Divino Afflante Spiritu

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Divino Afflante Spiritu
Lettera enciclica
Stemma di Papa Pio XII
Pontefice Papa Pio XII
Data 30 settembre 1943
Anno di pontificato V
Traduzione del titolo Per intercessione del divino spirito ispiratore
Numero di pagine 13
Enciclica papale nº V di XL
Enciclica precedente Mystici Corporis Christi
Enciclica successiva Orientalis Ecclesiae
« Quell'Enciclica fu davvero un'importante pietra miliare per l'esegesi cattolica »
(Papa Benedetto XVI. Premessa di Gesù di Nazaret (2007), p. 10.)

Divino Afflante Spiritu è la quinta lettera enciclica di papa Pio XII.

L'enciclica ha per oggetto lo studio della Sacra Scrittura, argomento già affrontato dall'enciclica Spiritus Paraclitus di papa Benedetto XV.

Il documento ribadì energicamente il principio secondo cui l'interpretazione autentica della Sacra Scrittura spetta al Magistero della Chiesa, in opposizione agli esegeti postmoderni che intendevano ridurre il ruolo del magistero alle verità di fede e di morale.

A padre Augustin Bea è attribuita una forte influenza nella parte del documento che individua lo scopo principale dell'esegesi nella determinazione del senso letterale del testo. In ogni caso l'enciclica segna anche una disapprovazione per l'ermeneutica simbolica della nouvelle théologie, che, scollata dall'obbedienza al Magistero e dalla teologia scolastica, propugnava un'interpretazione spirituale separata dal senso storico-letterale.[1]

Nel suo primo discorso alla folla, come neo-eletto Pontefice, affacciandosi al balcone antistante Piazza San Pietro, Benedetto XVI ricorse ad un'espressione di questa stessa enciclica ("operai della vigna del Signore") per definire se stesso al principio del proprio pontificato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Roberto de Mattei, Il Concilio Vaticano II. Una storia mai scritta, Torino, 2010, pp. 52-53

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]