De-estinzione

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Lo stambecco dei Pirenei, o bucardo, è stato il primo animale ad essere stato riportato in vita, anche se per pochi minuti, grazie alla de-estinzione.

La de-estinzione, o risurrezione biologica, o ancora revivalismo della specie è il processo di creazione artificiale di un organismo appartenente ad una specie estinta. La clonazione è il metodo più ampiamente conosciuto e proposto, sebbene anche l'allevamento selettivo è stato utilizzato e in alcuni (vedi il caso Quagga) ha portato alcuni risultati. Tecniche simili sono state applicate anche su specie in pericolo.

Nonostante i buoni propositi che si prefigge la de-estinzione, ossia riportare in vita specie animali estintesi in tempi recenti e talvolta sterminate dall'uomo, vi è una notevole controversia su tale pratica,[1] e molti critici affermano che sarebbe meglio concentrarsi sulla conservazione delle specie a rischio d'estinzione, e che gli habitat un tempo occupati dalle specie estinte si sono ormai adattati alla loro assenza.

Metodi[modifica | modifica wikitesto]

Clonazione[modifica | modifica wikitesto]

La clonazione è il metodo maggiormente conosciuto ma allo stesso tempo quello più criticato, come opzione per riportare alla vita specie estinte. I fautori di tale metodo comprendono il suo autore Stewart Brand, e alcune delle specie proposte per tale metodo comprendono la colomba migratrice e il mammut lanoso.[2][3] Tale procedimento implica l'estrazione di DNA originale dell'animale prelevato da esemplari imbalsamati o perfettamente conservati. Tale materiale genetico verrebbe poi inserito all'interno dell'utero di madri surrogate che nel caso dei sopracitati animali rappresenterebbero gli animali più vicini filogeneticamente, quindi rispettivamente un piccione domestico per la colomba migratrice e l'elefante indiano per il mammuth lanoso.[4][5]

Un grafico del processo utilizzato per la clonazione dello stambecco dei Pirenei, nel 2003. Il DNA dell'animale estinto è stato prelevato dall'ultima femmina rimasta in vita, di nome Celia in seguito deceduta. Il DNA è stato impiantato artificialmente nell'utero di una capra (Capra hircus). I geni di capra sono stati rimossi per garantire una prole di stambecchi dei Pirenei puri.

Un team di scienziati russi e sudcoreani, da tempo (aprile 2013), stanno progettando alcune fasi della clonazione dei mammuth lanosi con l'idea di utilizzare un elefante asiatico femmina come madre surrogata. Grazie al ritrovamento di esemplari di mammuth ben conservati, congelati all'interno dei ghiacci della Siberia, è stato possibile estrarre buone quantità di tessuto organico e, da questo, il materiale genetico. Sebbene alcuni critici hanno posto il problema di dove alloggiare un simile animale in un ecosistema in cui esso si è estinto, è stato proposto che tali animali potranno essere reintrodotti in natura all'interno del Parco del Pleistocene, una riserva naturale in Siberia.[6][7]

Nonostante gli sforzi della de-estinzione, non si è ancora riusciti a produrre una prole pura e vitale di esemplari estinti, sebbene tale processo sia già stato attuato su specie in pericolo di estinzione. Il banteng è la seconda specie in pericolo ad essere stata clonata con successo, e il primo a sopravvivere per più di una settimana (il primo è stato un gaur che è morto due giorni dopo la nascita).[8][9] Gli scienziati americani della Advanced Cell Technology del Worcester (Massachusetts), sono stati in grado di estrarre il DNA dalle cellule di un banteng dello zoo di San Diego, trasferendolo nell'utero di una vacca d'allevamento, in un processo chiamato trasferimento nucleare delle cellule somatiche. Trenta embrioni ibridi furono creati e inviati a Trans Ova Genetics, che impiantato gli ovuli fecondati nel bestiame domestico. Due delle gravidanze delle vacche sono state portate avanti con successo ma è stato necessario il parto cesario.[10] Il primo ibrido è nato il 1º aprile 2003 e il secondo due giorni dopo. Purtroppo il secondo ha necessitato di eutanasia,[11] mentre il primo è sopravvissuto e, a partire da settembre del 2006, è rimasto in buona salute allo zoo di San Diego.

Gli scienziati della Università di Newcastle e dell'Università del New South Wales hanno riferito, nel maggio del 2013, di aver portato a compimento con successo la clonazione dell'estinta rana Rheobatrachus silus utilizzando il processo di trasferimento nucleare di cellule somatiche. Gli embrioni si sono sviluppati per diversi giorni, ma alla fine sono morti.[12][13][14] Gli scienziati sottolineano che unire cellule embrionali congelate e combinarle poi con dello sperma congelato permetterebbe il mantenimento della diversità genetica delle popolazioni che si intende salvare. Questo si potrebbe usare ad esempio per gli anfibi: se una specie dovesse affrontare una crisi di estinzione, questo metodo potrebbe essere efficace per prevenirne l'estinzione mentre nel frattempo si cercano di identificare e superare le cause del declino stesso. La differenza tecnica tra i campioni di tessuto congelato comunemente usati per studi genetici (per esempio la ricostruzione filogenetica) e quelli che dovrebbere essere usati per la de-estinzione, sta nell'uso di particolari crioprotettori e particolari metodi di congelamento e scongelamento.

