Ernesto Carbone

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Ernesto Carbone
Ernesto Carbone daticamera.jpg

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XVII
Gruppo
parlamentare
Partito Democratico
Coalizione Italia. Bene Comune
Circoscrizione III (Lombardia 1)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico PD (2007-2019)
IV (dal 2019)
Titolo di studio laurea in giurisprudenza
Professione avvocato

Ernesto Carbone (Cosenza, 25 giugno 1974) è un avvocato e politico italiano.

Ex membro della Segreteria nazionale del Partito Democratico, dove era responsabile pubblica amministrazione e Made in Italy.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver conseguito la laurea in giurisprudenza all'Università di Bologna nel 1998 con tesi di laurea in diritto costituzionale dal titolo “il finanziamento pubblico dei partiti politici” (relatore Prof. Augusto Antonio Barbera)[1], dal 2001 al 2004 ha lavorato con ruoli diversi in Nomisma, la società di consulenza bolognese fondata da Romano Prodi[2]; Dal febbraio 2002 è iscritto all'Ordine degli Avvocati[3]; Tra il 2004 e il 2005 è direttore delle relazioni istituzionali di Alma Graduate School dell’Università di Bologna[3]; Tra il 2005 e il 2008 ricopre l’incarico di direttore generale della Fondazione “Governare Per” guidata da Romano Prodi, qualche anno più tardi trasformatasi in "Fondazione per la collaborazione tra i popoli"[2]; Carbone è stato da aprile 2012 ad aprile 2013 presidente e amministratore delegato della SIN Spa,[4] la società pubblica controllata dall'Agenzia per le erogazioni in agricoltura. La SIN Spa si occupa di sviluppare e gestire il sistema informativo agricolo nazionale (SIAN) ed ha, come soci di minoranza, IBM, AlmavivA, Telespazio, Agriconsulting e Cooprogetti.[5]

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1998 e il 2000 è membro della segreteria tecnica del Ministero per le Politiche Agricole e Forestali, nel ruolo di esperto di problemi giuridici relativi all’impresa e nello stesso tempo è assistente del presidente della Commissione europea[3].

Tra il 1999 ed il 2000 è membro del gruppo di lavoro della Presidenza del Consiglio dei ministri, per il coordinamento della Missione Arcobaleno in Albania, città di Durazzo e Kukes[3].

Tra il 1999 ed il 2000 è membro del nucleo di supporto tecnico del Ministero per le Politiche Agricole e Forestali (d.m. n.34307/1366 a. 1999)[3].

Da gennaio ad aprile 2000, membro del nucleo di valutazione e verifica degli investimenti pubblici L. 144 del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali (d.m. n.31877/1158 a.2000)[3].

Tra il 2006 e il 2008 assume il ruolo di capo della segreteria particolare dell’allora ministro per le politiche agricole Paolo De Castro[2]

Tra il 2009 e il 2012 ha collaborato con la Presidenza della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo[3].

Alle elezioni politiche del 2013 viene eletto deputato della XVII legislatura della Repubblica Italiana nella circoscrizione III Lombardia per il Partito Democratico. A Montecitorio è componente della Commissione Finanze e della Commissione Giurisdizionale per il personale della Camera dei deputati.

Dal settembre 2014 è Responsabile nazionale del Partito Democratico con delega alla Pubblica Amministrazione, innovazione e Made in Italy nella 2º Segreteria "unitaria" del Segretario Matteo Renzi.[6] È vicino alla corrente dei renziani.

È stato vicepresidente della Fondazione Italia USA dal 2014 al 2018, ed è stato anche il responsabile delle politiche istituzionali della Fondazione VeDrò.[7]

Alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 è candidato al Senato della Repubblica in Emilia-Romagna, ma non viene eletto.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

La testata Il Fatto quotidiano ha pubblicato a febbraio 2014 un articolo che evidenzia e critica le spese di rappresentanza ingiustificate dell'allora presidente e amministratore delegato di SIN Spa.[8] Carbone ha querelato i giornalisti e dichiarato che lui ha invece ridotto le spese della società.[9][10]. Citato in tribunale da SIN Spa per l’azione di responsabilità per spese personali finanziate con la carta di credito aziendale, Carbone è stato assolto nell'aprile del 2017 con la motivazione che tali spese non hanno causato alcun danno al patrimonio di Sin, in quanto esse sono state rimborsare da Agea, socio pubblico di maggioranza della stessa società[11]. Dopo il fallimento del referendum abrogativo sulle trivelle del 17 aprile 2016 per mancato raggiungimento del quorum previsto, Carbone pubblicò un tweet su Twitter in cui irrideva i cittadini che avevano votato a favore dell'abrogazione, suscitando un certo clamore mediatico ed alcune polemiche.[12][13]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Curriculum vitae Ernesto Carbone (PDF), su politicheagricole.it.
  2. ^ a b c chi e', chi non e' e chi si crede di essere ernesto carbone, il piddino del 'ciaone' al referendum, su dagospia.com. URL consultato il 14 settembre 2016.
  3. ^ a b c d e f g Curriculum (PDF), su politicheagricole.it.
  4. ^ http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/12/carbone-pd-spese-per-viaggi-cene-sin-spa-rivuole-soldi-atto-ritorsivo/1269428/
  5. ^ http://www.economyup.it/innovazione/1644_ernesto-carbone-l-innovazione-ombra-del-pd.htm
  6. ^ http://www.partitodemocratico.it/segreteria/
  7. ^ L'elenco dei membri della Fondazione VeDrò Archiviato l'8 maggio 2016 in Internet Archive.
  8. ^ http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/19/il-sin-vacanze-a-spese-pubbliche-lonorevole-carbone-restituisca-i-soldi/886612/
  9. ^ http://www.gadlerner.it/2013/12/27/il-deputato-pd-ernesto-carbone-querela-il-fatto-quotidiano
  10. ^ Copia archiviata, su espresso.repubblica.it. URL consultato il 17 settembre 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  11. ^ Viaggi e cene con carta aziendale, Ernesto Carbone assolto: Sin condannata a pagare spese di lite, su Il Fatto Quotidiano, 12 maggio 2017. URL consultato il 5 giugno 2017.
  12. ^ Agnese Ananasso, Referendum trivelle, Carbone twitta 'ciaone' e scatena polemica nel Pd, in La Repubblica, 17 aprile 2016. URL consultato il 15 marzo 2017.
  13. ^ Redazione dell'Huffington Post, Referendum, Ernesto Carbone lancia l'hashtag #ciaone contro chi ha votato. Sinistra Italiana: "Arroganti", in L'Huffington Post, 17 aprile 2016. URL consultato il 15 marzo 2017.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]