Columba palumbus

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Uno stormo di colombacci in cerca di una pastura.
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Colombaccio
Paloma torcaz (Columba palumbus), Hartelholz, Múnich, Alemania, 2016-04-03, DD 04.jpg
Colombaccio (Columba palumbus)
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Classe Aves
Ordine Columbiformes
Famiglia Columbidae
Sottofamiglia Columbinae
Genere Columba
Specie C. palumbus
Nomenclatura binomiale
Columba palumbus
Linnaeus, 1758

Il colombaccio (Columba palumbus, Linnaeus 1758) è una specie di uccello della famiglia dei Colombi (Columbidae). È la più grande, più frequente e più diffusa specie di colombi in Europa. È chiamato anche palomba[1].

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

Fino ad ora sono conosciute 5 sottospecie di colombaccio: Il Colombaccio appartiene alla Classe degli Uccelli, all’Ordine dei Columbiformi, alla Famiglia dei Columbidi, al Genere Columba e alla Specie palumbus. La specie Columba palumbus si suddivide in ben 5 sottospecie: 1. Columba palumbus palumbus: il Colombaccio che vive e si riproduce nei nostri territori ed in gran parte del paleartico occidentale. 2. Columba palumbus iranica: localizzabile nell’Iran ed al sud della Turchia (di dimensioni leggermente più grandi rispetto al nostro Colombaccio e con un grande collare bianco). 3. Columba palumbus azoica: specie sedentaria delle Azzorre, con collare di modeste dimensioni. 4. Colomba palumbus casiotis: tipica delle montagne ad ovest dell’Afghanistan ed a sud-est dell’Iran. 5. Columba palumbus maderensis: oggi forse estinta, definita sedentaria di Madera. 5 La specie Columba palumbus è conosciuta sui nostri territori soprattutto come Colombaccio e Palomba benché molte siano le denominazioni locali come: Palombo, Piccionaccio, Favaccio (in relazione alle sue abitudini alimentari). All’estero invece viene riconosciuto come Pigeon ramier in lingua francese, con chiaro riferimento alle abitudini arboricole della specie, Wood-Pigeon o Ring Dove in inglese e come Paloma torcaz in lingua spagnola.

Aspetti morfologici[modifica | modifica wikitesto]

Un gruppo di colombacci adulti.
Accoppiamento tra due adulti
Nidiaceo di colombaccio

