Nico Perrone

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Nico Perrone

Nico Perrone, all'anagrafe Nicola Carlo Perrone (Bari, 27 aprile 1935), è un saggista e storico italiano.

Le origini familiari[modifica | modifica wikitesto]

Durante il XVIII e il XIX secolo i Perrone fanno il mestiere di gualano[1] per la transumanza del bestiame. Dall’originaria Laterza, nell’Ottocento si stabiliscono a Foggia e, dopo l’apertura della linea di collegamento con Bovino (1867), Nicola Maria (1851-1884) sarà manovale della ferrovia, suo figlio Leonardo (1887) invece fuochista e poi macchinista. Il fratello Raffaele (1894-1982) parteciperà nella grande guerra ad azioni degli Arditi oltre la linea nemica; ritornato alla vita civile, sarà impiegato delle ferrovie in Ancona e poi fondatore a Bari di una sede modello del Dopolavoro.[2]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nico Perrone è allievo di Francesco Capotorti e Benedetto Conforti, si laurea con lode in Storia delle relazioni internazionali all'Università di Bari, vince borse di studio per lo University College Dublin,[3] Irlanda, e l'Università di Sofia, Bulgaria (Sofiyski Universitet).

Assunto all'ENI, a Roma, designato dal presidente Enrico Mattei a rappresentare l'ente presso il Ministro per la riforma della Pubblica Amministrazione, Giuseppe Medici, diviene membro di commissioni di studio interministeriali (1962-1963). Passa a un'altra holding di stato, l'EFIM, come responsabile dell'Ufficio partecipazioni.

Lavora poi a Bari, nella casa editrice Gius. Laterza & Figli. Per un'altra casa editrice (Dedalo Libri, Bari) dirige una collana (America, 1980-1984). Fa parte del comitato scientifico delle riviste Giano (2003-2007) e Storia in rete (dal 2005).

Scrive su Il politico (1963), Il Ponte (1973-1991), Belfagor (1977), Quaderni di storia (1976, 1983), Rivista di storia contemporanea (1977-1990), Giano (1998-1999), Studi piacentini (1994), Guerre & pace (2001-2003), l'Ernesto (2003-2010), Athanor (2005, 2007, 2009, 2016, 2017). Ha pubblicato su il manifesto (1973-2000, 2015), Liberazione (1995-2001), Il Lavoro (1979), La Gazzetta del Mezzogiorno (dal 1989), e occasionalmente su Critica sociale (1978-1979), Panorama (1979-1989), il Mondo (1982), la Rinascita della sinistra (1999-2008), Formiche (2008), Corriere della sera (6 ott. 2010: Quel maestro di doppiezza che unì Napoli all'Italia), Le Monde diplomatique (dal 2017). Scrive sui periodici Monthly Review (ed. italiana, 1968-1976) e Limes (2011). Fonda e dirige a Bari i periodici La Voce (1971), i Quinterni, e Leonora: rivista di dibattito politico economico culturale (2014).

Collaboratore della RAI (1982-2006), per Radio 3 ha tenuto conversazioni radiofoniche a Spazio Tre (1978-1984) e una settimana di Prima pagina (5-11 gennaio 1986); per Radio 2 ha tenuto venti trasmissioni del programma Alle 8 della sera (24 aprile - 19 maggio 2006)[4]. Ha collaborato occasionalmente anche con la televisione Westdeutscher Rundfunk (Colonia, Germania, 2001) e alla Radio Vaticana per commentare la politica degli USA (2009-2013).

All'Università di Bari è stato professore di Storia dell'America, Storia Contemporanea e Storia moderna (1977-2006: incaricato, quindi associato, titolare di un corso libero); direttore dell'Istituto di Storia moderna e contemporanea (1988-1990, 1991-1994), medaglia personalizzata del Rettore, 2005; titolare del Jean Monnet European Module in Social and Economic History of European Integration (1994-1999). A lungo Visiting Professor in Danimarca (Università di Roskilde, 1991-2006; Business School di Copenaghen, 1992-1993, e master internazionale diretto dell'Università di Roskilde a Lugano, 1998, 2000, 2003. Visiting Professor in Albania (Universiteti Zoja e Këshillit Të Mirë, Tirana, 2008). Invitato negli USA dallo International Leadership Program (IVLP) nel 1986, vi ha tenuto seminari e conferenze ed è stato nominato cittadino onorario dello Stato del Nebraska[5]. Ha fatto parte dello Advisory Board del Federico Caffè Center (Roskilde, Danimarca, 1995-2017), per il quale è stato condirettore insieme a Bruno Amoroso di Economics & Society (collana di libri, 1992-1994). È stato uno dei fondatori e vicepresidente del master Society, Science & Technology in Europe (Louvain-la-Neuve, Belgio, 1995-1996).

Invitato dall'Università di Padova (1981, 1988, 1999), dall'Università statale di Milano, dalla Scuola politecnica dell'Università di Genova, dall'Università di Catania, dall'Università della Calabria (Arcavata di Rende), dall'Università di Teramo (2006, 2007, 2009, 2010, 2012, 2016). In quest'ultima ha fatto parte (2015-2016) del Consiglio Scientifico del master in Medio Oriente, fondato e diretto da Claudio Moffa.

