Napoli velata

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Napoli velata
Napoli velata.jpg
Giovanna Mezzogiorno e Alessandro Borghi in una scena del film
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia
Anno2017
Durata113 min
Rapporto2,35 : 1
Generedrammatico, noir, thriller
RegiaFerzan Özpetek
SoggettoGianni Romoli, Valia Santella, Ferzan Özpetek
SceneggiaturaGianni Romoli, Valia Santella, Ferzan Özpetek
ProduttoreTilde Corsi, Gianni Romoli
Casa di produzioneWarner Bros. Entertainment Italia, R&C Produzioni, Faros Film
Distribuzione (Italia)Warner Bros. Entertainment Italia
FotografiaGian Filippo Corticelli
MontaggioLeonardo Alberto Moschetta
MusichePasquale Catalano
ScenografiaDeniz Gokturk Kobanbay, Ivana Gargiulo
CostumiAlessandro Lai
Interpreti e personaggi

« La gente non sopporta troppa verità. »

(Adele, tirando il velo durante il parto dei femminielli)

Napoli velata è un film del 2017 diretto da Ferzan Özpetek, con protagonisti Giovanna Mezzogiorno e Alessandro Borghi, affiancati da Anna Bonaiuto, Peppe Barra, Luisa Ranieri, Maria Pia Calzone, Lina Sastri e Isabella Ferrari.

Il lungometraggio narra le vicende di Adriana, medico legale, che si infatua di un giovane uomo con cui aveva passato una notte di passione, ma quando lui sarà ritrovato ucciso, la dottoressa inizierà ad indagare sull'omicidio, ma soprattutto su di sé e sul suo passato, in una Napoli sacra, profana e piena di segreti.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Durante il tradizionale "parto dei femminielli" Adriana, medico legale, viene sedotta dal giovane Andrea. I due passano una focosa notte d'amore, e il ragazzo le dà appuntamento al giorno dopo lasciando intendere che sia interessato a frequentarla. Tuttavia Andrea non si presenta all'incontro, lasciando Adriana molto delusa. Il giorno successivo, esaminando il cadavere di un ragazzo trovato ucciso e brutalmente privato dei bulbi oculari, Adriana vi riconosce proprio Andrea.

La donna è sconvolta dall'accaduto, anche perché scopre che il giovane le aveva scattato numerose fotografie mentre dormiva totalmente nuda dopo il rapporto sessuale; cerca così di indagare sul suo omicidio, aiutata dal fedele amico Pasquale e osteggiata dalla zia Adele. Ben presto si rende conto che qualcuno le sta alle calcagna, probabilmente perché Andrea ha nascosto qualcosa in casa sua durante la notte che hanno passato insieme. Al funerale di Andrea, incontra le ambigue Ludovica e Valeria, una coppia di antiquarie che sembrano volerla dissuadere dal proposito di scavare troppo in profondità nel caso. Nel frattempo, Adriana inizia a percepire la presenza di una persona identica ad Andrea; convinta che si tratti di un fantasma, su consiglio della fidata amica Catena arriva a consultare Donna Assunta, una fattucchiera che le dà un oscuro responso.

Una notte Adriana si imbatte in un ragazzo identico ad Andrea, che però dichiara di essere Luca, il gemello del ragazzo perduto da tanto tempo. Luca si trova a Napoli per incontrare il fratello mai conosciuto. Adriana lo accoglie in casa sua e tra i due si instaura un rapporto morboso, con Luca che diventa violentemente possessivo. Allo stesso tempo Antonio, vice del commissario che si occupa del caso, passa ad Adriana delle informazioni sull'omicidio di Andrea, il quale aveva un'attività segreta di contrabbando d'arte. Adriana trova poi dei numeri scritti da Andrea sullo specchio di casa sua: in un primo momento è convinta che si tratti di ciò che l'assassino cercava, ma indagando su di essi si accorge che il loro significato è molto più oscuro e sembra rimandare proprio alla città di Napoli.

Il rapporto tra Adriana e Luca diventa sempre più torbido, e il ragazzo diventa geloso di chiunque, specialmente di Antonio. Intanto l'indagine prosegue, ma ormai per la donna assume i connotati di un viaggio all'interno del suo passato: Adele, visto ormai sollevato il velo sugli eventi passati, narra alla nipote della relazione che aveva avuto con suo padre Domenico, che aveva condotto la madre Isabella alla follia. Pasquale si incontra con Adriana per parlarle delle ricerche sui numeri trovati sullo specchio e metterla in allarme, ma durante l'incontro muore improvvisamente. Dopo l'autopsia, la sua collega Liliana la informa che è morto d'infarto, ma Adriana è molto sospettosa e ipotizza sia stato avvelenato. Scopre inoltre da Rosaria, il commissario di polizia che si occupa del caso, che Andrea è stato ucciso per aver venduto un reperto contraffatto.

