Giorgio Orsoni

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Giorgio Orsoni
Giorgio Orsoni.jpg

Sindaco di Venezia
Durata mandato 8 aprile 2010 –
23 giugno 2014
Predecessore Massimo Cacciari
Successore Vittorio Zappalorto (commissario prefettizio)

Dati generali
Partito politico Indipendente di centro-sinistra[1]
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Università Università degli Studi di Padova
Professione Avvocato; Docente universitario

Giorgio Orsoni (Venezia, 29 agosto 1946) è un avvocato, politico, giurista e accademico italiano, sindaco di Venezia dal 2010 al 2014. Ha rassegnato le dimissioni il 23 giugno 2014, dopo che il precedente 4 giugno era stato posto agli arresti domiciliari (successivamente revocati) in relazione alla vicenda giudiziaria scaturita dalle tangenti sul MOSE.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Consegue la laurea in giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Padova. Avvocato dal 1972, abilitato al patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori, è professore ordinario di diritto amministrativo all'Università Ca' Foscari di Venezia. È stato presidente dell'Ordine degli Avvocati di Venezia e Presidente dell'Unione Triveneta dei Consigli dell'Ordine, nonché membro del Consiglio Nazionale Forense. Ha presieduto l'assemblea dell'Organismo Unitario dell'Avvocatura Italiana.

Dal 1997 al 2003 è stato presidente della SAVE Engineering SpA, società di Ingegneria dell'Aeroporto Marco Polo di Venezia. Dal 2000 al 2003 è stato Consigliere di Amministrazione della Biennale di Venezia. Attualmente è Primo Procuratore di San Marco e vicepresidente della Fondazione Cini. Dal 2005 è presidente della Compagnia della Vela di Venezia. Dal 1996 al 1998 è stato Consigliere giuridico presso il Ministero dei lavori pubblici, nonché Capo dell'Ufficio Legislativo del Dipartimento delle Aree Urbane.

Incarichi politici[modifica | modifica wikitesto]

Con la Giunta di Paolo Costa (2000-2005), è stato Assessore al Patrimonio e ai Rapporti Istituzionali del Comune di Venezia. Nel 2010, si presenta alle primarie per la scelta del candidato Sindaco di Venezia della coalizione di centrosinistra, sostenuto dal PD che vince con il 46% superando l'ex deputato Gianfranco Bettin (Verdi) con il 35,37% e l'ex deputata e sottosegretaria di stato e assessore comunale Laura Fincato (Socialisti) al 18,62%[2]. Alle seguenti elezioni amministrative del 2010 è eletto sindaco di Venezia al primo turno con il 51,13% con largo distacco sul Ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, candidato del centro-destra fermo al 42,62%[3]. S'insedia l'8 aprile 2010. Sabato 7 e domenica 8 maggio 2011 accoglie in Città papa Benedetto XVI in visita pastorale.

