Friederich Münter

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Friederich Christian Carl Heinrich Münter

Friederich Christian Carl Heinrich Münter (Lubecca, 14 ottobre 1761Copenaghen, 9 aprile 1830) è stato un vescovo luterano, archeologo, filologo, massone, storico della Chiesa, numismatico, orientalista e naturalista tedesco naturalizzato danese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del pastore e teologo protestante Balthasar e di Magdalena von Wangenheim e fratello di Sophie Christiane Friederike Brun. A quattro anni si trasferì con la famiglia a Copenaghen e perciò amava firmarsi col nome danese, Frederik (ma nell'uso della nuova residenza, il primo e l'ultimo dei suoi nomi divennero anche Friedrich e Hinrich).

Nel 1781 cominciò i suoi studi all'Università di Göttingen, nel 1784 fu il primo protestante ad ottenere un dottorato in filosofia all'Università di Fulda, nel 1787 diventò professore all'Università di Copenhagen.

Nella chiesa riformata fu vescovo di Sjælland, l'isola su cui sorge la capitale danese.

Percorse buona parte dell'Europa. La sua azione più significativa egli la svolse nella capitale del Regno di Napoli e in Sicilia, ove soggiornò per tre volte (1785-1786) con un finanziamento del cugino del re e del re di Danimarca. A Roma, dove frequentò le biblioteche alla ricerca di documenti sui Templari, fu in contatto con Stefano Borgia, che più tardi divenne cardinale, e studiò la lingua copta e la scrittura cuneiforme, era noto per la conoscenza delle lingue antiche e di buona parte degli idiomi moderni.

Massone, fu Maestro venerabile della loggia di Copenaghen Federico alla Speranza Coronata[1], membro del Rito scozzese rettificato col nome d'ordine di Fredericus ab Itinere (Frederik af Rejsen) e dell'Ordine degli Illuminati con quello di Syrianus, di quest'ultimo costituì una loggia a Napoli insieme a Giuseppe Zurlo, Gaetano Carrascal, Emmanuele Mastelloni, Donato Tommasi, Mario Pagano e Nicola Pacifico[2].

Stabilì intensi e duraturi rapporti con costoro e con Domenico Cirillo, Pascale (o Pasquale) Baffi, Giuseppe Leonardo Albanese, Vincenzio Russo, Eleonora de Fonseca Pimentel, i quali saranno i promotori della Repubblica Napoletana e finiranno impiccati dopo il fallimento della rivoluzione del 1799.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ K.L. Bugge, Det danske frimureries historie (Storia della Massoneria danese), 1927, Vol. 2, p. 383.
  2. ^ Nico Perrone, La Loggia della Philantropia. Un religioso danese a Napoli prima della rivoluzione. Con la corrispondenza massonica e altri documenti, Palermo, Sellerio, 2006, p. 45-46.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

DNK Order of Danebrog Grand Cross BAR.png Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Dannebrog (Danimarca) (1817-1830)

DNK Order of Danebrog Commander 1st Degree BAR.png Commendatore di I Classe dell'Ordine del Dannebrog (Danimarca) (1812-1817)

DNK Order of Danebrog Knight BAR.png Cavaliere dell'Ordine del Dannebrog (Danimarca) (1808-1812)

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Carta di Siracusa, in Efterretninger om begge Sicilierne, 1790
  • Efterretninger om begge Sicilierne [ger], Christian Gottlob Proft, 1790.
  • De aetate versionum Novi Testamenti copticorum (1790)
  • Dr. Balthasar Münters Leben und Charakteristik (1793)
  • Nachrichten über beide Sizilien. 1 [ita], Sonzogno, 1831.
  • Nachrichten über beide Sizilien. 2 [ita], Sonzogno, 1831.
  • Statutenbuch des Ordens der Tempelherren. - Sinzheim, AAGW, 2002 <Repr. d. Ausg. Berlin 1794>
  • Vermischte Beyträge zur Kirchengeschichte. - Kopenhagen, Proft & Storch, 1798
  • Haandbog i den ældste christelige kirkes dogmehistorie (1801-04)
  • Den danske reformations historie (1802)
  • Betrachtung über die natürliche Religion (1805)
  • Religion der Karthager (1816; 2. Aufl. 1821)
  • Die Kirchengeschichte von Dänemark und Norwegen (3 Bände, 1823-33)
  • Sinnbilder und Kunstvorstellungen der alten Christen (1825)
  • Religion der babylonier (1827)
  • Römisches Leben. 1, Friedrich Arnold Brockhaus, 1833.
  • Römisches Leben. 2, Friedrich Arnold Brockhaus, 1833.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN34483594 · ISNI (EN0000 0000 8113 115X · LCCN (ENn85278427 · GND (DE118735098 · BNF (FRcb120891863 (data) · BAV ADV10974516 · CERL cnp01324580 · WorldCat Identities (ENn85-278427