Elezioni parlamentari in Islanda del 2016

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Elezioni parlamentari in Islanda del 2016
Stato Islanda Islanda
Data 29 ottobre
Votanti 79,19 %
Bjarni Benediktsson vid Nordiska Radets session i Stockholm.jpg Katrin Jakobsdottir, undervisnings- forsknings- og kulturminister i Island, samt samarbejdsminister i Nordisk Ministerrad.jpg Birgitta Jonsdottir 2015.jpg
Leader Bjarni Benediktsson Katrin Jakobsdottir Birgitta Jonsdottir
Partito Partito dell'Indipendenza Sinistra - Movimento Verde Partito Pirata
Voti 54.940
29,0 %
30.166
15,9 %
27.449
14,5 %
Seggi 21 10 10
Differenza % Green Arrow Up.svg2,3% Green Arrow Up.svg5.0% Green Arrow Up.svg9.4%
Differenza seggi Green Arrow Up.svg2 Green Arrow Up.svg3 Green Arrow Up.svg7
Primo ministro
Bjarni Benediktsson (Partito dell'Indipendenza)
Left arrow.svg 2013 2020 Right arrow.svg

Le elezioni parlamentari in Islanda del 2016 si sono tenute il 29 ottobre.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Quadro politico[modifica | modifica wikitesto]

Le elezione si sono svolte in anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato, che si sarebbe concluso nel 2017, a causa delle dimissioni del precedente primo ministro Sigmundur Davíð Gunnlaugsson, appartenente al Partito Progressista, coinvolto nello grande scandalo dei Panama Papers e sostituito temporaneamente alla guida del governo da Sigurður Ingi Jóhannsson del suo stesso partito.

I risultati[modifica | modifica wikitesto]

La tornata elettorale hanno visto prevalere il Partito dell'Indipendenza guidato da Bjarni Benediktsson, che ha ottenuto 21 seggi migliorando leggermente rispetto al risultato delle precedenti elezioni e staccando gli alleati del Partito Progressista, guidato dal premier uscente Jóhannsson, crollati ad 8 deputati dopo aver perso più di metà dei propri voti.

Rilevanti sono stati anche i risultati del Partito Pirata e del Sinistra - Movimento Verde, presentatisi alle elezioni in coalizione, che hanno ottenuto 10 rappresentati cadauno. Completano il quadro i Viðreisn (trad. Rinascita) neonata formazione di centro/centro-destra nata da una costola staccatasi dal Partito dell’Indipendenza con 7 deputati, la formazione europeista Futuro Luminoso con 4 seggi e i Socialdemocratici, scesi ad appena 3 rappresentanti.

I nuovi partiti Dawn e Partito del Popolo ottengono buoni risultati pur non ottenendo propri rappresentanti nell'Althing.

Di seguito i risultati in dettaglio:

Liste Leader Voti  % Seggi Differenza (%)
Green Arrow Up.svg/Red Arrow Down.svg
Seggi[1]
Green Arrow Up.svg/Red Arrow Down.svg
Partito dell'Indipendenza Bjarni Benediktsson 54990 29 % 21 Green Arrow Up.svg2.3 % Green Arrow Up.svg2
Sinistra - Movimento Verde Katrin Jakobsdottir 30166 15,9 % 10 Green Arrow Up.svg5.1 % Green Arrow Up.svg3
Partito Pirata Birgitta Jonsdottir 27449 14,5 % 10 Green Arrow Up.svg9.4 % Green Arrow Up.svg7
Partito Progressista Sigurður Ingi Jóhannsson 21791 11,5 % 8 Red Arrow Down.svg12.9 % Red Arrow Down.svg11
Rinascita Benedikt Jóhannesson 19870 10,48 % 7 (Nuovo Partito) Green Arrow Up.svg10.5 % Green Arrow Up.svg7
Futuro Luminoso Óttarr Proppé 13578 7,2 % 4 Red Arrow Down.svg1.5 % Red Arrow Down.svg2
Alleanza Oddný G. Harðardóttir 10983 5,7 % 3 Red Arrow Down.svg7.1 % Red Arrow Down.svg6
Partito del Popolo Inga Sæland 6707 3,54 % - (Nuovo Partito) Green Arrow Up.svg3.54 % Straight Line Steady.svg
Dawn 3275 1,73 % - (Nuovo Partito) Green Arrow Up.svg1.73 % Straight Line Steady.svg
Fronte popolare islandese Þorvaldur Þorvaldsson 575 0,30 % - Green Arrow Up.svg0.24 % Straight Line Steady.svg
Fronte Nazionale islandese Helgi Helgason 303 0,16 % - (Nuovo Partito) Green Arrow Up.svg0.16 % Straight Line Steady.svg
Partito Umanista Júlíus Valdimarsson 33 0,02 % - Red Arrow Down.svg0.05 % Straight Line Steady.svg
Schede nulle/bianche 5574 2,86 % -
Totale votanti 195204 79,19[2] 63