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 giugno 2014 è stato posto agli arresti domiciliari per presunta violazione della normativa in materia di finanziamento ai partiti[4]. L'accusa sostiene che Orsoni avrebbe ricevuto tra i 450 e i 550.000 euro dal Consorzio Venezia Nuova presieduto da Giovanni Mazzacurati e dall'imprenditore della Maltauro Infrastrutture Enrico Maltauro per finanziare la sua campagna elettorale a Sindaco di Venezia nel 2010 in cambio dell'interessamento politico ai maxi-appalti del MOSE. Il giorno successivo, il prefetto Domenico Cuttaia lo sospende dalla carica di sindaco di Venezia in applicazione della legge Severino (sostituito dal Vicesindaco di Venezia Sandro Simionato (Pd) nelle funzioni)[5]. Dopo aver presentato una richiesta di patteggiamento a 9 mesi (ridotti a 4 mesi per le attenuanti generiche e la scelta del rito abbreviato) e 15.000 euro di multa, il 12 giugno vengono revocati gli arresti domiciliari, mentre il prefetto ritira il provvedimento di sospensione dalla carica di primo cittadino[6][7]. Nella successiva conferenza stampa, Orsoni ha affermato di non volersi dimettere dalla carica di sindaco di Venezia[8]. Orsoni infatti non nega che la somma possa essere finita a finanziare la sua campagna elettorale ma sostiene di non averla ricevuta di persona tirando in ballo alcuni esponenti del PD Veneto che si sarebbero adoperati per farsi finanziare la somma dal Consorzio: il tesoriere e consigliere regionale veneto del Pd Giampiero Marchese, arrestato, l'ex Presidente della Provincia di Venezia e Responsabile Enti Locali e Organizzazione del PD nelle Segreterie Bersani ed Epifani, il deputato Davide Zoggia (che avrebbe beneficiato anche lui di 65.000 euro sempre dal Consorzio per la campagna per il secondo mandato a Presidente della Provincia di Venezia nel 2009), l'ex Presidente della Provincia di Belluno e consigliere regionale del Veneto Sergio Reolon (anche lui beneficiario di 10.000 euro dal Consorzio per la campagna per il secondo mandato a Presidente della Provincia di Belluno) e il deputato veneziano del Pd Michele Mognato, tuttavia non indagati [1]. Il giorno seguente tuttavia, in un'ulteriore conferenza stampa, Orsoni comunica, dopo aver azzerato la Giunta, di aver rassegnato le sue dimissioni da Sindaco di Venezia "essendo venuto meno il rapporto di fiducia con la politica" dopo una nota del vicesegretario nazionale Debora Serracchiani che di fatto lo sfiduciava[9][10]. Il 23 giugno il Presidente del Consiglio Comunale di Venezia Roberto Turetta (Pd) annuncia le dimissioni dei 24 consiglieri della maggioranza di centrosinistra sui 46 totali portando quindi all'immediata decadenza dello stesso Consiglio e del Sindaco (le dimissioni di Orsoni infatti sarebbero divenute effettive solo dopo 20 giorni) e dopo l'approvazione di una mozione sul superamento della concessione unica per il Mose e lo scioglimento del Consorzio Venezia Nuova.[11] Il 2 luglio il prefetto di Gorizia Vittorio Zappalorto viene nominato commissario straordinario che traghetterà il Comune di Venezia alle elezioni. Intanto il GIP respinge la richiesta di 4 mesi di patteggiamento avanzata da Orsoni ritenuta non congrua alla gravità dei reati contestati.
Il 14 settembre 2017 in primo grado Orsoni viene assolto sul finanziamento in bianco perché "il fatto non costituisce reato" risultando però prescritto in relazione agli episodi del febbraio-marzo 2010 quando in tre occasioni avrebbe ricevuto buste con denaro contante da parte dell'ex segretario di Mazzacurati.[12]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri»
— 2 giugno 1995[13]
Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 31 agosto 2010[13]
Cavaliere della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere della Legion d'onore
— 22 aprile 2013[14]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Pd prende le distanze da Orsoni: «Non è iscritto al nostro partito»
  2. ^ quotidiano.net, su qn.quotidiano.net. URL consultato il 6 giugno 2014.
  3. ^ repubblica.it. URL consultato il 30 marzo 2010.
  4. ^ Redazione Online, Tangenti Mose - l'ordinanza, in La nuova Venezia, 4 giugno 2014. URL consultato il 4 giugno 2014.
  5. ^ Legge Severino, il prefetto sospende Orsoni dalla carica di sindaco
  6. ^ Mose: revocati domiciliari Orsoni, concorda patteggiamento a 4 mesi, in La Repubblica, 12 giugno 2014. URL consultato il 12 giugno 2014.
  7. ^ Revocati gli arresti: «Non mi dimetto». Orsoni patteggerà pena di quattro mesi, in La Nuova di Venezia, 12 giugno 2014.
  8. ^ Revocati gli arresti domiciliari a Orsoni: "Non mi dimetto, Mazzacurati si è vendicato contro di me", in La Nuova di Venezia, 12 giugno 2014.
  9. ^ Copia archiviata. URL consultato il 24 giugno 2014 (archiviato dall'url originale il 3 luglio 2014).
  10. ^ Il sindaco Orsoni dà le dimissioni: «È venuto meno il rapporto tra la mia persona e la politica», in Il Gazzettino, 13 giugno 2014.
  11. ^ Ore 22.27, finisce l'era di Orsoni Si dimettono 24 consiglieri.
  12. ^ Alberto Zorzi, Mose, quattro anni a Matteoli, in Il Corriere della Sera, 15 settembre 2017, p. 21.
  13. ^ a b Sito ufficiale del Quirinale
  14. ^ Il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni nominato Cavaliere della Legion d'Onore

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]


Predecessore Sindaco di Venezia Successore CoA Città di Venezia.png
Massimo Cacciari 8 aprile 2010 - 23 giugno 2014 Vittorio Zappalorto (commissario prefettizio)
Controllo di autoritàVIAF (EN79005022 · ISNI (EN0000 0000 5504 6736 · LCCN (ENno2009029729 · WorldCat Identities (ENlccn-no2009029729