Gianfranco Stevanin

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Gianfranco Stevanin
Gianfrancostevanin.jpg
SoprannomiIl Mostro di Terrazzo, Il Landru della Bassa
NascitaMontagnana, 2 ottobre 1960
Vittime accertate5 (+ 1 presunta)
Periodo omicidiMaggio 1993-novembre 1994 circa
Luoghi colpitiVeneto
Metodi uccisioneStrangolamento, soffocamento
Altri criminiFurto, tentata estorsione, rapimento, stupro, soppressione di cadavere
Arresto16 novembre 1994
ProvvedimentiErgastolo
Periodo detenzione16 novembre 1994

Gianfranco Stevanin (Montagnana, 2 ottobre 1960) è un criminale e serial killer italiano, ritenuto colpevole dell'omicidio di sei donne nel 1994. Il suo caso ebbe grande risalto su molti media nazionali e sollevò un dibattito sulla questione dell'incapacità di intendere e volere.

Arresto[modifica | modifica wikitesto]

Il 16 novembre 1994, a Vicenza, Stevanin caricò nella sua Volvo 240 Station wagon Gabriele Musger, una prostituta alla quale offrì dei soldi per avere rapporti sessuali e per poterle scattare delle foto. Dopo alcune ore di giochi sessuali estremi la prostituta tentò la fuga attraverso la finestra di un bagno e in seguito rifiutò di farsi scattare altre foto; per questo venne minacciata da Stevanin con un coltello. Per avere salva la vita, offrì a Gianfranco tutti i suoi risparmi (circa 25 milioni di lire) se l'avesse lasciata andare[1], e Stevanin accettò; il denaro però si trovava a casa della Musger e quindi i due salirono in auto per andare a prenderlo. Al casello di Vicenza Ovest Stevanin fermò la macchina per pagare il pedaggio; in quel momento la donna riuscì a scendere dalla macchina per andare verso una volante della polizia e denunciare il suo cliente per violenza sessuale[2]. La polizia arrestò Stevanin per violenza sessuale, tentata estorsione e possesso di una pistola giocattolo priva del tappo rosso. In seguito a questo episodio, fu condannato a due anni e sei mesi di carcere[3].

Indagini[modifica | modifica wikitesto]

Durante le perquisizioni nella casa gli inquirenti trovarono materiale pornografico (tra cui oltre 7000 fotografie scattate personalmente da Stevanin alle sue partner), libri di anatomia, scatole contenenti peli pubici e uno schedario contenente le informazioni su tutte le sue partner[1]. Sebbene la polizia considerasse Stevanin solo un maniaco accusato di violenza e tentativo di estorsione, gli inquirenti cominciarono a sospettare crimini più gravi dopo il ritrovamento di oggetti appartenenti a una donna di nome Biljana Pavlovic, di cui non si avevano più notizie dall'agosto 1994, e di Claudia Pulejo[1]. Le due ragazze sono citate anche negli schedari di Stevanin. L'uomo si giustificò dicendo di aver avuto con loro delle normali brevi relazioni e che i vestiti erano solo un pegno d'amore che le ragazze gli avevano lasciato.

Il 3 luglio 1995 un agricoltore di Terrazzo trovò in un terreno vicino alla casa di Stevanin un sacco contenente i resti di un cadavere. Stevanin venne sospettato di omicidio e il magistrato inviò delle ruspe per cercare altri corpi. Il 12 novembre 1995 venne ritrovato il corpo di un'altra donna; anche stavolta il corpo era stato avvolto in un sacco[4], ma in questa occasione il ritrovamento avvenne in un terreno di proprietà di Stevanin. Il test del DNA dimostrerà inequivocabilmente che il corpo era quello di Biljana Pavlovic, una 25enne di origine serba che lavorava come cameriera in un ristorante. Il 1º dicembre 1995 venne ritrovato il terzo corpo, quello di Claudia Pulejo, una tossicodipendente di Verona[5].