Il Colombaccio è il più grande rappresentante europeo della famiglia dei Columbidi (insieme alle specie canariensi di cui è il probabile progenitore); la sua lunghezza è compresa tra 40 e 45cm, l’apertura alare è di circa 75cm e il suo peso medio oscilla sui 500 grammi. Ha una vista estremamente sviluppata in quanto gli occhi sono posizionati lateralmente alla testa e gli permettono di coprire un raggio visivo di circa 300°. L’iride dell’occhio è grigio scuro nei giovani fino a 80-90 giorni di età per poi diventare gradualmente di colore giallo carico negli individui adulti di oltre 150 giorni di vita. Gli organi uditivi sono nascosti sotto il piumaggio del cranio e sembra che nel Colombaccio l’udito non rimanga sviluppato in ugual maniera col trascorrere del tempo, ma subisca variazioni. Risulta sensibilissimo ai suoni acuti mentre non si lascia allarmare dai suoni gravi. Il becco presenta una lunghezza di circa 2 cm, con l'estremità appuntita e leggermente ricurva; anch’esso può essere diagnostico dell'età per il colore, rosso-vinaccia con apice giallo e tonalità rosso arancia verso la base nell’adulto, mentre cartilagineo e grigio blu quello del giovane. Ad ogni età è presente una zona più chiara (cera) e coperta di pelle sopra le narici, nettamente distinta dalla restante parte del becco; questa caratteristica è comune alla maggior parte dei Columbidi. Il piumaggio nell’insieme è uniforme di colore grigio- blu (talvolta definito ardesia) contraddistinto da riflessi metallici verdognoli e porpora visibili tra le 2 macchie bianche ai lati del collo allungato e flessibile (Fig.1). Le due macchie simmetriche di colore bianco collocate ai lati del collo vanno a costituire il cosiddetto “collare”, che comparendo soltanto al quarto mese di vita aiuta in un ulteriore distinzione tra esemplari giovani ed adulti. Il dorso è largo e piatto e termina con una lunga coda (25cm) costituita da 12 timoniere che conferiscono equilibrio ed armonia alla robusta struttura dell’animale. Le penne caudali sono contraddistinte da 3 sfumature di colore: sulla faccia superiore presentano estremità listate di nero, mentre inferiormente si caratterizzano per una fascia chiara immediatamente precedente a quella nera apicale, esibita dall’animale durante l’involo. Le penne non sono saldate alla pelle dell’animale e se ne distaccano con una certa facilità; allo stesso tempo però le penne remiganti sono particolarmente sviluppate e permettono a questi uccelli un volo potente e rapido in quanto possono mantenere costantemente velocità di 50/60 chilometri orari oltre a poter eseguire impressionanti accelerazioni in seguito ad attacchi da parte di animali predatori. Per quanto riguarda la livrea, a 12 mesi il Colombaccio ha assunto definitivamente l’abito completo di adulto, con un piumaggio dall’omogeneo color grigio intenso con tonalità di blu, con ampia banda alare bianca, perdendo quindi totalmente le sfumature di marrone chiaro presenti negli apici delle remiganti primarie in età giovanile. Il petto ormai mostra una colorazione vinata che va a sfumare in un addome grigio-biancastro mentre le remiganti primarie presentano una colorazione nera interrotta da una linea bianca lungo il vessillo esterno. Le zampe sono di color rosso, quasi completamente ricoperte da piume, e il piede è composto da 4 dita: 3 anteriori libere e il quarto posteriore piccolo e rivolto all’indietro. Se rapportate al resto del corpo, le zampe del Colombaccio (tendenzialmente arboricolo) sono più corte di quelle del Piccione (terricolo e rupicolo) e ciò si riflette nel passo, meno spedito e tipicamente più dondolante. Anche il portamento è molto più orizzontale, con le timoniere che nell'Uccello posato a terra sono quasi parallele al suolo. Nella specie inoltre è assente il dimorfismo sessuale e la colorazione del piumaggio è quindi identica nel maschio e nella femmina. Tuttavia si stima che i maschi siano leggermente più brillanti nel loro aspetto e la colorazione rosata del petto si protragga più in basso rispetto alle femmine, quasi fino alle zampe.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Lo spazio vitale dei colombacci sono le foreste di tutti i tipi, soprattutto le foreste di margine, ma anche i giardini e i parchi cittadini. Sono diffusi in Medio oriente e tutta Europa, a parte del nord della Scandinavia e in Islanda, dalla zona del Mar Nero fino alle regioni settentrionali della Tunisia,dell'Algeria e del Marocco.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante la corporatura un po' rotonda, il volo è veloce, diretto e soprattutto consente al colombaccio di cambiare senza esitazione direzione e di fuggire repentinamente in caso di necessità. Quando spicca il volo produce un rumore avvertibile. Si sposta in stormi numerosi alla ricerca di cibo, senza disperdersi ogni volta che si esaurisce un'area di pascolo.

Voce[modifica | modifica wikitesto]

Il richiamo è un tubìo molto caratteristico, costituito da 5 sillabe, di cui le ultime 2 leggermente separate dalle prime tre, e con l'accento sulla seconda; si potrebbe trascrivere come "du-dùùùù-du... du-du".
Facilmente confondibile con il richiamo della Tortora dal collare orientale per l'intonazione e per l'accento sulla seconda sillaba, se ne distingue tuttavia perché ha 5 sillabe anziché 3 e per il timbro più "vibrante". Il tono sale di intensità dalla prima alla seconda sillaba, la più acuta, per scendere progressivamente fino all'ultima, che è la più grave (nella Tortora dal collare la sillaba più acuta è invece la prima). Questa strofa viene ripetuta senza sosta dalle tre alle cinque volte.

