Desideria e l'anello del drago

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Desideria e l'anello del drago
Desideria e l' Anello del Drago Logo.png
Il logo della miniserie
PaeseItalia
Anno1995
Formatominiserie TV
Generefantastico, sentimentale
Puntate2
Durata200 min
Lingua originaleitaliano
Rapporto4:3
Crediti
RegiaLamberto Bava
SoggettoGianni Romoli
SceneggiaturaGianni Romoli
Interpreti e personaggi
Doppiatori e personaggi
FotografiaRomano Albani
MontaggioPiero Bozza
MusicheAmedeo Minghi
ScenografiaDavide Bassan, Franco Fumagalli
CostumiMarisa D'Andrea
ProduttoreLamberto Bava, Andrea Piazzesi
Casa di produzioneANFRI S.r.l., Taurus Film, Reteitalia
Prima visione
Dal2 gennaio 1995
Al4 gennaio 1995
Rete televisivaCanale 5

Desideria e l'anello del Drago è una miniserie televisiva italiana di genere fantastico del 1995 diretta da Lamberto Bava, divisa in due puntate da un'ora e mezza l'una, e interpretata da Anna Falchi, Sophie von Kessel, Franco Nero e Joel Beeson.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il Re del drago, un monarca chiamato così a causa dell'anello che porta al dito (che rappresenta il potere assoluto e che reca inciso lo stemma di un dragone), è un guerriero crudele, da anni in lotta con altri sovrani per sottometterli tutti al suo dominio. La storia si apre nel momento in cui il Re sconfigge e uccide re Karl, il padre del Principe Victor che, ancora bambino ed ormai senza più un regno, fugge nella foresta. Una volta vinto l'odiato rivale, il Re del drago ed i suoi uomini si mettono in viaggio per fare ritorno, ma per far ciò devono attraversare una cupa foresta. Sennonché qui l'uomo trova una bimba di circa un anno, abbandonata nei boschi, alla mercé dei lupi e della neve. Considerandola un presagio di buon auspicio, egli decide di tenerla con sé e di allevarla come figlia, specialmente dopo che la tormenta di neve si placa magicamente nel momento in cui la bambina smette di piangere. Il Re in ogni caso ha già una figlia sua che un giorno erediterà il trono: la bionda e bella principessa Desideria, di circa sei anni, sempre circondata da chiacchierone e pestifere bambole parlanti, eccetto il pupazzo Sorriso che, al contrario di tutti gli altri giocattoli di Desideria, pare del tutto inanimato (e proprio per questo è il preferito della principessa). Una volta al castello, il Re presenta la neonata alla Regina e suggerisce di metterle nome Selvaggia, in virtù delle sue origini. Anche Desideria assiste non vista alla presentazione della nuova sorellina, ma la sua gioia dura poco, poiché proprio le sue bambole insinuano non solo che tutti vorranno più bene alla nuova arrivata, ma anche che Selvaggia sia la figlia di un potente mago. Benché non creda alle loro parole cattive, Desideria si reca nella stanza di Selvaggia per vederla, ma questa, con una crudeltà ed un'astuzia insolita per una neonata, le morde la mano, mettendosi poi ad urlare e a piangere come una qualunque bambina caduta dalla culla, attirando così il Re che, adirato, punisce duramente Desideria per una colpa che in realtà questa non ha commesso. In realtà, come si intuisce sin dall'inizio, Selvaggia è davvero la figlia di un malvagio Stregone, il Mago delle Tenebre, trasformato in lupo dalla buona Fata del Lago insieme a tutta la sua gente e costretto a vivere sotto queste spoglie sino a che Selvaggia, l'unica ad aver conservato l'aspetto umano, non diverrà regina ottenendo così l'anello del Drago. Affinché l'incantesimo si spezzi, tuttavia, è anche necessario che Selvaggia usi solo le proprie doti umane per ottenere il trono, senza mai ricorrere alla magia nera di cui lei, come tutta la sua famiglia, è dotata. Passano gli anni e, sebbene non si comprenda come, Selvaggia è perfettamente a conoscenza del suo scopo e dei suoi poteri magici e, con l'aiuto di un maligno corvo famiglio, fa di tutto per apparire migliore e più obbediente di Desideria. In molte occasioni, infatti, rovina subdolamente il lavoro della sorella, facendola apparire goffa ed incapace (senza usare la magia ovviamente) e