Colonna Walter Alasia

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La Colonna Walter Alasia fu un'organizzazione terroristica attiva particolarmente nel milanese, tra il 1977 e il 1983. Nacque dall'unione del Fronte Armato Rivoluzionario Operaio alle Brigate Rosse di Milano.

Prese il nome dal brigatista Walter Alasia, ucciso in uno scontro a fuoco dopo aver ucciso due membri delle forze dell'ordine che cercavano di arrestarlo.

Comprendeva circa un centinaio di elementi ed ebbe un ruolo a tratti distinto da quello dell'organizzazione centrale, poiché anteponeva alla lotta contro lo Stato la lotta dell'operaismo comunista contro la borghesia. Dopo il 1980, infatti, la colonna fu espulsa dall'organizzazione e realizzò autonomamente una serie di attentati.

In particolare, rispetto alle BR centrali, i sequestri operati dalla Walter Alasia ebbero un carattere meno politico e più legato alla realtà operaia e sindacale nel contesto milanese fortemente industrializzato di fine anni '70. La colonna lombarda raccolse taciti ma significativi consensi proprio all'interno di grandi aziende come la Pirelli e l'Alfa Romeo di Arese.[senza fonte]

Atti criminali attribuiti[modifica | modifica wikitesto]

  • il 2 giugno 1977 tre brigatisti della Alasia gambizzarono Indro Montanelli.
  • il 24 gennaio 1978, a Milano, due brigatisti della Alasia gambizzarono il dott. Nicola Giovanni Toma, responsabile delle Relazioni Industriali della Direzione Centrale Commerciale e Montaggi Industriali della Sit Siemens, nei cui reparti erano transitati Mario Moretti, Corrado Alunni, Paola Besuschio, Giorgio Semeria e tanti altri terroristi.
  • il 20 aprile 1978 un gruppo di brigatisti della Alasia (due esecutori materiali e due ad attendere in macchina) uccise in un agguato fuori da casa sua il Maresciallo Maggiore Francesco Di Cataldo, vice comandante del Carcere di San Vittore e direttore del suo centro clinico.
  • l'8 gennaio 1980 quattro brigatisti della Alasia uccisero tre poliziotti a Milano nella "Strage di Via Schievano".
  • il 1º aprile 1980 in danno del Circolo culturale Carlo Perini. I brigatisti interruppero una conferenza, entrando armati, prescelsero tra gli spettatori quattro persone, il Presidente del Circolo Perini Antonio Iosa, Eros Robbiani, Emilio De Buono e Nadir Tedeschi, per essere gambizzate e spararono loro.
  • il 12 novembre 1980 dell'omicidio di Renato Briano direttore del personale della Ercole Marelli[1]
  • il 28 novembre 1980 dell'omicidio di Manfredo Mazzanti direttore tecnico della Falck[2]]
  • il 17 febbraio 1981 dell'omicidio di Luigi Marangoni direttore sanitario del Policlinico di Milano[3]
  • il 3 giugno 1981 operarono poi il sequestro dell'ingegnere Renzo Sandrucci, direttore della produzione dell'Alfa Romeo (poi rilasciato).

Nel 1982 la colonna si sciolse dopo che i suoi principali esponenti erano stati arrestati o erano morti.

Esiti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

La prima sezione penale della Cassazione con sentenza del 4 novembre 1986 respinse il ricorso di quasi tutti gli imputati del processo d'appello alla colonna delle brigate rosse Walter Alasia e confermarono la condanna all'ergastolo per Roberto Adamoli, Lauro Azzolini, Barbara Balzerani, Maria Rosaria Belloli, Pasqua Aurora Betti, Maria Carla Brioschi, Nicolò De Maria, Calogero Diana, Nicola Giancola, Mario Moretti, Sergio Tornaghi e Samuele Zellino. Le condanne divennero così definitive. L'unica eccezione riguardò Ettorina Zaccheo per la quale la Cassazione stabilisce un nuovo processo di secondo grado di fronte a una diversa sezione della corte d'appello di Milano.[4]

Membri della colonna Walter Alasia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Renato Briano - Associazione Vittime del Terrorismo, su vittimeterrorismo.it. URL consultato l'11 giugno 2008 (archiviato dall'url originale il 1º agosto 2016).
  2. ^ Manfredo Mazzanti - Associazione Vittime del Terrorismo, su vittimeterrorismo.it. URL consultato l'11 giugno 2008 (archiviato dall'url originale il 22 ottobre 2007).
  3. ^ http://www.vittimeterrorismo.it/memorie/schede/marangoni.htm Archiviato il 22 ottobre 2007 in Internet Archive..
  4. ^ Almanaccodeimisteri.info
  5. ^ a b c d e La Storia Archiviato il 30 aprile 2008 in Internet Archive.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • "Ad un passo dalla morte: un gambizzato racconta" - edizione Circolo culturale C. Perini, Milano, giugno 1982.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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