Daniele Pescarolo

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Daniele Pescarolo
NascitaNapoli, 17 gennaio 1888
Morte?
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataFlag of Italy (1860).svg Regio Esercito
ArmaFanteria
CorpoCorpo Truppe Volontarie
Anni di servizio1909-1938
GradoColonnello
GuerreGuerra italo-turca
Prima guerra mondiale
Guerra di Spagna
BattaglieBattaglia di Vittorio Veneto
Battaglia di Guadalajara
Battaglia di Santander
Battaglia di Aragona
Comandante di1° Reggimento fanteria (Volontari del Littorio), 4ª Divisione fanteria "Littorio"
Decorazionivedi qui
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Daniele Pescarolo (Napoli, 14 maggio 1888 – ...) è stato un militare italiano, particolarmente distintosi nel corso della guerra italo-turca, della grande guerra e della guerra di Spagna, decorato complessivamente con tre Medaglie d'argento, una di bronzo e due Croci di guerra al valor militare. Il 31 dicembre 1938 viene congedato per essere di origine ebraica, ai sensi e per gli effetti del Regio Decreto del dicembre 1938, relativo alle "Disposizioni relative al collocamento in congedo assoluto ed al trattamento di quiescenza del personale militare delle Forze armate dello Stato di razza ebraica".

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Scudetto della 4ª Divisione fanteria "Littorio".

Nacque a Napoli il 14 maggio 1888, figlio di Moisè e Virginia Lattes. Arruolatosi nel Regio Esercito, fu nominato sottotenente in servizio permanente effettivo il 21 ottobre 1909. Partecipò alla guerra italo-turca, venendo decorato con una prima Medaglia d'argento al valor militare. Durante il corso della Grande Guerra, promosso capitano, fu decorato di una seconda Medaglia d'argento al valor militare nel corso di un attacco sul Monte San Michele il 21 ottobre 1915. Assegnato poi in servizio presso lo Stato maggiore della 33ª Divisione, nel 1917 fu decorato di una Medaglia di bronzo al valor militare. Nel corso della battaglia di Vittorio Veneto, mentre prestava servizio presso il comando della 58ª Divisione, si distinse durante le operazioni di gittamento dei ponti sul corso del fiume Piave, venendo decorato con la Croce di guerra al valor militare.

Dopo la fine della guerra con il grado di maggiore era in servizio presso il 112º Reggimento fanteria "Piacenza", per passare quindi al 61º Reggimento fanteria "Sicilia" il 1 agosto 1920.[1] Dal 25 ottobre 1921 iniziò a frequentare i corsi della Scuola di guerra di Torino.[1] Il 16 agosto 1925 mentre prestava servizio presso il 34º Reggimento fanteria "Livorno", fu trasferito presso il 77º Reggimento fanteria, e fu nominato aiutante di campo dell'VIII Brigata fanteria "Toscana".[2]

Promosso tenente colonnello prestò servizio presso il 53º Reggimento fanteria "Umbria",[3] e al termine dei corsi, il 4 novembre 1928 fu assegnato al 92º Reggimento fanteria "Basilicata".[3]

