Carmine Mancuso

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Carmine Mancuso

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XI, XII
Gruppo
parlamentare
XI Verdi La Rete - XII Verdi La Rete, Forza Italia
Coalizione XII Progressisti
Circoscrizione Sicilia
Collegio Palermo I
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico La Rete
Titolo di studio Diploma scuola media superiore
Professione Ispettore capo Polizia di stato

Carmine Mancuso (Palermo, 14 aprile 1948) è un politico e poliziotto italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il padre, Lenin Mancuso, era un maresciallo della Polizia e venne assassinato dalla mafia insieme al giudice Cesare Terranova, che scortava. Questo episodio portò Carmine a schierarsi veementemente contro la malavita, entrando anche lui in Polizia, dove diviene ispettore.

Negli anni '80 è tra i promotori del "Coordinamento antimafia" di Palermo; nel 1991 è fra i fondatori del partito "La Rete" insieme a Leoluca Orlando e Nando Dalla Chiesa.

Con la Rete nel 1991 è eletto deputato all'Assemblea Regionale Siciliana[1] e poi nel 1992 diviene senatore della repubblica e vicepresidente del Gruppo Verdi - La Rete.

Nel 1992 in un'intervista all'Espresso denuncia l'esistenza di logge massoniche che sostengono le banche:

« Prenda le grandi banche di Londra, come la Barclays, i Lloyds e la Lazard Freres o Warburg e Co. Ognuna di esse possiede una loggia esclusiva. Vuole qualche esempio? Dietro i Lloyds c’è la loggia Black Horse di Lombard Street 4155. Dietro la Banca d’Inghilterra c’è la loggia n. 263. A Manhattan la situazione è identica perlomeno per quanto concerne le grandi banche come la Chase Manhattan, JPMorgan, Salomon Brothers, Citicorp e Goldman Sachs »

Nel 1994 viene rieletto al Senato per la coalizione dei "Progressisti" in quota a "La Rete", ma alla fine del 1995 aderisce a Forza Italia, pur "considerando se stesso ancora un uomo di sinistra".[2] Nel 1996 è pronta la sua candidatura per Forza Italia al Senato, ma vengono smarriti i documenti, e scadono i termini per la presentazione.

Nel 1998 è stato condannato dal Tribunale di Palermo per diffamazione aggravata nei confronti di Bruno Contrada, in relazione a sue dichiarazioni in un programma televisivo del 1993[senza fonte].

Nel 2001 si candida a sindaco di Palermo a capo di una lista civica denominata "Città tua", raccogliendo circa il 2%.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Assemblea Regionale Siciliana - Profilo Deputato Mancuso Carmine.
  2. ^ Carmine Mancuso passa dalla Rete a Forza Italia, in Corriere della Sera, 14 dicembre 1995, p. 4. URL consultato l'8 aprile 2011 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2014).
  3. ^ Home Page.