facendola punire continuamente dai genitori. Desideria, tuttavia, in quanto primogenita, continua ad essere la sola erede al trono e ciò nonostante i genitori non credano mai alla sua innocenza ed anche se, a causa del suo animo buono e giusto, molto spesso ella si ribelli apertamente alla crudeltà del Re-padre. Passano altri anni e sia Desideria sia Selvaggia diventano fanciulle da marito e, sebbene le due sorelle sembrino aver abbandonato i dispetti ed i litigi dell'infanzia, in realtà covano entrambe un silenzioso malanimo l'una nei confronti dell'altra: Desideria continua a non fidarsi di Selvaggia, specialmente dopo che questa le mostra i suoi poteri magici per accattivarsi la sua complicità (senza ovviamente rivelarle di essere figlia del Mago delle Tenebre e che è intenzionata ad ottenere l'anello del Drago) e Selvaggia, decisa più che mai a scalzare la sorella, vuole solo approfittare dell'ingenuità di Desideria per screditarla ancora di più agli occhi del Re. L'occasione si presenta quando il sovrano convoca a palazzo tutti i Principi dei regni sconfitti in passato perché partecipino ad un torneo. Il vincitore avrà, come premio, la mano della principessa Desideria ed il trono. Desideria, tuttavia, è innamorata solo del bel principe Victor, il ribelle tenuto prigioniero nelle segrete del castello perché aveva tentato di vendicare la morte del padre. Disperata, perché teme per la vita dell'amato, Desideria chiede l'aiuto di Selvaggia per aiutarlo: la strega fa cadere in un sonno incantato le guardie che sorvegliano la cella del prigioniero e Desideria può così scambiare poche parole ed un bacio con il suo innamorato dopo averlo liberato. Egli però non sa che aspetto abbia la sua liberatrice, né che ella sia in realtà la figlia del suo nemico. L'aiuto di Selvaggia non è senza scopo: la malvagia sorella, infatti, sveglia il Re il quale scopre così l'alto tradimento di Desideria; solo l'intervento materno della regina impedisce all'uomo di compiere un gesto avventato dettato dall'ira contro la figlia. Il principe Victor nel frattempo, fuggito dal castello, è braccato dai soldati del Re e, per salvarsi, si getta da una cascata dove viene soccorso dalla Fata del Lago. Questa, che sa del suo amore per una fanciulla senza volto e del desiderio di giustizia del giovane, gli offre una spada di cristallo: solo essa può annientare il potere del Drago, ma a patto che chi la brandisca accetti di vivere per sempre nel lago rinunciando alla sua vita terrena. Victor ringrazia la buona fata, ma decide di non prendere la spada e di combattere con le sue sole forze il potere del Drago. Nel frattempo Desideria, dopo aver scoperto il complotto orchestrato da Selvaggia a suo danno, conosce i Principi che aspirano alla sua mano, ma lascia disgustata la sala del banchetto dopo aver visto che sono tutti uomini gretti e che aspirano alla sua mano solo per il trono. Decisa a non sposare nessuno di loro, Desideria fugge dal castello dopo essersi vestita da povera, rinunciando così alla corona ed all'anello del drago. Con sé porta solo il pupazzo Sorriso. A questo punto entra in scena Selvaggia: senza Desideria, l'avida sorella esperta nell'arte della magia oscura resta l'unica erede al trono e, poiché i Principi, sobillati dal crudele e maschilista Principe Lisandro, minacciano una nuova guerra se non ci sarà un torneo e una promessa sposa, il Re è costretto a cedere alle loro richieste e a dichiarare che sarà la sua secondogenita Selvaggia la futura regina promessa al campione del torneo. Desideria nel frattempo si trova nel deserto e qui scopre che, a dispetto di ogni apparenza, il suo pupazzo Sorriso non solo può parlare, ma può anche realizzare tre suoi desideri. Nel deserto Desideria incontra anche il Principe Victor, che la salva provvidenzialmente da alcune streghe della sabbia, ma, sebbene il giovane si dimostri dolce e cortese con lei (rivelandole tra l'altro il suo amore per una misteriosa fanciulla di cui non conosce l'aspetto), Desideria si finge muta per non essere riconosciuta e non