Al funerale di Pasquale, Adele, sconvolta, lancia una pesante accusa nei confronti di Napoli, bollandola come "assassina dei suoi stessi figli"; ciò dà ad Adriana la chiave per ripensare al suo passato e rivivere la scena cui aveva assistito da bambina dell'omicidio di Domenico da parte di Isabella, che si era poi suicidata. La donna riesce finalmente ad accettare con serenità il tragico avvenimento. Adriana affronta così Luca, che si rivela una proiezione della sua mente, una personificazione del suo pesante passato. La donna, con l'aiuto di Antonio, riesce finalmente a chiudere i conti con lui e a mandarlo via.

Tempo dopo, Adriana si è licenziata, è in procinto di traslocare e ha intrapreso una relazione con Antonio. Durante una cerimonia di premiazione alla cappella Sansevero, in onore di Ludovica e Valeria, Adriana incontra l'ex-collega Liliana, scoprendo che conosce le due antiquarie, le quali ribadiscono nuovamente la necessità che la verità rimanga velata come il famoso Cristo. Mentre se ne va, una custode le porge un oggetto: è un portafortuna a forma di occhio appartenuto a suo padre, che le era stato donato da Adele e che lei a sua volta aveva dato a Luca. La custode le dice che esso era caduto al ragazzo entrato con lei, ma lei afferma di essere andata alla cerimonia da sola. Consapevole che non potrà mai conoscere la verità, ma serena nell'accettarlo, Adriana viene inghiottita dalle strade di Napoli.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatura[modifica | modifica wikitesto]

Özpetek ha dichiarato che la genesi del film è scaturita dopo un incontro avvenuto ad una cena con la sua attrice feticcio Serra Yilmaz; il regista si era intrattenuto a parlare con una ragazza, da lui definita «molto interessante» e «molto sensuale», che a fine serata se ne era andata rivelando di essere un medico legale: «Mi sorprese il contrasto fra quella personalità così seduttiva e un lavoro così freddo, razionale. Da quell'incontro ho iniziato a costruire questa storia.»[1] Meditando sul soggetto per dieci anni.[2]

Durante il periodo trascorso a Napoli per la regia de La traviata, portata in scena al Teatro San Carlo, Özpetek ha incontrato persone che gli hanno fatto scoprire aspetti della città che non conosceva, rimanendo colpito dalla somiglianza che la legava a Istanbul, sua città natale: «sono simili per il sentimento delle persone e per il loro atteggiamento, poi entrambe hanno il mare. Ci sono legami strani.»[3] Il regista è inoltre rimasto impressionato dal «forte senso di morte» che aleggia a Napoli, «ma i napoletani ci giocano e la fanno diventare una cosa di cui non avere paura» ha affermato. Per questo motivo ha deciso di ambientarci un film a tinte noir, volendosi inoltre distaccare dalle rappresentazioni stile Gomorra della città.[4][3]

La stesura della sceneggiatura è durata due anni ed è stata scritta con l'aiuto di Valia Santella e Gianni Romoli, storico cosceneggiatore e produttore del regista. Romoli ha affermato che durante la stesura della sceneggiatura non vi è stata da parte di alcuno l'intenzione di inserire consapevolmente delle citazioni cinematografiche. Gli elementi della «tradizione del giallo al femminile», nata grazie alle opere di Francesco Barilli, Luigi Bazzoni e Dario Argento, «in cui le protagoniste soffrono di disturbi mentali e sdoppiamenti», afferma Romoli, sono una «specificità tutta italiana» e sono stati inconsapevolmente inseriti in sceneggiatura perché entrati ormai a far parte dell'immaginario collettivo.[5]

Özpetek ha annunciato questo progetto alla 73ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, quando la sceneggiatura era ancora da ultimare.[6] La scelta del titolo si è basata su un termine e una tematica, quella del "velo", che il regista ha incontrato varie volte connesso all'intera città di Napoli, non solo quindi al famoso Cristo velato.[3] Per Özpetek il "velo" indica il «fatto che per capire meglio la città e lo spettacolo bisogna più intravedere che sentire.»[7]