Nidificazione[modifica | modifica wikitesto]

Columba palumbus

La nidificazione si svolge da aprile a luglio anche se sono sempre più frequentemente riscontrate covate precoci a febbraio, ma soprattutto ritardate in agosto e settembre. Il nido, costruito talvolta su nidi abbandonati di altre specie è scarsamente intrecciato al punto che è possibile dal basso intravedere la presenza o meno di uova al suo interno. La costruzione del nido può richiedere da 2 fino ad un massimo di 7 giorni di tempo. Per quanto riguarda l’habitat scelto per i siti di riproduzione, il Colombaccio preferisce in genere grandi alberi come Querce, Olmi, Pioppi e Faggi anche se sempre più frequentemente si rinvengono nidi in siepi di arbusti e in ambienti boscosi di conifere. Secondo i risultati di alcuni studi eseguiti in Finlandia, la scelta dell’altezza del nido può variare da 1 a 18 metri con una buona percentuale di nidi trovati tra 3 e 6 metri dove la pianta ha una copertura più folta e dove il Colombaccio può trovare le giuste diramazioni che esige per la realizzazione del proprio nido. Le uova vengono incubate da entrambi i genitori che alla mattina presto e alla sera tardi si danno il cambio, mentre la notte è sempre la femmina che rimane alla cova nel nido. Dopo la schiusa i nidiacei sono alimentati con il “latte di piccione” una particolare sostanza casearia prodotta dal gozzo degli adulti e particolarmente nutriente 10 I Colombacci spesso usano il solito nido sia nella stessa stagione sia in anni successivi. Le covate sono 2 o 3 all’anno con la deposizione di 2 uova color avorio. Il loro peso alla nascita si aggira intorno ai 16/17 grammi mentre a 15 giorni di vita può raggiungere i 300 grammi. Al raggiungimento delle 3 settimane i pulcini si involano rimanendo sempre nelle vicinanze del nido. Prima della realizzazione del sito di riproduzione, di cui si occupa quasi esclusivamente la femmina, e della deposizione delle uova, va descritta la fase di corteggiamento in cui il maschio tende a mettersi in mostra con richiami visivi e uditivi. I richiami visivi consistono nel ripetersi di un appariscente volo nuziale verticale caratterizzato da un rapido sbattere delle ali e da una lunga planata; i richiami uditivi invece mettono in evidenza l’esemplare con l’emissione del tipico e prolungato segnale vocale. Il maschio infatti gruga (o meglio “rugola”) sempre 3 volte sia per delimitare il territorio circostante il nido, sia dall’interno di questo per indurre la compagna a recarvisi. Infine durante la parata nuziale che precede l’accoppiamento, il maschio si dispone di fianco alla compagna gonfiandosi e muovendo ritmicamente il corpo dall’alto verso il basso, disponendo la coda a ventaglio ed ovviamente continuando ad emettere il tipico verso.

Alimentazione e comportamento[modifica | modifica wikitesto]

Coppia di colombacci in alimentazione.