Divenuto colonnello partecipò alla guerra di Spagna come comandante del 1° Reggimento fanteria (Volontari del Littorio) della 4ª Divisione fanteria "Littorio", distinguendosi durante il corso della battaglia di Guadalajara, in quella di Santader e in quella d'Aragona. Per il suo coraggio fu decorato con una terza Medaglia d'argento e una seconda Croce di guerra al valor militare. Il 31 dicembre 1938 viene congedato per essere di origine ebraica, ai sensi e per gli effetti del Regio Decreto del dicembre 1938, relativo alle "Disposizioni relative al collocamento in congedo assoluto ed al trattamento di quiescenza del personale militare delle Forze armate dello Stato di razza ebraica". Dopo la caduta del fascismo, avvenuta il 25 luglio 1943, insieme a molti altri ufficiali che erano stati allontanati per la loro razza chiese, invano, al capo del governo, Maresciallo d'Italia Pietro Badoglio, di essere riammesso in servizio.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Aiutante maggiore in 2ª, disimpegnò il suo compito con mirabile ardimento, con molta energia ed intelligenza, in difficili condizioni di combattimento. Sidi Garbàa, 16 maggio 1913
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Ferito durante l'azione, continuava a condurre il proprio reparto con energia e fermezza, raccogliendo nelle sue file anche i dispersi di altri reparti e riportandoli al combattimento. Caduto pure ferito il comandante del battaglione, lo sostituiva nel comando. Monte San Michele, 21 ottobre 1915
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Comandante calmo, pratico, avveduto, soldato coraggioso. In sette mesi di campagna dedicava la sua generosa, infaticabile attività alla organizzazione e riorganizzazione del proprio reggimento si da farne uno strumento di guerra materialmente robusto, spiritualmente anelante a misurarsi con l'avversario. Tra i primi nelle più ardite ricognizioni, in trincea e all'attacco sempre nei posti più delicati ed esposti od in testa ai reparti più avanzati. Con sagge disposizioni, con la parola calda, con l'esempio animatore, attraverso tenaci eroiche resistenze ed attacchi irruenti, ovunque portò le sue truppe al successo. Fu sempre animatore e capo valoroso. Guadalajara, 12-26 marzo 1937; Santander, 19-26 agosto 1937
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valor militare
«In servizio di stato maggiore e di collegamento presso il comando di una brigata, durante cinque giorni di violenta azione, percorreva le linee più avanzate, portandosi in posti staccati da poco conquistati sotto il violento fuoco nemico, riportando sempre utili e precise informazioni instancabile e ardito, dava bell'esempio di coraggio e valore. Vallone di Brestovizza, 19-23 agosto 1917
Croce di guerra al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Croce di guerra al valor militare
«Per tre notti consecutive sorvegliava, sotto l'intenso bombardamento nemico, il gittamento dei ponti sul Piave e regolava l'affluenza delle truppe della divisione, dimostrando alto sentimento del dovere e sereno sprezzo del pericolo. Medio Piave, 24-30 ottobre 1918
Croce di guerra al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Croce di guerra al valor militare
«Comandante di un reggimento di fanteria, durante 18 giorni di battaglia manovrata sapeva guidare i suoi uomini con particolare fermezza e bravura. Incaricato di organizzare il fianco esposto di una divisione mentre il nemico attaccava nello stesso punto con forze ingenti e soverchianti, assolveva il compito mantenendo integre e inviolate le posizioni. Noncurante del pericolo, dava prova costante di attaccamento al dovere e di coraggio personale. Battaglia d'Aragona, 15 marzo-1 aprile 1938
Croce al merito di guerra - nastrino per uniforme ordinaria Croce al merito di guerra
Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia
Medaglia commemorativa della guerra italo-turca - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa della guerra italo-turca
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna)
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa italiana della vittoria
Croce d'oro per anzianità di servizio (25 anni) - nastrino per uniforme ordinaria Croce d'oro per anzianità di servizio (25 anni)

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni[modifica | modifica wikitesto]

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pierluigi Briganti, Il contributo militare degli ebrei italiani alla Grande Guerra 1915-1918, Torino, Silvio Zamorani editore, 2009.
  • Giovanni Cecini, I soldati ebrei di Mussolini, Milano, Ugo Mursia Editore, 2008.
  • Renzo De Felice, Storia degli ebrei italiani sotto il fascismo, Torino, Einaudi, 1961.
  • Alberto Rovighi, I militari di origine ebraica nel primo secolo di vita dello Stato Italiano, Roma, Ufficio Storico dell'Esercito, 1999.
  • Michele Sarfatti, Gli ebrei nell’Italia fascista. Vicende, identità, persecuzione, Torino, Einaudi, 2000.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]