Cultore della materia

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Il cultore della materia è una figura accademica prevista dalla legge italiana.

Si tratta di colui che — avendo acquisito adeguate competenze in uno specifico settore scientifico-disciplinare (SSD) — è stato abilitato a svolgere, senza appartenere ai ruoli del personale docente o dei ricercatori universitari, diverse attività didattiche[1]. Tra le altre, può entrare a comporre le Commissioni degli esami di profitto (del relativo settore scientifico disciplinare)[2] o coadiuvare i docenti (del relativo settore scientifico disciplinare) nell'assistenza agli studenti per la preparazione delle tesi di laurea[3].

Disciplina normativa[modifica | modifica wikitesto]

La figura è disciplinata da R.D. 4 giugno 1938 n. 1269,[4] il titolo abilita a far parte delle commissioni per gli esami di profitto e di laurea nelle università, nonché a tenere seminari, esercitazioni ed altre attività didattiche integrative. I cultori della materia potevano essere altresì abilitati a partecipare ai concorsi indetti dagli atenei per l'assegnazione di contratti di libera docenza universitaria. Il D.P.R. 11 luglio 1980 n. 382, all'art. 32, nel disciplinare i compiti dei ricercatori universitari, prevede che essi possano "partecipare alle commissioni d'esame di profitto come cultori della materia".

Requisiti[modifica | modifica wikitesto]

L'attribuzione della qualifica di cultore della materia spetta all'università. Le regole di nomina sono disciplinate dall'autonomia dei singoli atenei, ma in molte università italiane, come l'Università degli Studi di Napoli Federico II e l'Università di Pisa, essi vengono selezionati dai consigli di dipartimento (prima della riforma Gelmini, dai consigli di facoltà universitaria[5][6]) e poi nominati dai rettori. Secondo i regolamenti citati, il titolo ha una durata limitata nel tempo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cultori/cultrici della materia, su Università degli Studi di Torino. URL consultato il 22 ottobre 2018 (archiviato il 22 ottobre 2018).
  2. ^ Regolamento di Ateneo sui cultori della materia (PDF), su Università Ca' Foscari Venezia. URL consultato il 22 ottobre 2018 (archiviato il 22 ottobre 2018).
  3. ^ Regolamento per il conferimento della qualifica di cultore della materia (PDF), su Università Kore di Enna, 19 febbraio 2018 (archiviato il 22 ottobre 2018).
  4. ^ Art. 42 del R.D. 4 giugno 1938, n. 1269
  5. ^ [1] Regolamento didattico di Ateneo dell'Università degli Studi di Napoli "Federico II"
  6. ^ Copia archiviata, su unipi.it. URL consultato il 23 ottobre 2013 (archiviato dall'url originale il 22 giugno 2013). Università di Pisa, Delibera del Senato Accademico n. 242 del 7 giugno 1994 e ss. mm. ii.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]