Il Colombaccio è un uccello prevalentemente arboricolo che trae notevole alimentazione dagli alberi stessi. Nonostante ciò la specie mostra elevate capacità di adattamento sfruttando nuove possibilità alimentari offerte da un'agricoltura che di recente è andata profondamente trasformandosi. Si può infatti affermare che la specie si sta rapidamente evolvendo da tipicamente “boschiva” a prevalentemente “agricola”. L’alimentazione del Colombaccio varia al variare delle stagioni: la ghianda rappresenta la fonte alimentare principale durante il periodo autunnale in quanto la maturazione di tale frutto coincide con l’arrivo di questi animali nei loro habitat di svernamento. Questo frutto è facilmente consumato in quanto nel genere Columba il gozzo è piuttosto voluminoso, e lo stomaco ha pareti dotate di una fortissima muscolatura, rivestite inoltre da un duro strato di natura cheratinosa che semplifica il compito di schiacciare e frantumare il cibo. Inoltre la triturazione del cibo è agevolata dalla presenza nello stomaco di piccolissimi sassolini che gli uccelli ingeriscono appositamente.Nei numerosi querceti composti da Rovere, Roverella e Farnia presenti nel nostro paese il Colombaccio trova quindi ottimo rifugio e abbondante alimentazione per tutto il periodo della migrazione autunnale; appena si verifica la caduta delle foglie il Colombaccio preferisce spostarsi, almeno per alimentarsi, in boschi composti da querce con fogliame persistente come la Sughera o il Leccio, dove la ghianda, più piccola è di maturazione più tardiva. Da non dimenticare anche le bacche di Edera (Hedera helix) mature da gennaio a febbraio, che rientrano abbondantemente nella sua dieta quotidiana. Anche i semi delle conifere svolgono un ruolo fondamentale nell’alimentazione del Colombaccio: le grandi pinete composte da Pino domestico (Pinus pinea) e da Pino marittimo (Pinus pinaster) sono egualmente gradite da questa specie. Come abbiamo descritto in precedenza il Colombaccio ha abitudini arboricole più spiccate degli altri Columbiformi a lui simili (Colombella, Tortora, etc.), tuttavia non disdegna certo l’alimentazione al campo, ben adattandosi alle coltivazioni di mais e girasole. Queste non sono certo le sole produzioni agricole ricercate ed appetite dal Colombaccio; altri tipi di granaglie e leguminose vanno a costituire la dieta di questa specie: veccia, fagioli, piselli, grano, avena oltre a fragole, bacche di corbezzolo, gemme di pioppo, mentre molto scarsa è la composizione animale della propria alimentazione, limitata solo a vermi di terra e larve di lepidotteri, concentrata nel periodo della riproduzione. Questa specie ha grande adattabilità alimentare in quanto non disdegna neppure piccole castagne, uva ed olive.Secondo Geroudet (1983), la razione alimentare media di un soggetto adulto oscilla tra 50 e 80 grammi al giorno, circa il 15 % del suo peso medio ed essa può derivare per periodi prolungati anche da una sola risorsa trofica. Il Colombaccio è un animale gregario con uno spiccato senso di territorialità; predilige località fresche e con presenza di acqua della quale si abbevera con lunghe sorsate senza alzare la testa. Sul terreno la sua andatura è piuttosto goffa e barcollante, la testa ed il collo si muovono, nel camminare, aritmicamente avanti ed indietro. Volatore forte e robusto si posa silenziosamente con un sommesso battito di ali, ma allo stesso tempo con decisione e velocità in quanto la scelta del punto di buttata viene già effettuata dall’uccello in volo. Il Colombaccio si alimenta sempre in pieno giorno e solitamente in località diverse da quelle dove pernotta compiendo anche tragitti di molti chilometri; quindi l’apparizione dell’animale nei luoghi di pastura è condizionata dall’orario, dalla distanza di provenienza e dal protrarsi maggiore o minore della luce del giorno. Trascorre la notte in zone boscose incassate in colline e in profonde vallate.

Possibili confusioni con specie affini[modifica | modifica wikitesto]

È possibile confonderlo con:

  • il piccione dal quale si differenzia per:
    • la presenza di una macchie bianche intorno al collo,
    • la presenza di bande trasversali sulla parte superiore delle ali, ben visibili in volo dall'alto,
    • il becco rosso e giallo,
    • l'assenza del groppone bianco,
    • le zampe relativamente corte, da cui il caratteristico passo dondolante a terra;
    • il portamento più orizzontale;
    • quando possibile il confronto diretto, le dimensioni nettamente superiori;
  • la colombella dalla quale si differenzia per:
    • l'assenza di due barre scure sulle ali,
    • la presenza delle due barre bianche,
    • le macchie bianche intorno al collo,
    • le dimensioni maggiori.

I piccioni da richiamo utilizzati nella caccia al colombaccio, pur appartenendo alla specie Columba livia, sono selezionati in modo da presentare aspetto e dimensioni simili a quelle del congenere selvatico; se ne distinguono tuttavia per il colore del becco, nero anziché rosso, e per l'iride arancione anziché giallo limone.

Relazioni con l'uomo[modifica | modifica wikitesto]

Il colombaccio non è molto amato dagli agricoltori in quanto grossi stormi talvolta si abbattono su coltivazioni cerealicole, di leguminose o di trifoglio, provocando grossi danni. Si è ben adattato alle città, tanto da essere un assiduo frequentatore dei parchi anche se è molto più timido del piccione. È oggetto di caccia ed è molto ricercato per il sapore delle sue carni, molto apprezzate in cucina.

Stato di conservazione[modifica | modifica wikitesto]

È molto diffuso e in eccellente stato di conservazione ma comunque esposto a rischi come il disboscamento e il deterioramento ambientale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ palómbo, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 12 febbraio 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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