Certosa di San Giacomo

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Certosa di San Giacomo
Certosa di San Giacomo, Capri.jpg
La Certosa di San Giacomo
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
LocalitàCapri-Stemma.png Capri
Religionecattolica
Arcidiocesi Sorrento-Castellammare di Stabia
Completamento1371

Coordinate: 40°32′51″N 14°14′43″E / 40.5475°N 14.245278°E40.5475; 14.245278

« Le celle, i cortiletti e i giardini … ricoperti di foltissima vegetazione fanno di questo monastero deserto un romantico labirinto … »

(Ferdinand Gregorovius[1])

La certosa di San Giacomo è il monastero più antico di Capri.

Edificato nel 1371 per volere del conte Giacomo Arcucci su un terreno donato dalla Regina Giovanna I D'Angiò, la certosa ospita il museo dedicato al pittore tedesco Karl Diefenbach.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

La struttura della Certosa fu edificata nel terzo quarto del Trecento grazie agli auspici del conte Giacomo Arcucci. L'impianto iniziale, poi soggetto nei secoli a profondi cambiamenti, presentava la classica partizione funzionale alla vita cenobitica: un'area destinata alla clausura e l'altra ai servizi, nel caratteristico stile tardo romanico che accomuna gli edifici isolani del periodo.[2]

Sin dalla fondazione godé di ampi privilegi concessi dalla regina Giovanna che i monaci certosini riuscirono a mantenere nei secoli successivi, nonostante le alterne vicende che segnarono la vita del reame napoletano nei secoli XIV-XVI. Seppero far risorgere il monastero anche dalle incursioni piratesche, che flagellarono l'isola e la costiera amalfitana nella prima metà del Cinquecento, ricostruendo e ampliando il monastero con l'aggiunta del chiostro cinquecentesco.[2]

Con Gioacchino Murat, nel 1808, i beni della certosa furono confiscati, e di essa venne fatta una caserma (1815), poi un ospizio e, dal 1868 al 1898, un soggiorno punitivo per militari e anarchici. Nella prima metà del Novecento la certosa attraversò brevi momenti di attività (nel 1936, ad esempio, i canonici lateranensi vi avevano istituito un ginnasio) per declinare durante la seconda guerra mondiale verso un deplorevole disfacimento con il conseguente allontanamento dei canonici.[2]

Dal 1975 è sede del museo dedicato al pittore tedesco Karl Wilhelm Diefenbach, morto sull'isola nel 1913. Bisognerà attendere i primi anni Duemila per veder iniziare le opere di restauro all'intera struttura a cura della Soprintendenza napoletana.[2]

Fra le opere rimaste vi è un affresco del XIV secolo, opera del pittore fiorentino Nicolò di Tommaso.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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