scrittura[22].

Corsivo diritto[modifica | modifica wikitesto]

"Corsivo diritto" di Computer Modern
"Corsivo diritto" di Computer Modern

Poiché il corsivo ha un aspetto chiaramente diverso dal tondo e dal grassetto, è possibile avere disegni in "corsivo diritto", cioè caratteri che hanno uno stile corsivo ma rimangono in posizione verticale[23]. Nelle lingue espresse in caratteri latini, il corsivo diritto è raro ma a volte viene utilizzato in matematica o in testi complessi in cui una sezione di testo già in corsivo necessita di uno stile "doppio corsivo" per aggiungere enfasi. Computer Modern di Donald Knuth ha un corsivo in posizione verticale come alternativa al corsivo standard, in quanto la sua destinazione d'uso è la composizione matematica.

Le famiglie di tipi di carattere con un corsivo in posizione verticale o quasi verticale comprendono solo Romanée di Jan van Krimpen, Joanna di Eric Gill, FF Seria di Martin Majoor e Deepdene di Frederic Goudy. Romanée di Jan van Krimpen, Joanna di Eric Gill, FF Seria di Martin Majoor e Deepdene di Frederic Goudy. Il popolare carattere tipografico del libro Bembo è stato venduto con due corsivi: un disegno ragionevolmente semplice che è comunemente usato oggi e un disegno alternativo "Corsivo condensato" verticale, molto più calligrafico, come alternativa più eccentrica. Questo corsivo, disegnato da Alfred Fairbank, è stato denominato "Bembo Condensed Italic", Monotype series 294[24]. Alcuni stampatori, influenzati dal movimento Arts and Crafts, come Gill, resero anche il sistema corsivo originale del corsivo minuscolo solo dal XIX secolo in poi[25].

Falso corsivo[modifica | modifica wikitesto]

L'obliquo (o tondo inclinato) è un carattere inclinato, ma privo di lettere corsive, con la f non discendente e la a della stessa forma di quella tonda, a differenza del corsivo vero e proprio. Molti caratteri senza grazie usano disegni obliqui invece che corsivi; alcuni hanno sia la variante corsiva che obliqua. I progettisti di caratteri hanno descritto il carattere obliquo come meno calligrafico del corsivo, che in alcuni testi può essere preferito[26].

Soluzioni alternative al corsivo[modifica | modifica wikitesto]

Nei media pre-digitali in cui il corsivo non esiste, sono adottate le seguenti soluzioni alternative:

  • Nel testo dattiloscritto o scritto a mano, viene generalmente utilizzata la sottolineatura;
  • Nei file in testo non formattato (o "puro") sui computer e sui dispositivi mobili, comprese le comunicazioni tramite posta elettronica, le parole in corsivo sono spesso indicate circondandole con barre o altri delimitatori corrispondenti. Per esempio:
    • Ero /davvero/ infastidito.
    • Mi hanno >completamente< dimenticato!
    • Non ebbi _niente_ a che fare con ciò. (Comunemente interpretato come sottolineatura, che è un'alternativa al corsivo.)
    • Era *assolutamente* orribile. (Comunemente interpretato come grassetto. Questo e l'esempio precedente significano corsivo in Markdown.)
  • Dove il corsivo non indica enfasi, ma segnala un titolo o dove viene citata una parola, le virgolette possono sostituirlo:
    • La parola "il" è un articolo.
    • Il termine "numero pari" si riferisce a un numero multiplo di 2.
    • Il romanzo "Il Barone rampante" è stato scritto da Italo Calvino.

OpenType[modifica | modifica wikitesto]

OpenType ha il tag ital per sostituire un carattere in corsivo con un singolo carattere. Inoltre, la variazione dei caratteri OpenType ha un asseital per la transizione tra le forme corsivo e non corsivo e un asse slnt per l'angolo obliquo dei caratteri[27].

Pagine web[modifica | modifica wikitesto]

In HTML, l'elemento <i> viene utilizzato per produrre testo in corsivo (o obliquo). Quando l'autore vuole indicare un testo enfatizzato, i moderni standard sul web consigliano di utilizzare l'elemento <em>, perché comunica che il contenuto deve essere enfatizzato, anche se non può essere visualizzato in corsivo. Al contrario, se il corsivo è puramente ornamentale piuttosto che significativo, le pratiche di markup semantico imporranno che l'autore utilizzi la dichiarazione Cascading Style Sheetsfont-style: italic; insieme a un nome di classe semantico appropriato invece di un elemento <i>o <em>[28].