Iscritto alla CGIL fin da quando lavorava all'ENI, al Partito Comunista Italiano (PCI), a Rifondazione comunista, è stato uno dei fondatori della Federazione della Sinistra (FDS) costituita da PRC, PDCI e altri, nel cui Consiglio nazionale figura fino allo scioglimento (2009-2012).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ “Addetto alla custodia di terre o alla cura e al governo di animali” (Treccani, Vocabolario on-line)..
  2. ^ Ricciotti Lazzaro, Il Partito nazionale fascista, pp. 178 s., Milano, Rizzoli, 1985, ISBN 88-17-53415-3.
  3. ^ Certif. 21 luglio 1958, a firma Registar, UCD.
  4. ^ Registrazioni qui sotto, in "Trasmissioni radiofoniche".
  5. ^ 24 marzo 1986, firmato Robert Kerrey, Governor.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • 1963-1964. Convenzioni internazionali per la tutela previdenziale dei lavoratori migranti (1 vol. monografico e 3 voll. di convenzioni annotate), Roma, ENI.
  • 1980. Due secoli di capitalismo USA (con Richard Drinnon - Richard C. Edwards - David Green - Paul Mattick - Howard Zinn), Bari, Dedalo Libri. CL 22-3737-7
  • 1989. Mattei, il nemico italiano: politica e morte del presidente dell'ENI attraverso i documenti segreti, 1945-1962, Milano, Leonardo Editore. ISBN 88-355-0033-8
  • 1991. Il dissesto programmato, Bari, Dedalo Libri. ISBN 88-220-6115-2
  • 1992. (EN) Italian and American Patterns in a Conflictive Development, 2nd. revised ed. 1993, Roskilde, RUC. ISSN 0906-6543 (WC · ACNP)
  • 1992. (ENDA) European and American Patterns in a Conflictive Development, 3rd ed. 1994, Roskilde, RUC. ISBN 87-7349-217-5
  • 1992. (DAIT) Fjernt fra Maastricht (Lontano da Maastricht), 2nd ed. 1993, Roskilde, RUC. ISBN 87-7349-218-3
  • 1993. La morte necessaria di Enrico Mattei, Roma, Millelire Stampa Alternativa, 2nd ed. ISBN 88-7226-141-4
  • 1993. (EN) Marginalization, specialisation and cooperation in the Baltic and Mediterranean Regions, the Wider Europe, Brussels, Commission of the European Communities, Science, Research and Development.
  • 1995. De Gasperi e l'America, Palermo, Sellerio. ISBN 88-389-1110-X
  • 1995. Obiettivo Mattei, Roma, Gamberetti. ISBN 88-7990-010-2
  • 1996. (EN) Maastricht from Scandinavia, Roskilde, RUC. ISSN 0307-872-X
  • 1996. Alcide De Gasperi. L'Italia atlantica, Roma, Manifestolibri. ISBN 88-7285-102-5
  • 1996. James Monroe. Il manifesto dell'imperialismo americano, Roma, Manifestolibri. ISBN 88-7285-110-6
  • 1997. John F. Kennedy. La nuova frontiera, Roma, Manifestolibri. ISBN 88-7285-120-3
  • 1999. Giallo Mattei, Viterbo, Stampa Alternativa Nuovi Equilibri. ISBN 88-7226-508-8
  • 2000. Il truglio, Palermo, Sellerio. ISBN 88-389-1623-3
  • 2001. Enrico Mattei, Bologna, il Mulino, II ed. 2012. ISBN 88-15-07913-0
  • 2002. Il segno della DC, Bari, Dedalo Libri. ISBN 88-220-6253-1
  • 2002. Economia pubblica rimossa. Le partecipazioni statali dalla teoria degli oneri improri alla privatizzazione, Milano, Giuffrè, 2002 (in Studi in onore di Luca Buttaro, vol. V, pp. 241–289). ISBN 88-14-10088-8
  • 2006. La Loggia della Philantropia, Palermo, Sellerio. ISBN 88-389-2141-5
  • 2006. Perché uccisero Enrico Mattei: petrolio e guerra fredda nel primo grande delitto italiano, Roma, l'Unità Libri,
  • 2009. L'inventore del trasformismo. Liborio Romano, strumento di Cavour per la conquista di Napoli, Soveria Mannelli, Rubbettino. Finalista Premio Acqui Storia 20010. ISBN 978-88-498-2496-4
  • 2010. Obama. Il peso delle promesse. Yes, we can't, I ed. e II ed. ampliata, Lamezia Terme, Settecolori. ISBN 978-88-96986-00-4
  • 2011. L'agente segreto di Cavour, Bari, Palomar. ISBN 978-88-7600-414-8
  • 2013. Progetto di un impero, Napoli, La Città del Sole. ISBN 978-88-8292-310-5
  • 2014. Capitalismo predatore (con Bruno Amoroso), Roma, Castelvecchi Rx. ISBN 978-88-6826-131-3
  • 2015. La profezia di Sciascia, Milano, Archinto. ISBN 978-88-7768-676-3
  • 2016. Arrestate Garibaldi. L'ordine impossibile di Cavour, Roma, Salerno Editrice. ISBN 978-88-6973-194-5
  • 2017. La svolta occidentale. De Gasperi e il nuovo ruolo internazionale dell’Italia, Roma, Castelvecchi. ISBN 978-88-6944-810-2
  • 2018. Il processo all'agente segreto di Cavour. L'ammiraglio Persano e la disfatta di Lissa, seconda ed. 2019, Premio Basilicata 2020, Soveria Mannelli, Rubbettino. ISBN 978-88-498-5484-8
  • 2022. Il realismo politico di De Gasperi. Fanfani invece vuole i missili americani, Roma, Bastogi. ISBN 9-788855-011396

Trasmissioni radiofoniche[modifica | modifica wikitesto]

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