Coronilla

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Coronilla
Coronilla minima7.jpg
Coronilla minima
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Rosidae
Ordine Fabales
Famiglia Fabaceae
Sottofamiglia Faboidee
Tribù Loteae
Genere Coronilla
L., 1753
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Rosidi
(clade) Eurosidi I
Ordine Fabales
Famiglia Fabaceae
Specie

vedi testo

Coronilla L. 1753 è un genere di piante spermatofite dicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Fabaceae, dall'aspetto di piccoli arbusti perenni dalla tipica infiorescenza a fiori papilionacei disposti a corona.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome del genere (Coronilla) venne definito dal botanico francese Joseph Pitton de Tournefort (5 giugno 1656 - 28 dicembre 1708) il primo a dare una chiara definizione del concetto di genere nella classificazione dei viventi. Questo nome deriva dalla curiosa disposizione dei fiori (appunto a “piccola corona”) alla fine del peduncolo.
Questo genere è stato introdotto nella tassonomia botanica dal biologo e scrittore svedese Carl von Linné, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Sono piante erbacee o piccolo-arbustive, a ciclo biologico annuale o perenne. Generalmente sono glabre, raramente tomentose. La caratteristica più evidente è l'infiorescenza disposta a corona su un lungo peduncolo.

Fusto[modifica | modifica wikitesto]

Alcune specie hanno alla base dei fusti lignificati, altre hanno il fusto di tipo erbaceo. Quelle di tipo arbustivo generalmente hanno delle ramosità prostrate.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie sono di vario tipo: semplici, trifogliate o imparipennate. In alcuni casi le foglie sono glauche, oppure con il bordo traslucido.

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

Le infiorescenze sono a fiori multipli e coronate su lunghi peduncoli. Il colore dei fiori può essere porporino, giallognolo o bianco rosato.

Fiori[modifica | modifica wikitesto]

I fiori sono ermafroditi, pentameri, zigomorfi, eteroclamidati (calice e corolla ben differenziati) e diplostemoni (gli stami sono il doppio dei petali).

K (5), C 3+(2), A (9)+1, G 1 (supero)[1]

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

Il frutto è un lungo legume arcuato suddiviso in diverse logge “monosperme” (con un solo seme) con una tipica strozzatura tra loggia e loggia e un rostro nella parte apicale del frutto. I semi sono oblunghi. Questo frutto è deiscente attraverso due linee di sutura.

Ecologia[modifica | modifica wikitesto]

Alcune specie sono utilizzate come piante alimentari da alcune larve di lepidotteri come Coleophora coronillae e Coleophora vicinella.[senza fonte]

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Le piante di questo genere sono diffuse in Europa, Asia occidentale, Africa del nord e isole Canarie. Alcune si sono naturalizzate nell'America settentrionale. In Italia, allo stato spontaneo, si trovano quasi sempre su terreni calcarei e in ambienti aridi e siccitosi come le scarpate o i dirupi.
Delle specie spontanee della nostra flora 6 vivono sull'arco alpino. La tabella seguente mette in evidenza alcuni dati relativi all'habitat, al substrato e alla diffusione delle specie alpine[2].

Specie Comunità
vegetali
Piani
vegetazionali
Substrato pH Livello trofico H2O Ambiente Zona alpina
C. coronata 11 collinare
montano
Ca basico basso secco F2 F7 G4 I3 Alpi centro-orientali
C. minima 9 montano
subalpino
Ca basico basso secco C2 D2 I1 CN TO CO BS TN
C. scorpioides 2 collinare Ca Si neutro basso arido B1 B2 BS TN
C. vaginalis 14 collinare
montano
Ca basico basso arido F2 G2 I1 tutto l'arco alpino
(escl. CN TO AO VC NO)

Legenda e note alla tabella.
Per il “substrato” con “Ca/Si” si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province).