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Giorgio Inglese e Alberto Asor Rosa, Letteratura italiana: dizionario bio-bibliografico e indici, Einaudi, 1990, p. 952, ISBN 88-06-11503-0.
  2. ^ Cecilia Canepa, Storia della scrittura, in Atlanti universali Giunti, Giunti Editore, 2001, p. 74, ISBN 88-09-01854-0.
  3. ^ a b Columbia University Libraries Online Exhibitions | Type to Print: The Book & The Type Specimen Book, su exhibitions.library.columbia.edu. URL consultato il 18 dicembre 2018.
  4. ^ Bold or italic | Butterick’s Practical Typography, su practicaltypography.com. URL consultato il 21 marzo 2021.
  5. ^ Small caps | Butterick’s Practical Typography, su practicaltypography.com. URL consultato il 21 marzo 2021.
  6. ^ Kenneth R. Bartlett, The Italian Renaissance. Part 1. Lecture 6 [sound recording], Great courses, Library, Chantilly (Virginia), Teaching Company, 2005, ISBN 1-59803-059-0.
  7. ^ Michele Smargiassi, L'italico. L'uomo che creò il corsivo, in la Repubblica, 31 maggio 2015. URL consultato il 5 giugno 2015.
  8. ^ Patrizia Petricola, Titoli di opere (prontuario), in Enciclopedia dell'italiano, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010-2011.
  9. ^ Ad es., raccomanda comunque l'uso del corsivo la FrancoAngeli: Norme redazionali Franco Angeli (PDF), su francoangeli.it.
  10. ^ Formatting Book Titles in the Digital Age, su dailywritingtips.com.
  11. ^ Quando il corsivo non è disponibile, ad esempio su una macchina per scrivere, si usano solitamente le virgolette.
  12. ^ University of Minnesota Style Manual, University of Minnesota, 18 luglio 2007. URL consultato il 22 ottobre 2009 (archiviato dall'url originale il 24 marzo 2010).
  13. ^ I. M. Mills e W. V. Metanomski, On the use of italic and roman fonts for symbols in scientific text (PDF), IUPAC Interdivisional Committee on Nomenclature and Symbols, dicembre 1999. URL consultato il 9 novembre 2012.. This document was slightly revised in 2007* and full text included in the Guidelines For Drafting IUPAC Technical Reports And Recommendations and also in the 3rd edition of the IUPAC Green Book Archiviato il 19 settembre 2018 in Internet Archive.. *Refer to Chemistry International. Volume 36, Issue 5, Pages 23–24, ISSN (Online) 1365-2192, ISSN (Print) 0193-6484, DOI: 10.1515/ci-2014-0529, September 2014
  14. ^ See also Typefaces for Symbols in Scientific Manuscripts Archiviato il 19 settembre 2018 in Internet Archive., NIST, January 1998. This cites the family of ISO standards 31-0:1992 to 31-13:1992.
  15. ^ "More on Printing and Using Symbols and Numbers in Scientific and Technical Documents Archiviato il 29 June 2007 Data nell'URL non combaciante: 29 giugno 2007 in Internet Archive.". Chapter 10 of NIST Special Publication 811 (SP 811): Guide for the Use of the International System of Units (SI). 2008 Edition, by Ambler Thompson and Barry N. Taylor. National Institute of Standards and Technology, Gaithersburg, MD, US. March 2008. 76 pages. This cites the ISO standards 31-0:1992 and 31-11:1992, but notes "Currently ISO 31 is being revised [...]. The revised joint standards ISO/IEC 80000-1—ISO/IEC 80000-15 will supersede ISO 31-0:1992—ISO 31-13.".
  16. ^ The NCBI Style Guide: Style Points and Conventions, su ncbi.nlm.nih.gov, National Center for Biotechnology Information. URL consultato il 28 aprile 2016.
  17. ^ Guidelines for Formatting Gene and Protein Names, su ncbi.nlm.nih.gov, BioScience Writers. URL consultato il 28 aprile 2016.
  18. ^ William E. Ryan e Theodore E. Conover, Graphic Communications Today, Cengage Learning, 2004, p. 98, ISBN 978-0-7668-2075-3.
  19. ^ Nitro & Turbo - Overview, su typography.com, Hoefler & Frere-Jones. URL consultato il 29 febbraio 2016.
  20. ^ Reverse italics at StudioType, su studiotype.be.
  21. ^ Venus, su Fonts in Use. URL consultato il 13 gennaio 2017.
  22. ^ Behdad Esfahbod e Roozbeh Pournader, FarsiTeX and the Iranian TeX Community (PDF), in TUGboat, vol. 23, n. 1, marzo 2002, pp. 41–45. URL consultato il 3 gennaio 2013.
  23. ^ Clemente Lupi, Manuale di paleografia delle carte, Successori Le Monnier, 1875, pag. 187.
  24. ^ M & W Bixler, Bembo Condensed Italic specimen, su mwbixler.com. URL consultato il 30 giugno 2015.
  25. ^ Robert Harling, The Letter Forms and Type Designs of Eric Gill, 1st U.S., Westerham, Kent, Published by Eva Svensson, and printed by the Westerham Press, 1975, pp. 51–8, ISBN 978-0-903696-04-3.
  26. ^ Martin Majoor, Inclined to be dull, su eyemagazine.com.
  27. ^ (EN) PeterCon, ital design-variation axis tag (OpenType 1.8.4) - Typography, su docs.microsoft.com. URL consultato il 20 marzo 2021.
  28. ^ : The Emphasis element - HTML: HyperText Markup Language | MDN, su developer.mozilla.org. URL consultato il 20 marzo 2021.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Balsamo, Alberto Tinto, Origini del corsivo nella tipografia italiana del Cinquecento, Milano, Edizioni Il Polifilo, 1967 («Documenti sulle arti del libro», 6).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]