[3]

Dopo il voto[modifica | modifica wikitesto]

Nessuno dei due blocchi principali - la coalizione uscente di centro-destra del Partito dell'Indipendenza e del Partito Progressista, e l'opposizione di centro-sinistra (Sinistra - Movimento Verde, Pirati, Futuro Luminoso e Alleanza) - si è assicurato la maggioranza assoluta, lasciando la nuova formazione centrista Rinascita come possibile ago della bilancia.

Il leader del Partito dell'Indipendenza, Bjarni Benediktsson, ha espresso una preferenza per una coalizione di tre parti, anche se senza chiarire quali. Il Partito Pirata ha proposto una coalizione di cinque parti con i Verdi, i socialdemocratici di Alleanza, Futuro Luminoso e Rinascita, avendo già escluso un'alleanza con uno dei due membri della coalizione avversaria. Il Partito Pirata ha poi suggerito una coalizione di minoranza formata dai Verdi, Futuro Luminoso e Rinascita, con il supporto esterno dei socialdemocratici, al fine di semplificare il processo di formazione del governo.

Il leader di Rinascita, Benedikt Jóhannesson, ha escluso una coalizione tripartito con il Partito dell'Indipendenza e Partito Progressista. Rinascita non hanno escluso il sostegno del blocco di centro-sinistra.

Il 2 novembre, il presidente Guðni Thorlacius Jóhannesson conferì il mandato di formare un governo di maggioranza a Benediktsson. In data 11 novembre, il Partito dell'Indipendenza, Futuro Luminoso e Rinascita sono entrati in trattative per formare una coalizione ma i tre partiti non sono riusciti a concordare un'intesa sul programma economico riguardante il settore ittico islandese e su un eventuale referendum riguardante l'adesione dell'Islanda all'Unione europea.

Il 17 novembre, il mandato di formare un governo di maggioranza fu affidato a sua volta dato alla leader di Sinistra - Movimento Verde, Katrín Jakobsdóttir, che ha avviato colloqui con Futuro Luminoso, Rinascita, i pirati, e socialdemocratici, e il 19 novembre le cinque parti hanno accettato di avviare una trattativa formale per formare una coalizione. Il 24 novembre, tuttavia, i colloqui sono falliti ed anche Jakobsdóttir ha formalmente rinunciato al mandato presidenziale.

Il 2 dicembre, il mandato di formare un governo di maggioranza è stato dato al leader del Partito Pirata, Birgitta Jónsdóttir, ma anche lei non è riuscita a formare un governo. A questo punto il presidente Jóhannesson ha deciso di non conferire un nuovo mandato chiedendo ai dirigenti dei partiti di discutere la questione in modo informale.

Il 2 gennaio 2017, il Partito dell'Indipendenza ha iniziato colloqui ufficiali su un possibile accordo di coalizione nuovamente con Futuro Luminoso e Rinascita. Il quotidiano Morgunblaðið ha anche riferito che i Verdi e il Partito Progressista avevano discusso di possibili offerte di coalizione con il Partito dell'Indipendenza. Una nuova coalizione è stata costituita, il 10 gennaio 2017, tra Partito dell'Indipendenza, Futuro Luminoso e Rinascita con Bjarni Benediktsson che è divenuto Primo Ministro l'11 gennaio 2017.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ differenza seggi con precedente consultazione
  2. ^ degli aventi diritto
  3. ^ Risultati Ufficiali