Stevanin fu interrogato dagli inquirenti; a tratti sembrava ricordare qualcosa[6] per poi ritrattare subito dopo, sostenendo di avere dei vuoti di memoria. A Stevanin furono attribuiti anche gli omicidi di una prostituta austriaca, Roswitha Adlassing, presente nelle foto di Stevanin e nel suo schedario, di cui non si avevano notizie da mesi, e di un'altra donna mai identificata, fotografata durante un atto sessuale mentre era apparentemente priva di vita.

Il 24 settembre 1996 (dopo la parziale confessione di Stevanin) fu ritrovato nell'Adige un altro cadavere non identificato; anche questo delitto venne attribuito a Stevanin. Dopo l'esame del DNA, il cadavere venne riconosciuto come quello di Blazenca Smolijo, una prostituta di origine croata.

Confessione[modifica | modifica wikitesto]

Il 19 luglio 1996 Stevanin decise di confessare e affermò di aver smembrato i cadaveri di quattro donne[7], ma che l'omicidio delle ragazze non era premeditato: sarebbero morte durante rapporti sessuali estremi[8] o, nel caso della Pulejo, per overdose di eroina[9]. Riguardo al cadavere non identificato, sostenne che si trattava di una studentessa di cui non ricordava né nome né volto e disse di averla incontrata solo tre o quattro volte. Stevanin raccontò le sue confessioni affermando di aver agito come se non sapesse cosa stava facendo, come se si trattasse di sogni.

Processo[modifica | modifica wikitesto]

Dopo diverse sedute per una perizia psichiatrica Stevanin fu dichiarato processabile e capace di intendere e volere. Gli esperti affermarono che Stevanin era mentalmente capace, piuttosto intelligente (con un quoziente d'intelligenza di 114) e un abile calcolatore.[10] I periti della difesa contestarono la perizia psichiatrica, affermando che tutti i disturbi di Gianfranco Stevanin fossero da ricondurre a un precedente incidente di moto che quasi gli costò la vita (stette a lungo in coma a seguito della commozione cerebrale subita in quell'occasione).

Stevanin si presentò alle sedute con la testa rasata, per mostrare bene l'evidente cicatrice che testimoniava l'importante urto alla testa che, secondo la difesa, era alla base del suo comportamento violento. La prima sentenza della Corte d'Assise di Verona, il 28 gennaio 1998, condannò Gianfranco Stevanin all'ergastolo, di cui tre anni in totale isolamento diurno.

Nel gennaio 1999, Stevanin vendette la casa e tutti i terreni di proprietà per risarcire parzialmente le famiglie delle vittime.[11]

Il 7 luglio 1999 la Corte d'assise d'appello di Venezia assolse l'imputato dall'accusa di omicidio perché incapace di intendere e volere e lo condannò a 10 anni e mezzo per occultamento e vilipendio di cadavere.[12][13] La prima sezione della Corte di Cassazione di Roma annullò poi per «illogica motivazione» la sentenza, rinviando a una nuova sezione di appello il riesame del caso.

Nel dicembre del 2000, mentre si trovava rinchiuso nel manicomio giudiziario, fu gravemente ferito al collo da un colpo di lametta infertogli da un altro detenuto extracomunitario.[14]

La sentenza definitiva arrivò il 23 marzo 2001: la Corte d'appello di Venezia dichiarò che Gianfranco Stevanin è in grado di intendere e volere, motivo per cui fu automaticamente confermata la condanna all'ergastolo. Anche la Corte di cassazione confermò l'ergastolo, respingendo le istanze della difesa.[15]

Tuttora è rinchiuso nel carcere di Sulmona, in Abruzzo, dove ha salvato la vita del suo compagno di cella che ha tentato il suicidio due volte.[16]

Il 1º settembre 2010 dichiarò alla stampa di non ricordare niente degli omicidi e affermò l'intenzione di diventare frate francescano laico a causa anche della morte della madre, emulando così il caso avvenuto settant'anni prima, quando a diventare francescano fu Alessandro Serenelli, assassino di santa Maria Goretti.[17]