Allevamento selettivo[modifica | modifica wikitesto]

L'allevamento selettivo è un altro metodo di de-estinzione, che invece di basarsi sulla genetica si basa sulla ricostruzione di determinate caratteristiche grazie alla selezione di determinate caratteristiche negli animali. Ad esempio l'uro, che si estinse nel 1627, potrebbero eventualmente essere riportato in vita prendendo campioni di DNA da frammenti di ossa e denti nei musei al fine di ottenere materiale genetico di ricreare il suo DNA. I ricercatori, quindi, confrontare il suo DNA con quello degli animali moderni per determinare quali razze abbiano ancora quei determinati geni, per poi intraprendere un programma di allevamento selettivo per invertire il processo evolutivo. L'intenzione sarebbe che con ogni generazione che passa, il bestiame sarebbero sempre più vicino all'aspetto dell'animale originale.[15]

Il quagga, una sottospecie di zebra estintasi nel 1880, è stata oggetto dell'allevamento selettivo. Dal momento che il nuovo animale non è geneticamente identico alla sottospecie estinta, il nuovo animale è stato chiamato quagga Rau.[16]

Potenziali candidati per la de-estinzione[modifica | modifica wikitesto]

Uccelli[modifica | modifica wikitesto]

Scheletro e ricostruzione museale di dodo, possibile candidato per ritornare in vita
  • Colomba migratrice - questo uccello un tempo contava miliardi di esemplari, prima che la caccia fuori controllo e la perdita del suo habitat lo portassero alla completa estinzione. Usando il DNA trovato in alcuni esemplari conservati nei musei, l'organizzazione senza scopo di lucro Revive & Restore mira a ricreare la colomba migratrice utilizzando come madre surrogata il suo parente in vita più prossimo, il piccione domestico;[17]
  • Moa - questo gruppo di grandi uccelli non volatori (che potevano raggiungere i 4 metri d'altezza e i 110 kg di peso), si estinse circa 1400 anni dopo l'arrivo e la proliferazione delle popolazioni Maori, in Nuova Zelanda. Il DNA ritrovato in alcuni esemplari dove tracce di pelle si sono conservate e nei frammenti di gusci d'uovo rendono il Moa un perfetto candidato per la resurrezione.[18] Il politico neozelandese Trevor Mallard ha suggerito di riportare in vita solo le specie di medie dimensioni.[19]
  • Tympanuchus cupido cupido - questa sottospecie del pollo di prateria si estinse su Martha's Vineyard, nel 1932, nonostante gli sforzi di conservazione, ma la disponibilità di DNA utilizzabile da campioni di musei e aree protette rende questo uccello un possibile candidato per la de-estinzione e la reintroduzione nel suo ex habitat.[20]
  • Dodo - questo uccello non volatore di medio-piccole dimensioni era una specie simbolo ed endemica dell'isola Mauritius, si estinse nel 1640 a causa dello sfruttamento da parte dell'uomo e delle specie introdotte, come ratti e maiali, che mangiavano le sue uova. Grazie a numerose ossa e ad alcuni tessuti della pelle dell'animale è possibile che il dodo possa tornare in vita, utilizzando come madre surrogata il suo parente più stretto vivente, il piccione delle Nicobare.[21]
  • Huia[22]
  • Moho[22]
  • Uccello elefante[23]

Anfibi[modifica | modifica wikitesto]

Mammiferi[modifica | modifica wikitesto]

