Partito Pirata (Islanda)

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Partito Pirata
(IS) Píratar
Píratar.png
LeaderBirgitta Jónsdóttir
StatoIslanda Islanda
SedeSigtúni 59 kjallari, 105 Reykjavík
Fondazione24 novembre 2012
IdeologiaDemocrazia diretta[1]
Riforma del diritto d'autore[1]
Libertà di informazione[1]
Partito europeoPartito Pirata Europeo
Affiliazione internazionaleInternazionale dei Partiti Pirata
Seggi Althing
6 / 63
 (2017)
Iscritti1443 (2015)
Sito webwww.piratar.is/

Il Partito Pirata (in islandese: Píratar) è un partito politico islandese fondato nel 2012.

Sostiene la democrazia diretta, la riforma del diritto d'autore, e la libertà di informazione.[1][2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il partito si è presentato per la prima volta alle elezioni parlamentari in Islanda del 2013, ottenendo il 5,1% e 3 seggi al Parlamento[1][3]. Nel marzo 2015 secondo i sondaggi era il primo partito d'Islanda, al 23,9%: nella storia dell'Islanda aveva sempre primeggiato il Partito dell'Indipendenza, che questa volta era dietro al Partito Pirata dello 0,5%.[4] Dopo lo scandalo Panama Papers, nell'aprile 2016 la percentuale si alzò al 43%, con il Partito dell'Indipendenza allo 21.6%.[5] Tutti i Partiti Pirata e lo stesso Rickard Falkvinge accolsero con gioia questi risultati. Nonostante questi dati che facevano pensare ad un assurda ipotetica vittoria del Partito Pirata, alle elezioni del 29 Ottobre 2016 il Píratar prese il 14,48% dei voti per un totale di 10 seggi su 63, dietro solamente ai Verdi (15,31%) e al Partito dell'Indipendenza (29,00%).

Segretari[modifica | modifica wikitesto]

  • Birgitta Jónsdóttir
  • Eva Lind Þuríðardóttir
  • Helgi Hrafn Gunnarsson
  • Jón Þór Ólafsson
  • Smári McCarthy
  • Björn Þór Jóhannesson
  • Jason Scott Katz

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Elezione Voti % Seggi
Parlamentari 2013 9.647 5,10
3 / 63
Parlamentari 2016 27.449 14,48
10 / 63
Parlamentari 2017 18.051 9,20
6 / 63

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e (EN) Parties and elections - Iceland, su parties-and-elections.eu. URL consultato il 28 aprile 2013.
  2. ^ Reflections on Iceland's Election of Pirate MPs da TorrentFreak
  3. ^ (EN) Ernesto, Pirate Party Enters Iceland’s National Parliament After Historic Election Win, TorrentFreak, 28 aprile 2013. URL consultato il 9 maggio 2014.
  4. ^ Alex Hudson, The Pirates becomes the most popular political party in Iceland, in mirror, 19 marzo 2015. URL consultato il 14 gennaio 2017.
  5. ^ Almost half of Icelandic nation now want the Pirate Party. URL consultato il 14 gennaio 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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