Francesco Antonio Arena

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Francesco Antonio Arena (Pizzoni, 27 marzo 1889Rosko, 1945) è stato un militare italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Volontario allievo ufficiale nel 20º reggimento fanteria nel 1909, conseguì la nomina a sottotenente di complemento di fanteria l'anno successivo e venne transitato in s.p.e. nel 1911. in quello stesso anno raggiunse il 79º reggimento fanteria in Cirenaica nel conflitto italo-turco, dove venne insignito della medaglia d'argento al valore militare nel combattimento delle Due Palme (Bengasi, marzo 1912). Col grado di tenente, fu destinato in Somalia nel 1914 e qui nell'anno seguente venne raggiunto dalla promozione a capitano.

Prima Guerra Mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Nell'aprile del 1916, rimpatriato dall'Africa, fu assegnato al 2º reggimento fanteria sul fronte italo-austriaco. Sul Monte San Marco, il 24 maggio 1917 fu ferito e ottenne la seconda medaglia d'argento al valore militare.

Nell'ultima azione che portò alla presa di Alano di Piave (30 ottobre 1918), già maggiore dall'anno precedente, diresse per sette giorni i ripetuti attacchi del suo battaglione contro forti posizioni nemiche. Per tali combattimenti venne insignito della medaglia di bronzo al valore militare.

Compiuti i due anni di corso alla Scuola di Guerra nel 1920 - 1921, fu destinato al comando del corpo si S.M.prima in esperimento poi in servizio di S.M., ed infine nel corpo di S.M. allorché nel 1926 fu promosso tenente colonnello. Nel gennaio 1933 fu destinato al Comando Militare della Sicilia con la carica di sottocapo di S.M. L'anno dopo fu trasferito a Napoli in quel comando designato d'Armata e vi rimase sino al 1935, allorché ebbe l'incarico del comando e poi, promosso colonnello nel 1936, il comando titolare del 51º fanteria Alpi.

Alla fine del 1937 fu destinato al Ministero della Guerra; nell'aprile 1939, in vista della spedizione in Albania, fu nominato comandante della base di Bari. Assunse, nel giugno, il comando dei servizi delle FF.AA. a Tirana, in Albania, e nell'ottobre ritornò a Bari quale capo di S.M. del IX Corpo d'Armata.

Seconda Guerra Mondiale[modifica | modifica wikitesto]

In tale veste lo trovò lo scoppio della guerra il 10 giugno 1940. Il 30 aprile 1941 e seguenti, a capo di un reparto paracadutisti di poche centinaia di uomini, effettuò l'occupazione delle isole greche di Cefalonia, Zante ed Itaca, meritando una croce al valor militare. Destinato in Africa Settentrionale, col grado di generale di brigata, fu, nel febbraio 1942, vice comandante della 132ª Divisione corazzata "Ariete" e ne ebbe poi le funzioni di comando dal settembre. Durante la seconda battaglia di El Alamein alla testa delle sue colonne sostenne i più duri combattimenti per i quali meritò ancora due ricompense: la medaglia d'argento al V.M. sul campo e la croce di cavaliere dell'ordine militare di Savoia.

Nel 1943, una volta rimpatriato, venne messo a disposizione del ministero della guerra fino a quando, nel marzo, venne assegnato alla 36ª Divisione fanteria "Forlì" ad Atene, con le funzioni di comandante.

Catturato dai tedeschi, dopo l'8 settembre 1943, per avere decisamente rifiutato la collaborazione richiestagli, fu internato in Polonia, nell'Offizierlager 64/z a Shokken. Sopportò con contegno le sofferenze della prigionia e venne poi ucciso da una pattuglia russa il 28 gennaio 1945 a Rosko Posen durante un tentativo di fuga presso la casa di contadini polacchi.

Le circostanze della fuga vennero raccontate dal generale dell'aviazione Alberto Briganti che assieme ad Arena e al tenente colonnello Unia elusero la sorveglianza tedesca durante un trasferimento dei prigionieri in Polonia[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Biografia di Briganti sul sito dell'Aeronautica Militare italiana (PDF), in aeronautica.difesa.it. URL consultato il 9 giugno 2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

http://www.generals.dk/general/Arena/Francesco_Antonio/Italy.html

http://forum.axishistory.com/viewtopic.php?f=75&t=180596