Capi d'imputazione[modifica | modifica wikitesto]

Inoltre è attribuito a Stevanin l'omicidio di Roswita Adlassing, vista per l'ultima volta con Stevanin, ma il cadavere non è mai stato ritrovato. Sarebbe la sesta vittima. L'omicidio sarebbe stato commesso l'8 maggio 1993.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Tracce di due scomparse nella casa degli orrori, su La Repubblica.it. URL consultato il 2 luglio 2020.
  2. ^ "Mi usò come una schiava, sono salva per denaro", su La Repubblica.it. URL consultato il 2 luglio 2020 (archiviato il 13 luglio 2012).
  3. ^ Stevanin ferito alla gola nel manicomio criminale Il contadino del 'casolare degli orrori', accusato di aver massacrato sei donne, è stato aggredito da un detenuto immigrato armato di lametta. Sfiorata la giugulare, 19 punti di sutura, su quotidianonet.ilsole24ore.com. URL consultato il 1º dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2012).
  4. ^ UN SACCO DI PLASTICA TROVATA LA TRACCIA CHE PORTA ALL' ASSASSINO, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 2 luglio 2020 (archiviato il 13 luglio 2012).
  5. ^ REPORTAGE RITRATTO D'UN <MOSTRO> DI PROVINCIA Legnago sotto choc dopo la scoperta del terzo cadavere nei terreni di Gianfranco Stevanin <Il nostro amico serial killer> <Assassino di 3 donne? Non litigava mai>, su archivio.lastampa.it. URL consultato il 1º dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il 15 luglio 2012).
  6. ^ "Signor giudice, parlerò...", su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 2 luglio 2020 (archiviato il 17 luglio 2012).
  7. ^ Dopo dieci ore di interrogatorio il mostro crolla: potrebbe svelare altri delitti <Ho fatto a pezzi quattro donne> Confessa il serial-killer delle campagne veronesi, su archivio.lastampa.it. URL consultato il 2 luglio 2020 (archiviato dall'url originale il 7 luglio 2012).
  8. ^ "Sono morte dopo un gioco di sesso estremo..."- la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 2 luglio 2020.
  9. ^ Stevanin: "Ora ricordo, la prima morì di overdose". Il mostro di Verona si difende da solo in aula, su archivio.lastampa.it. URL consultato il 2 luglio 2020 (archiviato dall'url originale il 7 luglio 2012).
  10. ^ Mostro di Terrazzo. "Stevanin capace di intendere e volere", su archiviostorico.corriere.it. URL consultato il 2 luglio 2020 (archiviato il 1º luglio 2012).
  11. ^ Verona: per risarcire i parenti delle sue sei vittime Stevanin ha venduto la casa degli orrori, su archivio.lastampa.it. URL consultato il 2 luglio 2020 (archiviato dall'url originale il 1º luglio 2012).
  12. ^ Stevanin assolto: va in manicomio, su archiviostorico.corriere.it. URL consultato il 2 luglio 2020 (archiviato il 7 luglio 2012).
  13. ^ Il killer Stevanin condannato a dieci anni, su repubblica.it, 7 luglio 1999. URL consultato il 2 luglio 2020.
  14. ^ Ferisce Stevanin per restare in Italia, su archivio.lastampa.it. URL consultato il 2 luglio 2020 (archiviato dall'url originale il 1º luglio 2012).
  15. ^ Giustizia. Condanna definitiva all'ergastolo per Gianfranco Stevanin, su rainews24.rai.it. URL consultato il 2 luglio 2020 (archiviato il 13 settembre 2012).
  16. ^ Stevanin sventò tentato suicidio, su La Repubblica.it. URL consultato il 2 luglio 2020.
  17. ^ Il serial killer delle prostitute vuole diventare frate laico - Corriere del Veneto, su corrieredelveneto.corriere.it. URL consultato il 2 luglio 2020.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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