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Giovanna Mezzogiorno con Napoli velata segna la sua seconda collaborazione con Özpetek quindici anni dopo La finestra di fronte.[5]

Giovanna Mezzogiorno interpreta la protagonista Adriana. L'attrice ha raccontato di essere stata contattata dal regista alla fine della stesura del soggetto nell'estate 2015, perché Özpetek aveva «bisogno di un volto» preciso per poter scrivere al meglio la sceneggiatura. Giovanna ha accettato, colpita dalla storia definita da lei come «profonda» e «irrinunciabile».[5] Il regista è rimasto estremamente soddisfatto della prova d'attrice di Giovanna Mezzogiorno: «Ci sono tante attrici bravissime, ma questo ruolo era giusto per lei. Ho avuto una sensazione reale, vedendo poi il film: non sa nemmeno lei quanto è straordinaria.»[8]

Mezzogiorno ha descritto il suo personaggio come «un ruolo molto complesso che comprende molti aspetti femminilità: passione fisica, solitudine, disagio mentale. Una professionista, una donna borghese che permette di mostrare interni di una Napoli che non vengono visti molto spesso, con atmosfere stranissime, cariche di storia, oscure e affascinanti, ambienti ricchissimi e sfarzosi.»[9]

Alessandro Borghi interpreta Andrea, giovane sub immischiato in un commercio d'arte clandestino, che seduce Adriana, venendo poi ucciso il giorno dopo aver passato una notte di passione con lei. Borghi è stato il primo attore ad aver fatto il casting per il ruolo e il regista ha affermato di averlo scelto subito, colpito da un inconsapevole guizzo di malvagità nei suoi occhi, ma ha comunque provinato altri attori.[2] Borghi è stato definito da Özpetek «un rompiscatole» per le tante domande che gli rivolgeva sul ruolo: «Poi si è lasciato andare», ha precisato il regista, «pretende molto, e tira fuori l'istinto. Dopo la testa ha mostrato il cuore e ha vinto.»[8]

L'attore e cantante Peppe Barra.

Alla sua prima collaborazione con il regista, l'attore l'ha definita «un'esperienza bellissima.» Capendo che con questo personaggio aveva la possibilità «di fare qualcosa di completamente diverso» da ciò che aveva interpretato fino a quel momento.[9] Borghi è arrivato sul set dopo tre settimane di riprese per precedenti impegni lavorativi.[10] Ha dichiarato di essersi ad un certo punto lasciato guidare dal regista dopo essersi «un po' perso»: solo a fine riprese ha avuto chiara la complessità del film.[9][5]

Il cast comprende come comprimari attori della scena napoletana, alcuni dei quali alla loro prima collaborazione con il regista italo-turco. Anna Bonaiuto è stata scelta per interpretare Adele, la zia altoborghese di Adriana che nasconde alla nipote un importante segreto di famiglia. Bonaiuto è conosciuta per essere la protagonista del celebre film di ambientazione napoletana L'amore molesto di Mario Martone, tratto dall'omonimo romanzo di Elena Ferrante.[11]

L'«icona gay dello spettacolo partenopeo»[12] Peppe Barra, cantante e attore quasi esclusivamente teatrale, interpreta il ruolo di Pasquale, storico frequentatore del salotto di Adele e amico della sua famiglia. Barra ha descritto il proprio personaggio come «una figura materna per Adriana, la protagonista, un po' come è Napoli per chi la ama e la vive.»[13]

L'attrice Lina Sastri

Maria Pia Calzone, anch'ella alla prima esperienza, interpreta Rosaria, il commissario di polizia che indaga sull'omicidio di Andrea. Durante la conferenza stampa ha rivelato di aver lavorato sul rapporto tra femminilità e mascolinità: «l’essere donna e il vivere in un mondo un po’ "scomodo"», riguardo il lavoro prettamente maschile che svolge il suo personaggio.[5] Ha lavorato in maniera opposta Biagio Forestieri che interpreta il poliziotto Antonio. L'attore si è concentrato sugli aspetti di comprensione, accoglienza e componente materna che caratterizzano il suo personaggio, il quale instaura un rapporto empatico con quello di Giovanna Mezzogiorno.[5]

Altra attrice alla prima esperienza con il regista è Lina Sastri che gli si è detta grata per averla «messa in discussione e tolta dalla comodità», regalandole una «situazione di "disagio" che è importante e meravigliosa per un’attrice.»[5] Nel film, in cui è stata fatta bionda stravolgendo il suo «aspetto mediterraneo», Sastri interpreta Ludovica che assieme a Valeria, personaggio interpretato da Isabella Ferrari (già alla terza collaborazione con Özpetek) formano una coppia di fatto di misteriose e inquietanti antiquarie.[13]