  • Mammuth lanoso
  • Stambecco dei Pirenei - Questa sottospecie dello stambecco iberico un tempo popolava i Pirenei e i paesi adiacenti ad essi. Dichiarato estinto nel 2000, dopo la morte dell’ultimo esemplare, una femmina. Lo stambecco dei Pirenei è stato il primo animale ad essere “de-estinto", partendo dalle cellule dell’ultimo esemplare, ma il clone ha vissuto solo per pochi minuti a causa di una malformazione polmonare.
  • Uro
  • Quagga
  • Tilacino[24]
  • Leone delle caverne - La scoperta di due cuccioli di leoni delle caverne perfettamente conservati nella Repubblica di Sacha, e la conseguente estrazione del loro DNA, permetterebbe agli scienziati di riportare in vita il leone delle caverne.[25]
  • Bisonte delle steppe - La scoperta di vari esemplari di bisonte della steppa mummificati, datati anche a 9000 anni fa, potrebbe aiutare gli scienziati a riportare in vita la specie usando altre specie di bisonti come madri surrogate, anche se il bisonte della steppa non sarà il primo animale ad essere "resuscitato".[26]
  • Toxodon - Nel 2015, un gruppo di paleontologi ha scoperto dell DNA di Toxodon scoprendo che i toxodontidi sono strettamente imparentati con gli ungulati, quali cavalli, rinoceronti e tapiri moderni. Alcuni scienziati stanno progettando di riportare il Toxodon in vita, usando un esemplare di rinoceronte bianco come madre surrogata.[27]
  • Homo neanderthalensis[28]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ BA Minteer (2014) Is it right to reverse extinction? Nature 509(7500), 261.
  2. ^ Theresa Mecklenborg, Cloning Extinct Species, Part II, Tiger_spot.mapache.org. URL consultato il 29 febbraio 2012.
  3. ^ De-extinction projects now under way, The Long Now Foundation. URL consultato il 12 ottobre 2012 (archiviato dall'url originale il 6 ottobre 2012).
  4. ^ Stewart Brand, The dawn of de-extinction. Are you ready?, su Stewart Brand: The dawn of de-extinction. Are you ready?. URL consultato il 23 marzo 2013.
  5. ^ Tanya Lewis, How to bring extinct animals back to life, su National Geographic, NBCNews.com, 24 agosto 2013. URL consultato il 23 novembre 2014.
  6. ^ Carl Zimmer, Bringing Extinct Species Back to Life, in National Geographic, vol. 233, 2013, pp. 33–36. URL consultato il 15 giugno 2013.
  7. ^ Interview: Beth Shapiro, Author Of 'How To Clone A Mammoth' : NPR, su NPR.org, 9 maggio 2015.
  8. ^ Fairfax Digital, Banteng clone leads charge for endangered animals, April 9, 2003. Visited October 12, 2009.
  9. ^ World Environment News, Scientists clone endangered Asian banteng, April 9, 2003. Visited October 12, 2009.
  10. ^ Advanced Cell Technology, Collaborative Effort Yields Endangered Species Clone Archiviato il 23 ottobre 2006 in Internet Archive., April 8, 2003. Visited October 12, 2009.
  11. ^ Nature Biotechnology (subscription required)
  12. ^ Bianca Lawson e Mahony Clulow, Towards Gene Banking Amphibian Maternal Germ Lines: Short-Term Incubation, Cryoprotectant Tolerance and Cryopreservation of Embryonic Cells of the Frog, Limnodynastes peronii, in PLoS ONE, vol. 8, nº 4, 2013, pp. e60760.doi:10.1371/journal.pone.0060760, DOI:10.1371/journal.pone.0060760, PMC 3618038, PMID 23577155.
  13. ^ Andrew Kouba, RE Lloyd, ML Houck, AJ Silla, N Calatayud, VL Trudeau, J Clulow, F Molinia, C Langhorne, C Vance, L Arregui, J Germano, D Lermen e Togna, G. Della, Emerging trends for biobanking amphibian genetic resources: The hope, reality and challenges for the next decade, in Biological Conservation, vol. 164, 2013, pp. 10–21, DOI:10.1016/j.biocon.2013.03.010.
  14. ^ John Clulow, S Clulow, G Jitong, AJ French, MJ Mahony, Michael Archer e M, Optimisation of an oviposition protocol employing human chorionic and pregnant mare serum gonadotropins in the Barred Frog Mixophyes fasciolatus (Myobatrachidae), in Reproductive Biology and Endocrinology 10:60., vol. 10, 2013, pp. 60, DOI:10.1186/1477-7827-10-60.
  15. ^ Breeding Ancient Cattle Back from Extinction, in TIME.com, 12 febbraio 2010. URL consultato il 23 novembre 2014.
  16. ^ Zebra cousin became extinct 100 years ago. Now, it's back, in CNN, 27 gennaio 2016. URL consultato il 27 gennaio 2016.
  17. ^ Passenger Pigeon Comeback – Revive & Restore, su Revive & Restore. URL consultato il 23 novembre 2014.
  18. ^ Pictures: Extinct Species That Could Be Brought Back (JPG), su National Geographic. URL consultato il 23 novembre 2014.
  19. ^ Time to bring back... the moa, su Stuff. URL consultato il 23 novembre 2014.
  20. ^ Heath Hen Debate Contains Vineyard DNA, su The Vineyard Gazette – Martha's Vineyard News. URL consultato il 23 novembre 2014.
  21. ^ Pictures: Extinct Species That Could Be Brought Back (JPG), su National Geographic. URL consultato il 23 novembre 2014.
  22. ^ a b 24 Animals For De-extinction – Business Insider, su Business Insider. URL consultato l'11 dicembre 2015.
  23. ^ Extinct elephant bird of Madagascar could live again, su Telegraph.co.uk, 10 marzo 2010.
  24. ^ Brand, Stewart (February 2013). "Stewart Brand: The dawn of de-extinction. Are you ready?". ted.com.
  25. ^ Scientists to clone Ice Age cave lion, su NewsComAu, 5 marzo 2016.
  26. ^ 9,000-year-old bison found mummified in Siberia, su techtimes.com, 6 novembre 2014.
  27. ^ Ancient proteins resolve the evolutionary history of Darwin’s South American ungulates, su nature.com, June 2015.
  28. ^ lescienze.it, http://www.lescienze.it/news/2014/06/14/news/estinzione_de-estinzione_mammut_tecniche_genetiche_clone-2180285/.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Biologia Portale Biologia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biologia