Pasquale Baffi

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Pasquale Baffi

Pasquale Baffi (Pashkualli Bafa in albanese; Santa Sofia d'Epiro, 11 luglio 1749Napoli, 11 novembre 1799) è stato un grecista, bibliotecario e rivoluzionario italiano di origine arbëreshë.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Pasquale Baffi, dipinto di Elio Fromosa (tecnica mista, tempera e olio)

Nato in una famiglia arbëreshë, da Giovanni Andrea e Serafina Baffa (il quale solo in seguito mutò il proprio cognome in Baffi)[1] compì i suoi primi studi nel collegio greco-albanese di San Benedetto Ullano, dove fu ammesso da monsignor Archiopoli, e qui coltivò in particolare lo studio della lingua latina e greca, che successivamente insegnò presso la Scuola Militare Nunziatella.[2] NE Nel 1769 conseguì la cattedra di lingua greca e latina nell'Università degli Studi di Salerno. Nel 1786 fu nominato bibliotecario della Biblioteca Reale e nel 1787 divenne membro dell'Accademia Ercolanese anche in quella sede con funzioni di bibliotecario. Sposò Teresa Caldora da cui ebbe due figli, tra cui Gabriella, pittrice, autrice dell'unico ritratto che lo raffigura conservato in Napoli. A seguito del matrimonio con Teresa Caldora, la cognata Apollonia Caldora così si felicitava di tali nozze:[... È inesplicabile il contento che provo del matrimonio che avete già stretto colla cara mia sorella Teresa [...] io ben sapeva 'e doti che adornano la vostra persona, e perciò stimo assai fortunata mia sorella per questa sorte che ha ottenuta dal Cielo e voglio sperare che col suo virtuoso portamento sappia meritare la vostra affezione ...][3].

Infervorato dai nuovi ideali aderì alla Massoneria, i primi contatti risalgono alle frequentazioni del palazzo del Principe di San Severo già dal 1750; lo si trova nel piedilista della Loggia inglese "la Renaissante" del 1774 ed in quella napoletana della Vittoria nel 1784[4]. Implicato nella Repubblica Napoletana, alla caduta di questa venne arrestato e giustiziato a Napoli l'11 novembre 1799, finendo impiccato in piazza del mercato.

Citazioni[modifica | modifica wikitesto]

« Pasquale Baffi era pure uno di que' dolci e placidi scienziati che nascono nel momento di un sorriso della natura; egli si era dedicato allo studio della lingua greca ed era diventato uno dei più dotti ellenisti dell'epoca. [..] Quando scoppiò la rivoluzione, la voce della patria lo trasse dalla sua bella antichità, ed egli rispondendo a quella voce, si lasciò nominare membro del governo provvisorio, nel quale contribuì a tutto quello che fece di nobile e di buono »

(Alexandre Dumas padre, I Borboni di Napoli - Libro IV Cap. VIII)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cuoco V., Saggio storico sulla Rivoluazione napoletana nel 1799, Milano 1801
  2. ^ Castaldi 1840, pag.83 e sgg..
  3. ^ AA.VV., Miscellanea, vol. CCLI 1899 p. 54
  4. ^ Domenico V. Ripa Montesano, Vademecum di Loggia, Roma, Edizione Gran Loggia Phoenix, 2009, ISBN 978-88-905059-0-4.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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