Comunità vegetali:
2 = comunità terofiche pioniere nitrofile
9 = comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche
11 = comunità delle macro- e megaforbie terrestri
14 = comunità forestali
Ambienti:
B1 = campi, colture e incolti
B2 = ambienti ruderali, scarpate
C2 = rupi, muri e ripari sotto roccia
E2 = torbiere alte
F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino
F7 = margini erbacei dei boschi
G2 = praterie rase dal piano collinare a quello alpino
G4 = arbusteti e margini dei boschi
I1 = boschi di conifere
I3 = querceti sub-mediterranei

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia Fabaceae, che nelle classificazioni più vecchie viene denominata Leguminosae o anche Papilionaceae, raccoglie 650 generi circa con oltre 12.000 specie.
Il genere Coronilla comprende le seguenti specie:[3]

Il botanico italiano Adriano Fiori (1865–1950), relativamente alle sole specie della flora spontanea italiana, divideva il genere in tre sezioni[4]:

Specie spontanee della flora italiana[modifica | modifica wikitesto]

Per meglio comprendere ed individuare le varie specie del genere (solamente per le specie spontanee della flora italiana) l'elenco che segue utilizza in parte il sistema delle chiavi analitiche[5].

  • SEZIONE A : piante a ciclo biologico perenne (erbaceo o cespuglioso) con corolla gialla;
  • Gruppo 1A : la corolla è lunga meno di 12 mm; il vessillo della corolla è più o meno grande come il calice; le piante sono alte al massimo 100 cm;
  • Gruppo 2A : il margine delle foglie è membranoso e traslucido;
Coronilla coronata L. - Cornetta coronata : è una pianta alta fino a 60 cm; l'infiorescenza è formata da 12 – 20 fiori su peduncoli lunghi 4 – 6 mm. La forma biologica è camefita suffruticosa (Ch suffr), mentre il tipo corologico è Sud Est-Europeo/Pontico; l'habitat tipico sono i prati aridi a substrato calcareo; in Italia è presente solo sulle Alpi dai 100 a 1000 m s.l.m..
Coronilla vaginalis Lam. - Cornetta guainata : questa pianta arriva al massimo a 25 cm di altezza ed è glabra e glauca; i segmenti delle foglie sono brevemente picciolati; sono inoltre presenti delle stipole caduche; l'infiorescenza è formata da pochi fiori (4 - 10) con corti peduncoli (2 - 4 mm). La forma biologica è camefita suffruticosa (Ch suffr), mentre il tipo corologico è Sud Est-Europeo; l'habitat tipico sono i pascoli aridi e le rupi a substrato calcareo; si trova in tutta Italia fino a 2000 m s.l.m..
Coronilla minima L. - Cornetta minima : è una piccola pianta di 15 cm di altezza; i segmenti delle foglie sono sessili; sono inoltre presenti delle brevissime (1 mm) stipole persistenti; l'infiorescenza è formata da pochi fiori (4 - 10) con corti peduncoli (2 - 4 mm). La forma biologica è camefita suffruticosa (Ch suffr), mentre il tipo corologico è Mediterraneo-Occidentale; l'habitat tipico sono i prati aridi a substrato calcareo; si trova in tutta Italia fino a 1500 m s.l.m..
  • Gruppo 2B : il margine delle foglie è di tipo comune;
Coronilla juncea L. - Cornetta giunchiforme : l'altezza massima della pianta è di 80 cm; il fusto è del tipo giunchiforme; le foglie (caduche) sono composte da 3 – 7 segmenti a forma lineare-spatolata. La forma biologica è nano-fanerofite (NP), mentre il tipo corologico è Mediterraneo-Occidentale; l'habitat tipico sono le rupi a substrato calcareo e molto aride; in Italia è rara e si trova solo nel Gargano e nell'Argentario fino a 600 m s.l.m..
Coronilla valentina L. - Cornetta di Valenza : l'altezza di questa pianta varia da 30 a 70 cm; il fusto è del tipo normale; le foglie (persistenti) sono composte da 5 – 17 segmenti a forma obovata. La forma biologica è nano-fanerofite (NP), mentre il tipo corologico è Mediterraneo Sud Occidentale; l'habitat tipico sono le rupi a substrato calcareo; in Italia è rara e si trova in modo discontinuo al centro e sud fino a 1500 m s.l.m..
  • SEZIONE B : piante a ciclo biologico annuale con corolla gialla;
Coronilla scorpioides (L.) Koch - Cornetta coda di scorpione : le foglie superiori sono semplici e al massimo trifogliate; la pianta è alta 20 cm ed è glabra e glauca. La forma biologica è terofita scaposa (T scap), mentre il tipo corologico è Eurimediterraneo; l'habitat tipico sono gli incolti aridi, pascoli e zone ruderali ; in Italia è comune ovunque fino a 800 m s.l.m..
Coronilla repanda (Poiret.) Guss. - Cornetta ritorta : le foglie sono del tipo imparipennato a 5 – 9 segmenti; la pianta è alta 20 cm ed è glabra e glauca. La forma biologica è terofita scaposa (T scap), mentre il tipo corologico è Mediterraneo-Occidentale; l'habitat tipico sono gli incolti aridi; in Italia è rara con una distribuzione discontinua fino a 600 m s.l.m..