essere conseguentemente costretta a rivelare al giovane di essere la figlia del Re del drago suo nemico. Victor, però, sente la voce di Desideria proprio mentre lei sta rivelando queste sue preoccupazioni a Sorriso e, ben lungi dall'odiarla, ne ammira ancor più il coraggio ed il senso di giustizia. Quando poi Desideria cade in mano ai ribelli capeggiati da Victor, questi riesce con uno stratagemma a farla parlare e a farle ammettere la sua vera identità. I due si dichiarano finalmente eterno amore a dispetto di ogni ostacolo dovuto al fatto di essere figli di sovrani nemici. Victor a questo punto sta per baciare Desideria, quando crolla a terra svenuto, colpito da un sortilegio: al suo risveglio il giovane Principe dichiara all'allibita Desideria che lui ama follemente solo la principessa Selvaggia e che si recherà al castello per partecipare al torneo e vincere così la sua mano. Selvaggia, infatti, è venuta a conoscenza di un'antica profezia secondo la quale il Re perderà il trono per colpa di un giovane ribelle, ossia Victor. Se, tuttavia, il giovane otterrà il trono come innamorato di Desideria, i piani di Selvaggia potrebbero essere sventati, perché, come è logico, Victor sposerebbe Desideria, riconsegnandole così il trono. Per non rischiare allora, Selvaggia ha deciso di stregare il giovane per far sì che questi ottenga il trono non per sé, o per Desideria, ma per lei. Questa magia inoltre non inficia il risultato a cui mira Selvaggia, perché viene visto come un semplice anatema d'amore. Victor parte così per il castello, deciso a vincere il torneo, inseguito da Desideria che, durante il viaggio, è costretta ad usare uno dei suoi tre desideri per liberarsi da alcuni feroci lupi. Al castello il feroce Principe Lisandro ha sbaragliato tutti i pretendenti e sta per essere dichiarato vincitore, ma giunge Victor che, in virtù delle regole del torneo, viene ammesso alla gara nonostante in passato sia stato fatto prigioniero dal Re e, dopo un'accanita lotta con la spada, batte Lisandro. Selvaggia vorrebbe che le nozze avvenissero subito, non per amore di Victor come ammette ella stessa con il padre, ma perché spasima per diventare regina, sennonché si presenta un cavaliere sconosciuto, coperto da capo a piedi da un'armatura scarlatta, anche lui pretendente al trono. Questi non è altri che Desideria che ha usato il suo secondo desiderio per mascherarsi da cavaliere ed impedire a Victor di sposare Selvaggia. Desideria, infatti, batte Victor e rapisce Selvaggia. Nel deserto poi convince quest'ultima a rivelarle i suoi diabolici piani ed in seguito Desideria stessa svela alla malvagia sorella la sua vera identità. Le due iniziano ad azzuffarsi, ma vengono interrotte da Victor, giunto in soccorso di Selvaggia, il quale non solo non crede alle parole di Desideria per via del maleficio che grava ancora su di lui, ma addirittura minaccia Desideria di morte se mai lei si ripresentasse a corte. Rimasta sola nel deserto, Desideria viene soccorsa dalla Fata del Lago che svela alla giovane il modo di rompere l'incantesimo di Selvaggia e dimostrare così al Re chi sia in realtà quest'ultima: Desideria dovrà baciare Victor e la forza del suo amore spezzerà il sortilegio. Sulle prime il piano di Desideria rischia di essere sventato dal malvagio Principe Lisandro che, scoperta la giovane nei cortili del castello, la cattura e la segrega in una stanza, sperando di poterla sposare dopo le nozze di Victor e Selvaggia. Sorriso tuttavia chiama in aiuto le vecchie bambole della giovane principessa che, dispiaciute per i dispetti passati, liberano la loro padroncina. Desideria riesce dunque ad interrompere il matrimonio tra Selvaggia e Victor e a baciare quest'ultimo, rompendo così il maleficio. Racconta così tutta la verità su Selvaggia. Selvaggia, tuttavia, prova comunque a scaricare le proprie colpe su Desideria, accusando quest'ultima di essere la "vera strega", di aver incantato Victor con il suo bacio e ricordando a tutti le colpe passate della sorella. Il Re, chiamato a scegliere a quale delle due figlie