Altri attori che hanno già lavorato con il regista sono Luisa Ranieri che interpreta il ruolo di Catena, espansiva e vitale amica di Adriana; Carmine Recano, che nei flashback svolge il ruolo del giovane padre di Adriana, Domenico, ucciso dalla moglie Isabella, a sua volta interpretata da Mezzogiorno, che nello stesso film recita nel ruolo della figlia e della madre; e Loredana Cannata nel ruolo della collega di Adriana. In piccoli ruoli significativi vi sono anche Maria Luisa Santella, che interpreta una Donna Assunta, una moderna Sibilla bloccata a letto, e Angela Pagano nel piccolo ruolo finale di custode della cappella Sansevero.[13]

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Le scale di accesso alla farmacia degli incurabili, dove Adriana comunica a Pasquale i presunti numeri scritti da Andrea sullo specchio del bagno.

Le riprese si sono svolte interamente a Napoli e sono iniziate il 13 maggio 2017.[6][14] Il 1º luglio 2017, con un post su Facebook, Özpetek annuncia la fine delle riprese.[15]

Le riprese sono state effettuate in vari luoghi della città di Napoli. È stata scartata dal regista l'iniziale ipotesi di girare qualche scena anche al cimitero delle fontanelle, per poi rinunciare definendolo una location fin «troppo abusata».[3] Sono stati mantenuti invece altri luoghi famosi della città. Alcune scene sono state girate al museo archeologico nazionale di Napoli, in particolare nella "stanza segreta" dove Adriana ha appuntamento con Andrea; l'interno e l'esterno della farmacia degli incurabili, dove lavora Pasquale; nel castel dell'Ovo, dove si svolge la scena della tombola vajassa tra femminielli; la Galleria Principe dove suonano i bottari, gli amici di Pasquale, Adriana e Catena; e la cappella Sansevero, dove si ambienta l'ultima parte del film.[16]

Sono state inoltre effettuate riprese in alcune stazioni della metro di Napoli: Garibaldi, Municipio, Toledo (dove Adriana vede per la prima volta Luca) e Università.[10] Le scene della santona Donna Assunta sono invece state girate nell'ex convento napoletano vicino via San Nicola al Nilo, oggi Santa Fede Liberata.[16]

La scala elicoidale di palazzo Mannajuolo

Mentre per creare l'appartamento della protagonista Adriana, Özpetek ha usato l'abitazione privata di una sua amica, «che si è prestata a farsela riarredare compleamente» dallo scenografo, per esigenze cinematografiche.[10][5]

Come casa di Adele, zia di Adriana, il regista ha unito una serie di elementi provenienti da luoghi diversi. Le scene all'interno dell'appartamento sono state girate a palazzo Sanchez de Leon già apparso al cinema come set di soli due film: L'oro di Napoli e Viaggio in Italia, appartenente al principe Caracciolo, che ha dato il permesso ad Özpetek, di cui è diventato amico, di utilizzare il proprio palazzo come set.[7][17][5]

La parte esterna dell'abitazione, in particolare le scale per accedere all'appartamento di Adele, sono quelle di palazzo Mannajuolo, edificio del quartiere Chiaia. Le scale sono state progettata dall'architetto Giulio Ulisse Arata in collaborazione dell'ingegnere Giuseppe Mannajuolo nel periodo 1909-1911. Altro luogo vicino l'abitazione di Adele secondo il film è Piazza del Gesù Nuovo: Adriana attraversa infatti molto spesso la piazza per vistare o uscire da casa di sua zia.[16]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora è interamente curata dal musicista e compositore Pasquale Catalano. L'album della colonna sonora è stato pubblicato il 28 dicembre 2017, stesso giorno della distribuzione del film, su etichetta Fenix Entertainment/ Warner Chappell Music Italiana.[18]

