Carcaci

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Carcaci
ex comune
Carcaci – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
ProvinciaProvincia di Enna-Stemma.png Enna
Amministrazione
Data di soppressione1876
Territorio
Coordinate37°39′53″N 14°46′54″E / 37.664722°N 14.781667°E37.664722; 14.781667 (Carcaci)Coordinate: 37°39′53″N 14°46′54″E / 37.664722°N 14.781667°E37.664722; 14.781667 (Carcaci)
Altitudine250 m s.l.m.
Abitanti
Altre informazioni
Cod. postale94010
Prefisso0935
Fuso orarioUTC+1
Cod. catastaleB746
Nome abitanticarcacioti
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Carcaci
Carcaci

Carcaci è stato un comune italiano. Fu soppresso nel 1876 ed aggregato a Centuripe, da cui dista circa 12 chilometri.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La prima testimonianza della presenza umana nel luogo risale all'XI secolo, quando i normanni, venuti in Sicilia, nel 1061 qui si accamparono per organizzare la presa di Centuripe. A quell'epoca risale la prima costruzione di cui si ha testimonianza: una torre quadrangolare successivamente inglobata in altri edifici. Il primo feudatario di Carcaci fu Giovanni de Raynero nel 1200 circa. Nel 1453 Giovanni Spatafora ebbe l'investitura dal re Alfonso della baronia di Carcaci. Sul finire del XVI secolo vennero realizzati dei lavori idraulici per opera del barone Ruggero Romeo. Successivi feudatari di Carcaci furono Nicola Mancuso nel 1602 e Gonsalvo Romeo Gioieni nel 1630. Questi ottenne nel 1631 la licentia populandi e fondò il borgo[1].

In seguito, Carcaci passò alla Casa Paternò Castello che da allora sono i Duchi di Carcaci. La principale risorsa economica di Carcaci fu la coltivazione del riso, ma si coltivavano anche canapa e lino[2]. Il borgo venne realizzato con pianta regolare e con gusto barocco spagnoleggiante: venne realizzato un monumentale ingresso, una chiesa, dedicata a santa Domenica, ormai in stato di abbandono, un castello. Nel 1818 con l'abolizione della feudalità Carcaci, che all'epoca contava 150 abitanti, divenne comune[3]; nel 1819 venne posto, assieme a Catenanuova e Regalbuto, nel neo istituito circondario di Centuripe. La frazione fu abitata sin dalla metà del XX secolo (1950) da grossi allevatori di bestiame provenienti da Tortorici.

Stazione ferroviaria di Carcaci nel 1975

Dal 18 agosto 1952, con l'apertura della seconda parte della linea ferroviaria Motta-Regalbuto, Carcaci ebbe la sua stazione ferroviaria da cui, nel periodo tra ottobre e maggio, partivano quotidianamente treni merci carichi di agrumi. La stazione venne definitivamente chiusa il 31 dicembre 1986 assieme alla tratta di linea fino a Paternò.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Centuripe, Borgo Carcaci, su etnaportal.it. URL consultato il 29 settembre 2017.
  2. ^ Antico borgo di Carcaci, su Comune di Centuripe. URL consultato il 29 settembre 2017.
  3. ^ Antico borgo di Carcaci, su Distretto turistico Dea di Morgantina. URL consultato il 29 settembre 2017.

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