Corona Imperiale di Stato

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La Corona Imperiale di Stato durante il regno di Elisabetta II (1952-2022).

La Corona Imperiale di Stato è una delle corone reali dei gioielli della Corona inglese. Seconda per importanza dopo la Corona di Sant'Edoardo, cinge il sovrano mentre lascia l'abbazia di Westminster al termine della Cerimonia d'Incoronazione e ad ogni Cerimonia di apertura del Parlamento del Regno Unito. È esposta insieme agli altri gioielli all'interno della Jewel House, presso la Torre di Londra.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La Corona Imperiale, alta 31.5 centimetri e dal peso di 1.03Kg[1], ha una foggia simile alla corona di Sant'Edoardo: presenta un circolo con quattro fleurs de lys alternati a quattro croci patenti scorciate, sopra cui due archi si congiungono a un globo sormontato da una vistosa croce della stessa foggia di quelle della base. La base racchiude un berretto di velluto color porpora, bordato di ermellino. La Corona è realizzata in oro, argento e platino ed è interamente rivestita di brillanti pietre preziose di vario taglio, fra cui 2868 diamanti (1363 a taglio brillante, 1273 a taglio a rosetta e 147 a taglio a tavola), 273 perle, 17 zaffiri, 11 smeraldi e 5 rubini.[2]

La Corona è inoltre particolarmente impreziosita da alcune gemme e pietre leggendarie: la croce in cima è infatti ornata dallo zaffiro di Sant'Edoardo, risalente al 1163, originariamente tratto dall'anello appartenuto ad Edoardo il Confessore; il rubino del Principe Nero (in realtà uno spinello), adorna la croce frontale della base della corona; il grande diamante Cullinan II di 317 carati, è incastonato al centro frontale della base, dove prima era posto lo zaffiro Stuart (104 carati 20,8 grammi), ora sul retro. Dagli archi della Corona pendono infine quattro perle a goccia, tradizionalmente appartenute alla regina Elisabetta I d'Inghilterra (due di esse, in realtà, risalgono all'Ottocento).[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Lungo la storia della monarchia britannica, diverse sono state le Corone Imperiali di Stato fatte commissionare dai sovrani a partire da Enrico V d'Inghilterra, in quanto la Corona di Sant'Edoardo, considerata una reliquia sacra, può essere indossata soltanto una volta[4]. Solamente nel periodo della Restaurazione inglese, si sono annoverate circa 10 corone imperiali[5].

La base di una nuova Corona Imperiale di Stato venne realizzata nel 1838 per l'incoronazione della regina Vittoria dalla gioielleria Rundell and Bridge di Londra. Alla cerimonia di apertura del Parlamento del 1845, la corona cadde rovinosamente dal cuscino sorretto dal duca di Argyll e andò in pezzi; la regina Vittoria stessa annotò sul suo diario il fatto, scrivendo: "Era tutta rotta e schiacciata come un budino spiaccicato".

Elisabetta II con la Corona Imperiale di Stato saluta la folla dal balcone di Buckingham Palace dopo la cerimonia d'incoronazione, il 2 giugno 1953.

L'attuale Corona Imperiale di Stato venne creata da Garrard & Co per l'incoronazione di Giorgio VI nel 1937. Tale corona fu poi ulteriormente ristrutturata per l'incoronazione della regina Elisabetta II[6] (nel 1953), i cui due archi furono flessi, per conferirle un aspetto più femminile e snello. Dopo questa modifica, l'altezza della corona si è abbassata di 25 mm.

A causa del suo notevole peso (910 grammi in tutto), è tradizione che i sovrani indossino la Corona Imperiale di Stato nei loro appartamenti privati per un paio d'ore la mattina della cerimonia dell'apertura del parlamento, in modo da potersi abituare al peso e sentirsi a proprio agio nei movimenti al momento di tenere il tradizionale discorso. Re Giorgio VI, per una quindicina di giorni prima dell'annuale cerimonia Trooping the Colour, usava portare il suo pesante copricapo di pelle d'orso delle Guardie per un'ora ogni mattina, così da non affaticarsi troppo per via della corona nel giorno della manifestazione.[7]

Uso[modifica | modifica wikitesto]

Funerale della regina Elisabetta II il 19 settembre 2022. Sulla bara si trova la Corona Imperiale di Stato accompagnata dall'orbe e dal scettro.

È consuetudine che la Corona Imperiale di Stato venga indossata pubblicamente al termine della cerimonia di incoronazione, quando il nuovo sovrano lascia l'abbazia di Westminster[3][8], e non è mai stata utilizzata al momento dell'incoronazione, ad eccezione delle incoronazioni dalla regina Vittoria e di re Edoardo VII, i quali la preferirono a quella di Sant'Edoardo, a causa del peso di quest'ultima, ritenuto eccessivo.

La Corona Imperiale di Stato viene indossata dal sovrano durante l'annuale cerimonia di apertura del Parlamento.[3][8] Tradizionalmente, la corona e gli altri gioielli giungono a Westminster già prima che il sovrano abbia lasciato Buckingham Palace. Vengono poi portati nella Robing Room, dove il monarca indossa i gioielli e la veste per la cerimonia.

Ai funerali di Stato britannichi, la Corona Imperiale di Stato è collocata sulla bara (già drappagiata con lo stendardo reale).

Conservazione e riparazione[modifica | modifica wikitesto]

La Corona Imperiale di Stato, tranne quando in uso per le cerimonie ufficiali cui viene indossata, si può trovare esposta in mostra alla Jewel House nella Torre di Londra insieme con gli altri gioielli della Corona e le basi delle vecchie corone imperiali di Stato di re Giorgio I, di re Giorgio IV e della regina Vittoria.

Dato il suo costante utilizzo, essa è sottoposta a continui restauri, a causa dell'età, del peso, del gusto personale del monarca o, semplicemente, dal consumo che ne deriva dall'uso.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The Royal Collection and other Collections, su royal.gov.uk.
  2. ^ The Tower of London, guida ufficiale, 2005, p. 25.
  3. ^ a b c The Crown Jewels, guida ufficiale, 2002, pp. 28-29.
  4. ^ Hoak, p. 59.
  5. ^ Mears; Thurley; Murphy, p. 29.
  6. ^ Storia, Garrard & Co Archiviato il 9 maggio 2010 in Internet Archive.
  7. ^ Allan A.Michie 1952, p. 193.
  8. ^ a b I Gioielli della Corona - Il sito ufficiale della monarchia britannica [1]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Simon Thurley, Edward Impey, Peter Hammond, The Tower of London - Guida ufficiale in Italiano, Hampton Court Palace, Historic Royal Palaces, 2005, ISBN non esistente.
  • Anna Keay, Clare Murphy, The Crown Jewels - Official guidebook, Hampton Court Palace, Historic Royal Palaces, 2002, ISBN 1-873993-20-X.
  • Allan A.Michie, God save the Queen: a modern monarchy: what it is and what it does, Sloane, 2005, ISBN non esistente.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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