Luigi Chiatti

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Luigi Chiatti
Chiatti primo grado 1994.jpg
Processo di primo grado a Luigi Chiatti, 1994
Altri nomi Antonio Rossi
Soprannomi Mostro di Foligno
Nascita Narni, 27 febbraio 1968
Vittime accertate 2
Periodo omicidi 4 ottobre 1992 - 7 agosto 1993
Luoghi colpiti Foligno (Umbria)
Metodi uccisione Strangolamento, ferite da arma da taglio
Arresto Foligno, 7 agosto 1993
Provvedimenti 30 anni
Periodo detenzione 7 agosto 1993 - 3 settembre 2015

Luigi Chiatti (Narni, 27 febbraio 1968[1]) è un assassino seriale italiano, denominato dai media Il Mostro di Foligno.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque come Antonio Rossi, figlio di Marisa Rossi, una giovane cameriera che, non potendo provvedere al figlio, lo abbandonò poco dopo la nascita. Trascorse i suoi primi anni di vita in un orfanotrofio vicino Narni sino al compimento del suo sesto anno di età, quando venne adottato dal medico Ermanno Chiatti e dalla sua consorte Giacoma Ponti, residenti a Foligno. Quando l'adozione divenne ufficiale (13 giugno 1975), il nome gli fu cambiato in Luigi Chiatti.

I fatti[modifica | modifica wikitesto]

Nel pomeriggio del 4 ottobre 1992, una domenica, il piccolo Simone Allegretti (4 anni) scomparve nella campagna fra Foligno e Bevagna; il suo corpo senza vita venne ritrovato due giorni dopo lungo una scarpata, non molto lontano da dove era scomparso. Poco prima del ritrovamento del cadavere, in una cabina telefonica davanti la Stazione ferroviaria, in pieno centro di Foligno, venne trovato un biglietto che rivendicava l'omicidio e forniva dettagli precisi su dove si trovasse il corpo e sull'abbigliamento della vittima. Il biglietto inoltre asseriva la volontà dell'omicida di colpire ancora.

La questura di Perugia attivò un numero verde e sull'assassino venne emessa una taglia. Il 13 ottobre un uomo chiamò il numero verde più volte identificandosi come il Mostro di Foligno. Grazie a queste telefonate la sua utenza venne rintracciata, portando all'identificazione di Stefano Spilotros, un giovane agente immobiliare lombardo. A fronte di alcune incongruenze e testimonianze di amici e parenti dello Spilotros, che affermavano che quella domenica Spilotros si trovava con loro a Rodano, in provincia di Milano, venne disposta un'ulteriore autopsia sul corpo della vittima, che escluse la sua colpevolezza,[2] rivelandolo poi solo un mitomane.

Il forte clima di isteria creatosi attorno alla vicenda creò altre situazioni analoghe: un giovane operaio della provincia di Macerata si impiccò lasciando un biglietto con scritto "Sono io il mostro, perdonatemi".[3]

Il 7 agosto 1993 il vero mostro tornò a colpire: il cadavere del tredicenne Lorenzo Paolucci venne ritrovato poco dopo il delitto e a poche decine di metri dalla villetta abitata da Luigi Chiatti. Le tracce portavano dritte alla villetta dove Luigi Chiatti venne catturato. Il giovane confessò quasi subito l'omicidio, attribuendosi anche quello di Simone Allegretti.

Condanna in Primo Grado[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º dicembre 1994 cominciò il processo a carico di Luigi Chiatti, accusato dell'omicidio di Simone Allegretti e Lorenzo Paolucci. Il 28 dicembre dello stesso anno, Luigi Chiatti venne condannato a due ergastoli.[4]

Appello e Cassazione[modifica | modifica wikitesto]

L'11 aprile 1996 la corte d'Assise d'Appello di Perugia riformò la sentenza di primo grado, dichiarando Luigi Chiatti semi-infermo di mente e condannandolo a 30 anni di reclusione. Il 4 marzo 1997, infine, la Corte suprema di cassazione confermò la sentenza d'appello, rendendo quindi definitiva la condanna inflitta in quella sede. Tra le testimonianze portate dalla difesa, si ebbe quella di un compagno di orfanotrofio di Chiatti che affermò che egli stesso e Chiatti erano stati al tempo vittime di abusi sessuali da parte di un sacerdote.[5]

Ha scontato la pena nel carcere di Prato. Aveva chiesto due volte dei permessi premio, ma gli sono stati rifiutati. Girò voce che nel giugno 2009 fosse uscito per qualche ora dal carcere, ma gli avvocati smentirono la notizia.[6] Il 3 settembre 2015 Luigi Chiatti ha terminato di scontare la sua pena in carcere, ma dovrà risiedere per almeno altri tre anni in una Rems (tipologia di struttura che dal 2015 ha sostituito i vecchi ospedali psichiatrici giudiziari) in Sardegna.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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