credere, decide che Desideria merita la sua fiducia e che sarà perciò lei a sposare Victor e ad ereditare l'anello del drago. Furibonda, Selvaggia getta la maschera e si mostra per la crudele strega che è: con un incantesimo ghiaccia l'intero castello e tutti i suoi abitanti, eccetto Victor e Desideria che riescono a fuggire. Neppure l'intervento del Mago delle Tenebre, ancora lupo, che rimprovera la figlia di averlo condannato per sempre a rimanere un animale, riesce a placare l'ira della giovane strega. La crudeltà di Selvaggia, però, non è senza conseguenze: la magia nera e l'odio della giovane risvegliano il Drago, l'essenza di ogni male. Questi si impossessa del corpo di Selvaggia e si mette sulle tracce di Desideria, l'unica che l'abbia sempre respinto. Nella foresta si scatena una dura lotta e così Victor è costretto a tornare dalla Fata del Lago per chiedere la spada di cristallo e salvare così l'amata. Anche il Principe, però, rischia di soccombere al fuoco del Drago ed allora è Desideria ad impugnare la spada ed ad uccidere il nemico mortale e l'essenza di ogni male. Al posto del Drago resta così solo Selvaggia che, morente, riconosce i suoi sbagli e chiede perdono alla sorella. Selvaggia tuttavia non muore: la sua gente la accoglie di nuovo, donandole una nuova vita, libera e semplice, nella foresta in mezzo a loro e se ne va sotto forma di lupo con il branco di ex maghi. Desideria vorrebbe allora tornare al castello con Victor, ma solo allora questi le rivela il vincolo che lo lega alla spada di cristallo: prendendola, il giovane ha promesso di lasciare tutto e vivere per sempre negli abissi del lago, nonostante il suo amore per Desideria. Disperata, la principessa è costretta a scegliere: rinunciare per sempre all'uomo che ama, o usare il suo ultimo desiderio per trasformare Sorriso in un sosia di Victor che prenda il posto di quest'ultimo negli abissi. Incoraggiata dalle parole stesse del fedele pupazzo, Desideria opta per quest'ultima soluzione, accettando così di diventare adulta e di assumersi le responsabilità di una vera regina. È Sorriso quindi che, con le sembianze di Victor, prende la spada e si tuffa nel lago, dopo aver augurato ogni bene alla sua migliore amica. La storia finisce con il matrimonio tra Desideria ed il Principe Victor: tutte le profezie si sono avverate ed il bene ha vinto. Ancora una volta, però, il Re chiede alla figlia di accettare, insieme alla corona, anche l'anello, ma per l'ultima volta Desideria rifiuta il monile simbolo di potere e paura (stavolta con l'approvazione paterna) e getta l'anello, ormai un semplice gioiello, tra i tesori della corona, dove, si intuisce, andrà dimenticato.

Simboli e richiami letterari[modifica | modifica wikitesto]

  • Il drago è uno stemma araldico che denota potere e forza. Era anche lo stemma di Re Artù e di suo padre, Uther Pendragon (Pendragon infatti vuol dire "portatore del drago", nome che richiama lo stendardo issato in battaglia da questi due re mitologici). Entrambi, poi, come il Re del film, erano sovrani che avevano sotto il loro dominio altri monarchi e nobili minori.
  • Il drago nella simbologia cristiana è associato al serpente e, come questo rettile, rappresenta il male, il peccato e la tentazione. Anche se il re del film è molto simile, umanamente e politicamente, ad Artù ed ad Uther Pendragon, il potere del drago legato all'anello è, invece, molto più insidioso e nefasto, tanto che, quando Desideria lo getta via nella scena finale, dice addio alla paura, al dolore ed all'infelicità. Il drago inoltre prende possesso del corpo di Selvaggia, quando questa usa la magia a fin di male e la Fata del Lago, quando parla del "fuoco del drago", non allude mai al potere terreno del re che indossa l'anello (per quanto questo sia usato in maniera distorta e crudele), ma ad un'entità più astratta ed assolutamente malvagia. Quando si risveglia, infine, il drago va a cercare Desideria, l'unica che, come una moderna Eva, ha sempre rifiutato l'anello che denotava potere assoluto, sfuggendo la tentazione.
