Sigmundur Davíð Gunnlaugsson

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Sigmundur Davíð Gunnlaugsson
Sigmundur Davíð Gunnlaugsson (cropped).jpg

Primo ministro dell'Islanda
Durata mandato 23 maggio 2013 –
5 aprile 2016
Presidente Ólafur Ragnar Grímsson
Predecessore Jóhanna Sigurðardóttir
Successore Sigurður Ingi Jóhannsson

Dati generali
Partito politico Partito Progressista
Università Università d'Islanda

Sigmundur Davíð Gunnlaugsson (Reykjavík, 12 marzo 1975) è un politico islandese. Ha ricoperto la carica Primo ministro dell'Islanda dal 23 maggio 2013 al 5 aprile 2016, giorno in cui si è dimesso a seguito di imponenti manifestazioni di piazza, in quanto coinvolto nello scandalo Panama Papers. Dai documenti emersi, il premier sarebbe stato collegato ad una società offshore, nella quale avrebbe avuto interessi non dichiarati. La moglie di Gunnalaugsson si sarebbe servita di tali società per investire milioni di dollari.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Suo padre è Gunnlaugur Magnús Sigmundsson, deputato dell'Althing ed ex amministratore delegato della compagnia aerea Icelandair. Trascorre parte della sua infanzia a Washington, all'epoca in cui suo padre, tra il 1982 e il 1985, lavora per la Banca Mondiale.

Dopo aver completato le scuole superiori, a partire dal 1995 studia Scienze economiche e politiche presso l'Università d'Islanda. Compie parte dei suoi studi tra Copenaghen e Mosca; ottiene infine un dottorato in scienze politiche presso l'Università di Oxford.

Nel 2000 inizia a lavorare come giornalista part-time per l'ente radiotelevisivo di stato.

Il 18 gennaio 2009 è stato eletto presidente del Partito Progressista con il 40,9% dei voti, battendo Höskuldur Þórhallsson, fermatosi al 37,9%.

Primo ministro[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2013 è stato nominato primo ministro a seguito della vittoria del Partito progressista e del Partito dell'Indipendenza alle elezioni parlamentari del 2013, che sostengono il suo governo. È diventato così il più giovane Primo ministro della storia islandese e il più giovane premier eletto democraticamente al mondo (il più giovane leader del mondo è infatti il dittatore della Corea del Nord Kim Jong-un).[2]

Il suo governo ha stabilito di tenere un referendum sull'argomento della prosecuzione dei negoziati d'adesione all'Unione europea.[3][4] e il 22 agosto 2013 ha ufficialmente sciolto il comitato per i negoziati di adesione.

Il 13 marzo 2015 ha comunicato il ritiro della domanda di adesione all'Unione Europea.[5][6] A seguito di tale atto, ritenuto da alcuni costituzionali islandesi privo di effetti, perché reso in assenza del sostegno dell'Althing, l'opposizione ha organizzato un partecipato corteo di protesta a Reykjavík volto a denunciare che la sospensione dei negoziati è stata decisa senza consultare il parlamento che nel 2009 aveva votato a favore dell'entrata nell'Unione.[6]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Gran Croce dell'Ordine del Falcone - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine del Falcone
«Per i lavori di pubblica utilità»
— 13 dicembre 2014[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Panama Papers, protesta a Reykjavik: islandesi chiedono dimissioni del premier, su La Repubblica. URL consultato il 5 aprile 2016.
  2. ^ Young guns, su icelandreview.com.
  3. ^ No Islanda no problem, lastampa.it, 24 maggio 2013. URL consultato il 28 maggio 2013.
  4. ^ L’Islanda congela i negoziati con l’Ue, euronews, 23 maggio 2013. URL consultato il 28 maggio 2013.
  5. ^ L'Islanda ha ritirato la sua domanda di adesione all'Unione europea, Internazionale.it, 12 marzo 2015.
  6. ^ a b L’Islanda e l’UE, una storia travagliata, in Il Post.it, 16-03-2015.
  7. ^ Copia archiviata, su falkadb.forseti.is. URL consultato il 24 marzo 2015 (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2015).

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