Chiesa del Santissimo Crocifisso (Alcamo)

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Chiesa del Santissimo Crocifisso
Facciata della chiesa di San Francesco di Paola (Alcamo).jpg
Facciata della chiesa
StatoItalia Italia
RegioneSicilia Sicilia
LocalitàAlcamo-Stemma.png Alcamo
Religionecattolica
TitolareSantissimo Crocifisso
OrdineFrati Minimi
Diocesi Trapani
FondatorePietro Tabone
Stile architettonicorococò
Inizio costruzione1550
Sito web

Coordinate: 37°58′57.68″N 12°57′39.2″E / 37.98269°N 12.96089°E37.98269; 12.96089

La chiesa del Santissimo Crocifisso (chiamata anche impropriamente chiesa di san Francesco di Paola, a cui invece sono dedicati la parrocchia e il convento attiguo, o "chiesa del Santo Padre"[1]) è una chiesa cattolica che si trova ad Alcamo, in provincia di Trapani.

Vi ha sede la confraternita del Santissimo Crocifisso, che nel 1565 ottenne dal conte di Modica il beneficio della "Fiera Franca" di 15 giorni per la festa del 3 maggio.[2]

Annesso alla chiesa si trovava il convento di san Francesco di Paola.

Fondazione[modifica | modifica wikitesto]

Fu fondata nel 1550 nel nome del Santissimo Crocifisso dal nobile Pietro Tabone, nonno materno del poeta Sebastiano Bagolino (1562-1604). seppellito in questa Chiesa.[2] Nel 1542 il Tabone (a seguito di una sua richiesta) ebbe dal comune di Alcamo un pezzo di terreno allo scopo di costruirvi una Cappella in onore del Santissimo Crocifisso, allora patrono della Città.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La cappelletta fu approvata dal Vescovo della diocesi di Mazara del Vallo solo 2 anni dopo la sua costruzione, avvenuta nel 1550; il Tabone aveva il diritto di allargare, demolire e ricostruirla, di poter nominare il Rettore e di fondare la Confraternita del Santissimo Crocifisso.[3]

Nel 1575 ci fu una terribile peste: ad Alcamo la popolazione, allora di circa 7700 abitanti, fu dimezzata secondo lo storico alcamese Ignazio De Blasi e molte persone furono seppellite nel cimitero di Sant'Ippolito, nella periferia ovest della città. Essendo i vecchi ospedali di San Vito e Santo Spirito insufficienti per ospitare tanti appestati, fu allestito un nuovo ospedale nella stessa via della cappella.

A causa delle difficoltà economiche che non consentivano il completamento della chiesa, gli Amministratori della Confraternita, decisero di assegnare nel 1596 la Chiesa all’Ordine dei Frati Minimi di San Francesco di Paola. Nel 1608 i Padri Minimi accettarono la donazione e costruirono il vicino Convento, che mantennero fino al 1866; dal 1870 fu la sede del Regio Ginnasio e, dopo il 1870, l’Ospedale Civico.

Interno della chiesa

I Padri Minimi si distinsero per la loro attività religiosa, ma anche per l'attività sociale svolta nel rione; nel 1780 quarantacinque sacerdoti di Alcamo firmarono una richiesta al Re Ferdinando III, affinché non sopprimesse il Convento così come era capitato qualche anno prima ad altri ordini religiosi. Il Convento non venne chiuso, ma dopo l'Unità d'Italia, Vittorio Emanuele II, Re d'Italia, soppresse tutti gli ordini religiosi e furono sequestrati i loro immobili.

Il 15 maggio del 1870 il Comune assegnò il convento agli Amministratori dell’Ospedale S. Vito e S. Spirito. Infine nel 1926 la chiesa venne elevata a parrocchia, intitolata a San Francesco di Paola.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Altare di san Francesco di Paola

La facciata esterna, datata 1695, ha una forma convessa, tipica caratteristica dello stile rococò.

La Chiesa è a navata unica, con cinque altari; nel 1750 fu abbellita dagli stucchi di Nicolò Curti; al suo interno si trovano diverse opere:

Sull'altare maggiore:

Sul lato sinistro:

Sul lato destro:

Sulle pareti della navata ci sono quattro antiche tele di ignoto autore e con cornici di stucco, con alcuni episodi della vita di San Francesco di Paola:

  • il prodigio avvenuto durante la costruzione del convento di Paternò Calabro (provincia di Cosenza) nel 1454: due operai morti a causa di una frana furono resuscitati dal Santo (primo sulla destra).[3]
  • il prodigioso miracolo dei pesci da parte di San Francesco di Paola (nel secondo dipinto a destra)
  • una nobile famiglia presenta al Santo un neonato senza occhi e senza bocca; San Francesco opera anche qui un miracolo straordinario (nel primo quadro sulla parete sinistra).
  • il miracolo della conversione del Re di Napoli (secondo dipinto a sinistra).

In sacrestia:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La dizione "chiesa del Santo Padre" (in siciliano: "Santu Patri") si riconduce al fatto che il Santissimo Crocifisso era il patrono della città di Alcamo. Questa dizione è ancora comunemente usata, sebbene il patrocinio sia passato alla Madonna dei Miracoli.
  2. ^ a b Copia archiviata, su trapaniplus.it. URL consultato il 17 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale il 23 gennaio 2015).
  3. ^ a b http://www.sanfrancescodipaolaalcamo.it/.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carlo Cataldo, Guida storico-artistica dei beni culturali di Alcamo-Calatafimi-castellammare Golfo, Alcamo, Sarograf, 1982.
  • Matteo Collura, Sicilia sconosciuta-Itinerari insoliti e curiosi, Rizzoli, 2008.
  • Sergio Dara, Per crucem ad lucem : la chiesa del SS. Crocifisso di Alcamo e la sua confraternita nella parrocchia di San Francesco di Paola : cinque secoli di storia al servizio di Dio e degli uomini / a cura di Luigi Culmone ; consulenza storico-artistica di Paola Bottecchia, Alcamo, Rotary international, Club di Alcamo, 2014.
  • Mistretta di Paola Vincenzo canonico, La Chiesa del SS. Crocifisso ora Chiesa parrocchiale di San Francesco di Paola, Alcamo, 1950.

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