Carlo Vichi

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Carlo Vichi (Montieri, 5 febbraio 1923Milano, 20 settembre 2021) è stato un imprenditore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato nel 1923 a Montieri, in provincia di Grosseto, nel 1930 si stabilisce al seguito della famiglia a Milano, dove il padre fa il lavoro di metronotte.[1][2] Cresciuto nel popolare quartiere milanese di Lambrate, dal 1937 al 1941 frequenta le scuole serali dove consegue il diploma in elettrotecnica.[3][4] In seguito lavora come operaio in una ditta che produceva chiodi; poi una occupazione come tecnico, prima presso la CGE e poi alle dipendenze della Minerva; quindi il militare ed infine un'esperienza presso la IMR di Germignaga.[5]

Nel 1945, fonda la Vichi Apparecchi Radio (VAR), che si occupava della costruzione artigianale di radio a valvole come terzista per conto di altre società del settore, in un laboratorio nel quartiere Calvairate, nonché della riparazione dei medesimi apparecchi.[1][5] La sua impresa, che poco tempo dopo si specializza nella costruzione diretta dei componenti per assemblare le radio, tra la seconda metà degli anni cinquanta e gli anni sessanta si espande, e con i finanziamenti concessi da una ristretta cerchia di amici e parenti, provvede ad ampliare le strutture produttive.[1][5] Divenuta Mivar, nel 1968 viene trasferita l'attività in uno stabilimento inaugurato ad Abbiategrasso, che impiega quasi 800 dipendenti.[5] Il periodo di maggior successo dell'azienda è stato il decennio ottanta-novanta, poiché diviene il primo produttore nazionale di televisori e leader di mercato.[1]

Dell'azienda da lui fondata, Vichi è proprietario con il 90% delle quote e amministratore unico.[3] Dopo il 2000, Mivar va in crisi e perde le quote di mercato in favore della concorrenza, riduce drasticamente il numero di dipendenti, e nel 2013 cessa di produrre televisori.[5] Da allora Vichi si dedica alla progettazione di mobili, più precisamente, tavoli con sedie estraibili destinati ai luoghi pubblici.[6]

Nel 2014, ha annunciato la volontà di affittare gratuitamente lo stabilimento costruito negli anni novanta sul Naviglio di Bereguardo – da lui stesso progettato – di 120000 , mai entrato in funzione, a chiunque abbia intenzione di produrre televisori e impiegarvi 1.200 lavoratori italiani.[7] Tre anni più tardi, nel 2017, Vichi rivolge questo invito alla multinazionale sudcoreana Samsung[8], da cui non ottiene alcuna risposta.

È deceduto il 20 settembre 2021 all'età di 98 anni.[9]

Posizioni politiche[modifica | modifica wikitesto]

Vichi, dichiaratamente ateo e anticlericale, in più occasioni ha pubblicamente manifestato la propria ammirazione per i dittatori Benito Mussolini e Adolf Hitler, e la propria avversione verso le organizzazioni sindacali.[2][10][11] Non è mai stato legato ad alcun partito politico e ha dichiarato di non votare dagli anni cinquanta.[3]

Nel 2019, in occasione delle manifestazioni per il centenario della fondazione dei Fasci italiani di combattimento, Vichi ha fatto restaurare a sue spese il Monumento dei Caduti Fascisti eretto nel 1925 al Cimitero monumentale di Milano, presso cui si è svolto un raduno di militanti di estrema destra.[12][13]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Il 10 aprile 1944 si sposò con Annamaria Fabbri da cui ebbe quattro figli: Luisa, Maria, Valeria e Girolamo.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Amatori, Colli, p. 263.
  2. ^ a b B. Viganò, Mivar, fine della storia, in Job., n. 1, Job Network, febbraio-marzo 2014, pp. 18-21.
  3. ^ a b c Carlo Vichi: Italiani! Ve la do io la tivù, in L'Espresso, 15 gennaio 2004, p. 63.
  4. ^ S. Biagini, MIVAR: tutto iniziò in via Tommei (PDF), in Quattro. Giornale di informazione e cultura della Zona 4 Vittoria Forlanini, n. 85, Associazione culturale Quattro, maggio 2007, p. 7.
  5. ^ a b c d e G. Villani, Una intervista con Carlo Vichi: la MIVAR, in La Scala Parlante, n. 1, AIRE, gennaio 2020, pp. 15-19.
  6. ^ a b Redazione, Abbiategrasso, signore & signora Mivar: 75 anni da fiaba, in Il Giorno.it, 13 aprile 2019. URL consultato il 6 marzo 2021.
  7. ^ V. Conte, "Affitto gratis la mia Mivar a chi assume 1200 italiani", in La Repubblica, 7 marzo 2014, p. 28. URL consultato il 7 marzo 2021.
  8. ^ Redazione, L'appello di Carlo Vichi: "Samsung, ti do la Mivar se produci le tv in Lombardia", in Il Giorno.it, 11 marzo 2017. URL consultato il 7 marzo 2021.
  9. ^ Fausta Chiesa, Carlo Vichi, morto il re dei televisori italiani Mivar di Abbiategrasso: aveva 98 anni, su corriere.it, 20 settembre 2021.
  10. ^ J. Piromallo, Mivar, Carlo Vichi: ‘Hitler è il mio eroe’, in Il Fatto Quotidiano.it, 20 marzo 2014. URL consultato il 7 marzo 2021.
  11. ^ Redazione, “Solo mister Samsung può salvare la mia Mivar”, in Ticino Notizie, 6 febbraio 2017. URL consultato il 7 marzo 2021.
  12. ^ Memento con una targa al monumentale ricorda i martiri fascisti di Milano. Lo sdegno dell'Anpi, in Fascinazione.info, 22 marzo 2019. URL consultato il 7 marzo 2021.
  13. ^ S. Garzillo, Milano, l’estrema destra al cimitero monumentale per il Centenario del fascismo, in Fan Page, 23 marzo 2019. URL consultato il 7 marzo.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]