Chiesa di San Biagio (Ravenna)

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Chiesa di San Biagio
Chiesa di San Biagio Ravenna.JPG
Facciata
StatoItalia Italia
RegioneEmilia-Romagna Emilia-Romagna
LocalitàRavenna-Stemma.png Ravenna
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareBiagio di Sebaste
Arcidiocesi Ravenna-Cervia
Consacrazione27 settembre 1840
Stile architettoniconeoclassico
Inizio costruzione1º agosto 1838
Completamento1840
Sito websanbiagioravenna.it

Coordinate: 44°25′15.43″N 12°11′34.4″E / 44.420954°N 12.192888°E44.420954; 12.192888

La chiesa di San Biagio è un luogo di culto cattolico della città di Ravenna, in Emilia-Romagna, sede dell'omonima parrocchia appartenente all'arcidiocesi di Ravenna-Cervia.[1]

La chiesa, con l'annesso complesso parrocchiale, sorge al di fuori delle mura cittadine, all'interno dell'area anticamente denominata Tauresio e, successivamente, Borgo Adriano,[2] dal nome della porta che si trova nei pressi dell'edificio.[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Già nel 1120, esisteva un luogo di culto dedicato a san Biagio di Sebaste, sul quale insisteva una delle più antiche parrocchie ravennati; questo era situato in località Torrazze, più a sud rispetto alla collocazione della chiesa attuale e non lontana dal Borgo Adriano. Per agevolare la partecipazione della popolazione del borgo, l'arcivescovo di Ravenna Cristoforo Boncompagni ordinò nel 1571 la demolizione dell'edificio e la costruzione di una nuova chiesa nel centro del quartiere; sede di parrocchia dal 1591, venne terminata soltanto nel 1604, anno in cui venne consacrata.[4]

La chiesa venne chiusa al culto il 24 marzo 1835 poiché fatiscente e successivamente venne demolita. Il 1º agosto 1838 cominciarono i lavori per la costruzione di una nuova sulle fondamenta di quella seicentesca; essi furono possibili anche grazie alle ingenti donazioni del conte Gabriele Rasponi Gonfalonieri di Ravenna e di altri magistrati, che con questo gesto vollero congratularsi con l'arcivescovo Chiarissimo Falconieri Mellini per la sua elevazione alla dignità cardinalizia da papa Gregorio XVI nel 1838.[5] La chiesa, completa nella struttura ma priva di apparato decorativo, venne consacrata il 27 settembre 1840.[4]

Durante la seconda guerra mondiale, una bomba danneggiò il campanile, che perse l'orologio; in occasione dei lavori di restauro, venne modificata la facciata, con l'apertura di un rosone circolare neoromanico in luogo dell'originaria finestra a lunetta. Nel 1974 venne realizzato il nuovo presbiterio, con arredi in conglomerato cementizio in stile moderno, mentre nel 1976 venne costruito l'organo a canne, successivamente ampliato.[4]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Arte e architettura[modifica | modifica wikitesto]

Interno

Esternamente, la chiesa è rimasta ad uno stato grezzo, con paramento murario in mattoncini a vista, senza alcun elemento decorativo. La facciata è a capanna e presenta, al centro, il semplice portale rettangolare, sormontato da un rosone circolare in stile neoromanico, risalente ai restauri post-bellici; sull'angolo destro del frontespizio, si eleva il piccolo campanile a torre, a pianta quadrata, la cui cella campanaria si apre sull'esterno con una monofora ogivale su ciascun lato della torre. Originariamente, vi era anche un orologio, distrutto durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale.[4]

L'interno della chiesa è a pianta a croce latina; l'aula è costituita da un'unica navata coperta con un semplice soffitto a cassettoni ligneo e illuminata da due ampie bifore che si aprono nella parete di sinistra. Nei pressi del transetto, vi sono a destra il pulpito in legno scolpito, a sinistra, poggiante su una mensola, la statua policroma di San Biagio.[6]

L'abside e il presbiterio

Il transetto è costituito da due cappelle contrapposte, ciascuna delle quali si apre nel tratto terminale della navata con un ampio arco a tutto sesto; la struttura, uguale per entrambi, è costituita da un ambiente a pianta rettangolare coperto con volta a botte e terminante con un'abside semicircolare. Nel transetto di sinistra, adibito a custodia del Santissimo Sacramento, vi è il tabernacolo, poggiante su un piccolo altare in conglomerato cementizio e acciaio, alle cui spalle si apre una nicchia contenente un antico Crocifisso ligneo scolpito; il manufatto venne rinvenuto nel settembre 1692 sulla riva del mare da un pescatore del borgo, e successivamente, accertata la veridicità del racconto del ritrovamento, portato nella chiesa di San Biagio.[7] Nel transetto di destra, invece, vi è la statua policroma della Beata Vergine del Soccorso, rifacimento di una più antica del XIX secolo, il cui culto è presente nella chiesa almeno fin dal 1600, anno in cui venne fondata la Pia Unione di devoti.[8]

Nella parete di fondo della navata, si apre un grande arco a tutto sesto che dà sul presbiterio, rialzato di alcuni gradini rispetto al resto della chiesa; quest'ultimo trova luogo all'interno di un ambiente a pianta rettangolare coperto con volta a botte lunettata e terminante con un'abside semicircolare, quest'ultima illuminata da due monofore poste ai lati dell'ancona dell'antico altare maggiore. Gli arredi liturgici, in stile moderno, vennero realizzati nel 1974 in conglomerato cementizio.[4]

Organo a canne[modifica | modifica wikitesto]

Organo a canne

Nell'abside trova luogo l'organo a canne Gianni Ferraresi opus X. Esso venne costruito nel 1977 e si componeva di 20 registri posti su somiere meccanico, comandati tramite trasmissione elettrica da una consolle a due tastiere e pedaliera;[9] nel 1988, la ditta organaria albignaseghese Michelotto ampliò lo strumento portandolo alle dimensioni attuali e rifacendo l'interno della consolle.[4]

L'organo è a trasmissione integralmente elettrica e si compone di un unico corpo posto a pavimento al centro dell'abside; la mostra è formata da tre cuspidi di canne di Principale dell'ordine di 8', con bocche a mitria allineate orizzontalmente: le due laterali, più ampie, sono formate da 23 canne ciascuna, quella centrale da 9. La consolle è situata nei pressi del corpo d'organo ed è mobile indipendente; essa dispone di due tastiere di 61 note ciascuna ed una pedaliera concavo-radiale di 32, con i registri, le unioni, gli accoppiamenti e gli annullatori azionati da placchette a bilico con nomi incisi.[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Parrocchia 60. Ravenna - San Biagio, su ravenna-cervia.chiesacattolica.it. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  2. ^ Borgo, su sanbiagioravenna.it. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  3. ^ Porta Adriana, su turismo.ra.it. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  4. ^ a b c d e f Storia, su sanbiagioravenna.it. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  5. ^ (EN) Chiarissimo Cardinal Falconieri Mellini †, su catholic-hierarchy.org. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  6. ^ San Biagio, su sanbiagioravenna.it. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  7. ^ SS Crocifisso, su sanbiagioravenna.it. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  8. ^ Beata Vergine del Soccorso, su sanbiagioravenna.it. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  9. ^ a b Ravenna - San Biagio, su ferraresi-organi.com. URL consultato l'8 febbraio 2015.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]