Femminiello

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Una fotografia del femmeniello nel XIX secolo.

Il "femmenèlla" (in lingua napoletana anche "femminéllo", "femmenèllo" al singolare e "femminiélle", "femmeniélle" al plurale) è una figura tipica della cultura tradizionale popolare partenopea, la cui identità di genere cade all'infuori di una concezione duale dei sessi. Spesso sovrapposto alla più diffusa realtà Transgender o Transessuale, il femmenèlla rappresenta invece un'identità culturale e sociale molto peculiare e storicamente ancorata nel tessuto urbano napoletano.[1]

Il personaggio[modifica | modifica sorgente]

La figura del "femmenèlla" esiste da molto tempo nella tradizione campana, all'interno della quale riesce a godere di una posizione relativamente privilegiata grazie alla sua partecipazione ad alcune manifestazioni folkloristiche (a volte anche di ambito religioso come la "Candelora al Santuario di Montevergine ad Avellino" oppure la "Tammurriata" alla festa della Madonna dell'Arco).

Il femmenèlla è una figura che fa parte del tessuto sociale dei quartieri popolari del centro storico di Napoli dove è una persona rispettata. Occasionalmente può venire canzonato in modo benevolo o affettuoso da persona conosciuta del quartiere, alla quale egli però sa rispondere prontamente e a tono con una battuta salace.

Generalmente il femmenèlla viene considerato persona che porta fortuna. Per questa ragione è invalso l'uso (sempre nei quartieri popolari) di mettergli in braccio il bimbo appena nato e scattargli la foto; oppure farlo partecipare a giochi di società quali la tombola.

La tombolata[modifica | modifica sorgente]

Nei quartieri popolari di Napoli c'è la tradizione che ad alcune tombolate possano partecipare esclusivamente donne e/o femminielli. Il gioco avviene in un "basso", e possono assistervi degli uomini purché essi restino rigorosamente alla porta o a guardare dalla finestra senza accedere in alcun modo nella stanza dove si svolge la tombola.

Il gioco procede in modo rumoroso, sboccato, canzonatorio. Generalmente è il femmenèlla che tira a sorte i numeri proclamandoli ad alta voce. Il numero sorteggiato può anche non essere annunciato in modo palese; infatti, basandosi sulla smorfia napoletana, al posto del numero egli può semplicemente dire il suo significato più diffuso e risaputo, che i presenti immancabilmente conoscono ed intendono.
Il divertimento della tombolata con i femminielli è dato proprio dalla "smorfia": infatti, man mano che i numeri escono, il femmenèlla concatena in una sequenza logica e cronologica i relativi significati, creando una storia che si forma dalla casualità del sorteggio: è un "evento" che il femmenèlla ricorda man mano che esso si sviluppa e che viene commentato rumorosamente con divertimento o con finto scalpore dagli stessi femminielli e soprattutto dalle donne presenti al gioco.

Riferimenti letterari[modifica | modifica sorgente]

Nell'opera di Roberto De Simone La gatta Cenerentola diversi femmenielli rivestono il ruolo di personaggi importanti. Tra le scene principali al riguardo vi sono il rosario dei femmenielli[2] ed il suicidio del femminiello[3], di forte impatto emotivo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Hochdorn, Alexander e Alessandra Armenti (2009). L'esperienza transgender attraverso i discorsi. Un'analisi critica sulla costruzione narrativa dell'Identità. In Atzei, I. (a cura di), Atti del IX Congresso AIP della Sezione di Psicologia sociale a Cagliari. Torino: Grafica del Parteolla. ISBN 978-88-89978-90-0
  2. ^ Vedi il video su YouTube.
  3. ^ Vedi il video su YouTube.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Eugenio Zito e Paolo Valerio, Corpi sull'uscio, identità possibili. Il fenomeno dei femminielli a Napoli, Napoli, Filema Edizioni, 2010. ISBN 978-88-95201-35-5.

Achille della Ragione- I femminielli - Napoli 1999

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]