Nell'album è presente il brano Vasame di Enzo Gragnaniello, interpretato da Arisa in lingua napoletana. Ferzan Özpetek ha raccontato di aver sentito per la prima volta la canzone eseguita da Peppe Barra accompagnato dalla chitarra, dopo una cena a casa di quest'ultimo durante il periodo di riprese.[2] Rimanendo impressionato dalla canzone, il regista ha voluto inserirla nel film, ma la casa discografica gli ha richiesto un'interprete femminile. Özpetek ha dunque contattato Arisa, cantante da lui apprezzata particolarmente e con cui era già in contatto, chiedendole un'interpretazione intensa con una voce che arriva a sforzarsi.[2][19]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. ArisaVasame – 4:12
  2. Pasquale CatalanoNapoli velata – 2:42
  3. Pasquale Catalano – Decumano inferiore – 5:59
  4. Souad MassiGhir Enta – 5:05
  5. Pasquale Catalano – Adriana – 2:57
  6. Pasquale Catalano – Museo archeologico – 4:22
  7. Pietra MontecorvinoSenza voce – 2:29
  8. Pasquale Catalano – Il corpo mirabile – 3:28
  9. Pasquale Catalano – Obitorio – 0:29
  10. Stany Roggiero & I Bottari della Cantica Popolare – Ritmo terra e cuore – 1:34
  11. Pasquale Catalano – Stazione toledo – 2:13
  12. Pasquale Catalano – Luca – 3:32
  13. Pierre Terrasse – Sexy rouge – 3:25
  14. Pasquale Catalano – Porta Nolana – 1:37
  15. Pasquale Catalano – Cappella Sansevero – 1:37
  16. Lino CannavacciuoloTanos – 4:38
  17. Pasquale Catalano – Lost Adriana – 2:56

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

« Un incontro, un delitto, una città piena di segreti. »

(Slogan del film[20])

Il primo teaser trailer del film viene diffuso il 27 ottobre 2017[21] seguito il 13 novembre successivo dal primo teaser poster, raffigurante l'occhio porta fortuna, oggetto che ha un ruolo incisivo nella trama del lungometraggio.[22]

Il trailer esteso è stato diffuso il 24 novembre 2017[23] a cui segue il 30 novembre la pubblicazione della locandina ufficiale raffigurante Giovanna Mezzogiorno e Alessandro Borghi.[24] Il 15 dicembre 2017 sono stati infine pubblicati i character poster dei personaggi interpretati da Mezzogiorno e Borghi.[20]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

La pellicola è stata distribuita in 350 copie nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 28 dicembre 2017.[4]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Nel primo fine settimana di programmazione nelle sale cinematografiche, il film ha debuttato al quarto posto con un incasso di 1.560.503 €.[25]

Espedienti narrativi[modifica | modifica wikitesto]

Essenziale nel film è il tema del velo, a cui il regista ha dato estrema importanza. Utilizzato durante il rito apotropaico della "figliata" dei femminielli, a cui Özpetek ha potuto assistere e che ha inserito nel lungometraggio, il velo permette di intravedere soltanto il momento culminante con il parto: «La verità non va guardata in faccia nuda e cruda ma la devi sentire, intuire. Il velo non occulta, ma svela.»[1]

Il tema ricorre in tutto il film ed è possibile trovarlo nell'ospedale degli incurabili, dove Pasquale, il personaggio interpretato da Peppe Barra, fa da guida turistica e spiega che il percorso esoterico d'iniziazione massonica con cui l'edificio era stato costruito attraversava un velo scolpito sorretto da tre angioletti, rappresentante i misteri della magia e dell'alchimia, per poi concludersi davanti al bassorilievo dorato raffigurante un utero velato.[5] Infine la scena finale del film si svolge nella cappella Sansevero, ideata dal famoso studioso e alchimista Raimondo di Sangro, in cui è posta la celeberrima scultura del Cristo velato realizzata da Giuseppe Sanmartino nel 1753.[4]

