Eugenius Amiratus
| Eugenius Amiratus | |
|---|---|
| Nascita | Palermo, 1130 circa |
| Morte | 1202 |
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Eugenius Amiratus ossia Eugenio di Palermo, o Eugenius Siculus, in greco Εὐγενής Εὐγένιος ὁ τῆς Πανόρμου (Palermo, 1130 circa – 1202) è stato un traduttore italiano, ammiraglio (amiratus) del Regno di Sicilia alla fine del XII secolo.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Di origine greca, ma nato a Palermo, ebbe solida istruzione, tanto da essere definito da un suo contemporaneo[1] "il più versato in greco e in arabo, e tutt'altro che inesperto in latino".
La famiglia di Eugenio aveva da varie generazioni ruoli importanti nell'amministrazione degli Altavilla. Egli era figlio infatti dell'ammiraglio Giovanni e nipote di un altro ammiraglio che portava il suo stesso nome.[2]
Servì sotto Guglielmo il Buono prima di essere elevato al rango di ammiraglio nel 1190.[3] I suoi immediati doveri erano quelli di responsabile dell'Amministrazione delegata al controllo dei conti statali - il diwan (latinizzato in duana o dohana) - acquisendo presto il titolo di magister duane baronum[4] nel settembre 1174, quando fu inviato dal re a Salerno per verificare i conti dei balivi regi e per autorizzare la vendita di proprietà a favore dello stratigotus, così che questi potesse saldare un debito.[5]
Quantunque non siano noti con precisione i suoi compiti istituzionali di magister, egli aveva anche l'incarico di far scrivere e diffondere i signacula di Guglielmo II coi quali si indicava il dovere di pedaggio a chi traversasse ogni ponte, strada e guado dei domini reali (aprile 1187).[6] Eugenius determinò i confini delle terre della chiesa di Santa Sofia a Benevento nel 1175 e agì da arbitro in una disputa confinaria tra Ravello e Amalfi a Nocera nel 1178 e nel settembre di quello stesso anno a Minori. In tali occasioni figura come magister regie dohane baronum et de secretis.[6] A quel tempo figura aver operato sotto Gualtiero II di Modica.[6]
Servì con pari lealtà Tancredi, prima di trasferirsi nell'amministrazione degli Hohenstaufen, sotto Costanza d'Altavilla ed Enrico VI. Fu falsamente accusato di aver cospirato ai danni dell'Imperatore Enrico VI e fu per questo tenuto per breve tempo prigioniero in Germania.
Opere
[modifica | modifica wikitesto]Eugenius fu un ottimo traduttore e poeta, ed è stato persino ipotizzato che fosse lui stesso a usare come pseudonimo il nome di Ugo Falcando (Hugo Falcandus), un cronista che scrisse un'opera riguardante i fatti avvenuti a Palermo tra il 1154 e il 1169.[3] A tal fine occorre sottolineare che Eugenius - al di là dell'ipotesi, che resta indimostrabile - era certamente in posizione ideale per scrivere una cronaca.
Verso il 1154 curò una traduzione dall'arabo al latino dell'Ottica di Tolomeo, che sopravvive in una ventina di manoscritti.[7] Tradusse anche la Sibilla eritrea (Erythraeon) dal greco in latino, la cui unica sopravvivenza può essere rintracciata nelle copie del XIII secolo delle profezie di Gioacchino da Fiore.[8] È anche associato alla diffusione in Occidente della bella favola sanscrita Kalila e Dimna (tradotta in greco almeno dalla fine del secolo XI).
Il greco era in effetti la sua lingua materna. In tale lingua scrisse poesie: ne rimangono ventiquattro, di mediocre qualità, in un manoscritto del XIV secolo. Eugenio adottò uno stile che allora era di moda a Costantinopoli.[9] I poemi consentono di dare uno sguardo superficiale alla sua vita e ai suoi tempi e dimostrano la sua intimità con Guglielmo il Malo e il suo legame con le comunità religiose greche di Brindisi e Messina. Scrisse un poema in cui lamentava il suo imprigionamento tedesco, biasimando il cattivo stato del mondo, assumendo un consolatorio approccio filosofico.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Si tratta dell'anonimo traduttore latino dell'Almagesto di Tolomeo, cit. da Houben, p. 99,: "virum tam grece quam arabice lingue peritissimum, latine quoque non ignarum".
- ↑ Ibid., p. 150.
- 1 2 Norwich, p. 406.
- ↑ Maestro del diwan dei baroni. Il titolo latino compare anche come magister regie dohane baronum negli ultimi documenti.
- ↑ Matthew (1992), p. 225.
- 1 2 3 Matthew (1992), p. 226.
- ↑ Matthew (1992), p. 118.
- ↑ Matthew (1992), p. 115.
- ↑ Matthew (1992), p. 119.
Bibliografia
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- John Julius Norwich, The Kingdom in the Sun 1130-1194, London, Longman, 1970.
- (EN) Donald Matthew, The Norman Kingdom of Sicily, collana Cambridge Medieval Textbooks, Cambridge University Press, 1992 [giugno 1992], DOI:10.1017/CBO9781139167741, ISBN 978-1139167741.
- Hubert Houben, (tradotto da Graham A. Loud e Diane Milburn), Roger II of Sicily: Ruler between East and West, Cambridge University Press, 2002.
- Vera Falkenhausen, Eugenio da Palermo, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 43, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1993. URL consultato il 12 giugno 2018.
- Evelyn Jamison, Admiral Eugenius of Sicily, his Life and Work and the Authorship of the Epistola ad Petrum and the Historia Hugonis Falcandi Siculi, Londra, 1957.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]| Controllo di autorità | VIAF (EN) 22494449 · ISNI (EN) 0000 0001 1064 4895 · CERL cnp00165760 · LCCN (EN) n89623879 · GND (DE) 100940730 · J9U (EN, HE) 987007260794805171 |
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