Sinonimi[modifica | modifica wikitesto]

Alcune specie di questo genere sono appartenute, oppure secondo altre classificazioni sono assegnate a generi diversi; qui sono elencati alcuni di questi[6]:

  • Arthrolobium H. Reichenbach (1828)
  • Ornithopodium Mill. (1754)
  • Scorpius Medik. (1787)

Generi simili[modifica | modifica wikitesto]

Molti sono i generi le cui specie possono essere confuse con quelle di Coronilla; qui ne elenchiamo alcuni (tutti appartenenti alla famiglia delle Fabaceae); sono tutti caratterizzati dall'avere il legume diviso in logge:

  • Hedysarum L. - Sulla: il tubo del calice è lungo quanto largo; le strozzature del legume non sono molto profonde ed è formato al massimo da 5 segmenti discoidali; si distingue comunque per l'infiorescenza formata da racemi ovoidi (e non coronati come per il genere Coronilla).
  • Hippocrepis L. - Sferracavallo: le strozzature del legume sono presenti solamente da un lato ed hanno la caratteristica forma di ferro da cavallo.
  • Ornithopus L. - Uccellina: il tubo del calice è allungato (più del doppio del suo diametro); i vari petali della corolla sono un po' più distanziati (in modo particolare le “ali”) e alcune specie presentano il vessillo venato di roseo; le strozzature del legume non sono molto profonde.
  • Securigera DC. - Securidaca: il tubo del calice è lungo quanto largo; le strozzature del legume non sono molto profonde, inoltre è appiattito a sciabola con un lungo becco apicale.

Usi[modifica | modifica wikitesto]

Giardinaggio[modifica | modifica wikitesto]

Qualche specie è passata dallo stato spontaneo a quello coltivato fin dai tempi antichi (Coronilla emerus); altre in tempi relativamente più recenti : il 1722 per la Coronilla valentina. In genere il loro uso è unicamente nel giardinaggio come piante da aiuole.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tavole di Botanica sistematica, su dipbot.unict.it. URL consultato il 22 gennaio 2009.
  2. ^ AA.VV., Flora Alpina. Volume primo, Bologna, Zanichelli, 2004.
  3. ^ Genus Coronilla, in The Plant List. URL consultato il 12 marzo 2014.
  4. ^ Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta, Milano, Federico Motta Editore, 1960.
  5. ^ Sandro Pignatti, Flora d'Italia, Bologna, Edagricole, 1982, ISBN 88-506-2449-2.
  6. ^ Tropicos, su tropicos.org. URL consultato il 24 febbraio 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume primo, Milano, Federico Motta Editore, 1960, pag. 735.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume primo, Bologna, Edagricole, 1982, pag. 756-759, ISBN 88-506-2449-2.
  • AA.VV., Flora Alpina. Volume primo, Bologna, Zanichelli, 2004, pag. 946-948.
  • 1996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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