Altro tema affrontato dal regista è quello simbolico della scala , da lui definita «un elemento ricorrente di Napoli». Citando il film Passion di Brian De Palma, nel prologo Özpetek inquadra vorticosamente una scala di palazzo Mannajuolo, che psicologicamente secondo il regista «richiama l’utero, l’occhio, la coscienza», tutte componenti toccate a più riprese nel film.[7] Alcuni critici hanno visto nell'introduzione del film un omaggio ai film di Alfred Hitchcock e ai gialli anni settanta di Dario Argento, come Profondo rosso.[26][27][28]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Vania Garzillo, Napoli velata, arriva nei cinema il nuovo film di Ferzan Ozpetek, abitarearoma.net. URL consultato il 14 dicembre 2017.
  2. ^ a b c d Ferzan Ozpetek a DJCI: Perché ho voluto Alessandro Borghi nel mio film, deejay.it. URL consultato il 31 dicembre 2017.
  3. ^ a b c d Rossella Grasso, Ozpetek al MANN: «Napoli città magica di cui ci si innamora al volo», ilmattino.it. URL consultato il 30 dicembre 2017.
  4. ^ a b c Ozpetek, la mia Napoli velata è femmina, ansa.it. URL consultato il 29 dicembre 2017.
  5. ^ a b c d e f g h i j Marta Maiorano, "Napoli velata": la conferenza stampa, ecodelcinema.com. URL consultato il 30 dicembre 2017.
  6. ^ a b Ferzan Özpetek annuncia il suo nuovo film dal titolo Napoli velata, comingsoon.it. URL consultato il 27 ottobre 2017.
  7. ^ a b c Ferzan Ozpetek presenta Napoli velata: «Stregato da una città di cui è impossibile non innamorarsi», bestmovie.it. URL consultato il 30 dicembre 2017.
  8. ^ a b "‘Napoli velata’, Ferzan Ozpetek: “Il mio film svela unʼinedita Giovanna Mezzogiorno”", today.it. URL consultato il 1º gennaio 2018.
  9. ^ a b c Andrea Cauti, Ozpetek, sesso morte e magnifiche presenze nella sua 'Napoli velata', agi.it. URL consultato il 1º gennaio 2018.
  10. ^ a b c Ferzan Ozpetek, «Napoli Velata»: il diario di Ferzan Ozpetek dal set, vanityfair.it. URL consultato il 3 gennaio 2018.
  11. ^ Camillo De Marco, La Napoli velata di Ferzan Özpetek, cineuropa.org. URL consultato il 2 gennaio 2018.
  12. ^ Andrea Jelardi, Giordano Bassetti, Queer TV. Omosessualità e trasgressione nella televisione italiana, F. Croce, 2006, p. 55.
  13. ^ a b c Ilaria Urbani, La “Napoli velata” che fa innamorare il grande cinema, napoli.repubblica.it. URL consultato il 2 gennaio 2018.
  14. ^ «Napoli velata», al via le riprese del film di Ozpetek in città, ilmattino.it. URL consultato il 16 novembre 2017.
  15. ^ Cinema, Ozpetek: finite le riprese di "Napoli velata", rainews.it. URL consultato il 16 novembre 2017.
  16. ^ a b c Teresa Monaco, Napoli velata dov'è stato girato? Itinerario delle location del film, cinematographe.it. URL consultato il 6 gennaio 2018.
  17. ^ 'Napoli velata', eros e melodramma: Ozpetek racconta una donna e un mistero, repubblica.it. URL consultato il 30 dicembre 2017.
  18. ^ Napoli velata – Colonna Sonora Film 2017 di Ferzan Ozpetek, mbmusic.it. URL consultato il 30 dicembre 2017.
  19. ^ Arisa - Vasame (Radio Date: 29-12-2017), su EarOne. URL consultato il 30 dicembre 2017.
  20. ^ a b Napoli velata: ecco i character poster di Giovanna Mezzogiorno e Alessandro Borghi, su comingsoon.it, 15 dicembre 2017. URL consultato il 2 gennaio 2018.
  21. ^ Filmato audio Warner Bros. Italia, Napoli Velata - dal 28 Dicembre al cinema il nuovo film di Ferzan Ozpetek, su YouTube, 27 ottobre 2017. URL consultato il 27 ottobre 2017.
  22. ^ Matteo Tosini, Napoli Velata: un occhio ci osserva dal poster del nuovo film di Ferzan Ozpetek, badtaste.it, 13 novembre 2017. URL consultato il 2 gennaio 2018.
  23. ^ Filmato audio Warner Bros. Italia, NAPOLI VELATA - Trailer Ufficiale, su YouTube, 24 novembre 2017. URL consultato il 24 novembre 2017.
  24. ^ Napoli Velata: un nuovo poster con Giovanna Mezzogiorno e Alessandro Borghi, badtaste.it, 30 novembre 2017. URL consultato il 2 gennaio 2018.
  25. ^ Coco al top del box office italiano, ANSA, 2 gennaio 2018. URL consultato il 2 gennaio 2018.
  26. ^ Cinzia Romani, Sesso, "mala" e note: la Napoli di Ozpetek, ilgiornale.it. URL consultato il 30 dicembre 2017.
  27. ^ Andrea Cauti, Ozpetek, sesso morte e magnifiche presenze nella sua 'Napoli velata', agi.it. URL consultato il 30 dicembre 2017.
  28. ^ Francesco Alò, Napoli Velata, di Ferzan Ozpetek - Recensione, youtube.it. URL consultato il 30 dicembre 2017.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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