  • Il lupo nel medioevo è sempre stato associato al male ed era anche un animale reietto tra uomini e bestie. Non è un caso che il crudele Mago delle Tenebre e la sua gente siano stati trasformati in questi animali, anche a dimostrazione del loro esilio dal consorzio umano.
  • Anche la Fata del Lago, protettrice di eroi e donatrice di armi magiche, è nota in numerose leggende. Viviana, la Dama del Lago del Ciclo di Re Artù, è sicuramente la più nota di queste figure mitologiche e, come lei che donò Excalibur ad Artù, anche la Fata del Lago del film dona una spada portentosa al principe Victor. Nel Ciclo Bretone inoltre, quando Artù muore, egli deve ridare la spada alle acque e lui stesso viene portato nell'isola incantata di Avalon dove vive Viviana. Victor, prendendo la spada, non muore, ma di fatto dovrà per sempre vivere negli abissi (una sorta di morte simbolica) come Artù e, come quest'ultimo, deve riconsegnare la spada ad impresa compiuta.
  • Il bacio del vero amore che distrugge ogni perfida magia è comune in molte fiabe, come per esempio Biancaneve e la Bella Addormentata.
  • Tutta la storia come molte fiabe è incentrata sulla crescita di Desideria che da bambina legata alle bambole ed agli amici immaginari come il pupazzo Sorriso, cresce e diventa donna, pronta ad assumere il ruolo di regina e a farsi carico delle sue responsabilità di adulta, sino a sostituire i giocattoli e l'amore puerile dell'infanzia (Sorriso) con l'amore più concreto e reale per un uomo, (il Principe Victor).
  • Anche il tema delle due sorelle perennemente in conflitto (una buona e meno amata e l'altra malvagia e preferita dai genitori) è presente in numerosi racconti. Interessante è anche il fatto che, come in alcuni miti norreni, le due sorelle rispecchino rispettivamente due eroine antitetiche legate ai due astri che rappresentano l'una il giorno e l'altra la notte, poiché una è legata al sole ed alla luce ed una alla luna ed all'oscurità. Desideria è chiaramente l'eroina solare: i suoi capelli sono dorati ed i suoi vestiti sono bianchi o di colori caldi (rosa e rosso). Inoltre, nonostante ciò la porti spesso ad essere punita, la giovane principessa non nasconde mai il suo vero "io" e si oppone apertamente agli ordini del padre, dimostrandosi sempre sincera e trasparente. Questa sua ribellione, tuttavia, è costruttiva e volta al progresso ed alla felicità del regno. Al contrario, Selvaggia rappresenta la controparte oscura: i suoi capelli sono castani e veste prevalentemente con abiti blu e viola, richiamanti il buio. Il suo vero "io" è celato da atteggiamenti subdoli, come la notte che nasconde il vero aspetto delle cose, e, a differenza di Desideria, apparentemente sembra seguire le regole, ma in realtà le sfrutta a suo vantaggio per fini personali che sono volti a sovvertire l'ordine del regno per farlo piombare in mano al caos ed al male di suo padre, il Mago delle Tenebre.
  • Anche le donne possono essere eroine e vestire i panni di un uomo. Lamberto Bava si è già cimentato con personaggi simili quando ha realizzato Fantaghirò. Nella letteratura poi la figura della fanciulla che veste i panni del guerriero è stata molto usata sin dall'antichità: nell'"Eneide" si parla della regina guerriera Camilla, mentre nella "Gerusalemme Liberata" c'è la forte amazzone Clorinda, nell'"Orlando Furioso" la coraggiosa Bradamante e, senza andare tanto lontano, si pensi ad Eowyn de "Il Signore degli Anelli". Al contrario di queste figure, però, Desideria non si sente mai a suo agio a combattere o ad usare armi, rimanendo così una figura molto più dolce e femminile. Nella prima parte della storia, infatti, si vede la protagonista ancora bambina studiare le tipiche arti femminili (cucina, cucito, ecc.) che tra l'altro, se non fosse per i dispetti di Selvaggia, le riescono molto bene.
  • Gli anelli erano simbolo di potere già in molti miti norreni ed orientali. Quelli magici poi potevano portare o grande ricchezza e potere, come l'anello del dio Odino, o malasorte e corruzione, come quello di Sigfrido nella Saga dei Nibelunghi e dell'Oro Fatale.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]