Giordano Colausig

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'omonimo calciatore nato nel 1911, vedi Giordano Colaussi.
Giordano Colausig
Giordano Colausig, Perugia '72-73.jpg
Colausig al Perugia nella stagione 1972-1973
Nazionalità Italia Italia
Altezza 172[1] cm
Peso 64[1] kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Centrocampista, attaccante
Ritirato 1974
Carriera
Squadre di club1
19??-19?? Torriana Gradisca ? (?)
19??-19?? non conosciuta Italia Gradisca ? (?)
19??-19?? Pro Gorizia ? (?)
19??-1961 Triestina ? (?)
1961-1966 Lanerossi Vicenza 61 (4)
1966-1967 Roma 28 (2)
1967 Inter 0 (0)
1967-1968 Brescia 11 (0)
1968 Juventus 0 (0)
1968-1970 Genoa 47 (3)
1970-1973 Perugia 69 (2)
1973-1974 Città di Castello 30 (1)
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Giordano Colausig (Gradisca d'Isonzo, 16 dicembre 1940) è un ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista o attaccante.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Di corporatura longilinea, nonostante una sproporzione tra altezza e peso era un calciatore dotato di grande resistenza fisica.[1] Impiegato come jolly a centrocampo e in attacco, era un elemento di forte personalità e temperamento[1] che rendeva al meglio quando schierato all'ala destra.[2]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Nipote di Gino Colaussi,[3] iniziò a giocare a calcio nell'hinterland della natìa Gradisca d'Isonzo,[1] in formazioni quali Torriana (Prima Divisione) e Italia.[2] Approdato alla Pro Gorizia,[2] da qui passò poi alla Triestina con la cui maglia emerse in Serie B.[2][3]

Colausig al Lanerossi Vicenza nel 1965

Tra i giuliani, durante una sfida al Valmaura[2] venne notato da Manlio Scopigno, tecnico del Lanerossi Vicenza, il quale nel 1961 lo portò in Serie A tra le file dei berici.[1] Rimase in Veneto per cinque anni, esordendo in massima categoria l'11 gennaio 1962 in una trasferta sul campo del Mantova,[2] e affermandosi definitivamente nella stagione 1964-1965 come partner d'attacco di Luís Vinício.[1]

Nell'estate del 1966 si trasferì alla Roma dove disputò una positiva stagione, divenendo in breve uno dei beniamini della tifoseria giallorossa (e conoscendo nella capitale anche la futura moglie); nonostante ciò la società romanista, preda di ristrettezze economiche, si trovò costretta a cedere il giocatore dopo appena dodici mesi.[1]

Approdò così all'Inter dove tuttavia transitò solo pochi mesi, prendendo parte con i nerazzurri unicamente a una tournée nordamericana,[2] poiché nel novembre del 1967 venne dirottato al Brescia.[1] A fine stagione non riuscì a evitare la retrocessione delle rondinelle in Serie B, ma le prestazioni offerte con i lombardi attirarono l'interesse della Juventus che lo prelevò nell'estate del 1968.[1][3]

Giordano andò così a vestire quella maglia bianconera già indossata quasi trent'anni prima dal più noto zio Gino,[1][3] ma come gli era accaduto a Milano, neanche a Torino il calciatore riuscì a convincere l'ambiente di una big, venendo presto ceduto ai cadetti del Genoa[4] dove rimase per il successivo biennio, culminato nella prima retrocessione del grifone nella sua storia in Serie C.

L'estate seguente ritrovò la serie cadetta grazie al Perugia, di cui difese i colori per tre stagioni nei primi anni 1970, prima di chiudere la carriera dopo un'ultima annata tra le file dei corregionali del Città di Castello, in Serie D.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k Hurrà Juventus, agosto 1968., cfr. Bedeschi
  2. ^ a b c d e f g Bruno Bernardi, Benetti e Colausig giunti ieri a Torino, in La Stampa, 9 luglio 1968, p. 11.
  3. ^ a b c d Bruno Perucca, Colaussi, dalle sue reti il Mondiale '38, in La Stampa, 27 dicembre 1991, p. 29.
  4. ^ Bedeschi.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Davide Rota, Dizionario illustrato dei giocatori genoani, De Ferrari, 2008.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Stefano Bedeschi, Giordano COLAUSIG, su ilpalloneracconta.blogspot.it, 21 febbraio 2016.