Ducato di Carcaci

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Ducato di Carcaci
Informazioni generali
Capoluogo Carcaci
Popolazione 251 (1798[1])
Dipendente da Regno di Sicilia
Evoluzione storica
Inizio 1725 con Vincenzo Paternò Castello Paternò
Causa Investitura a I° Duca di Carcaci di Vincenzo Paternò Castello da parte del re Carlo III di Spagna
Fine 1812 con Giuseppe Vincenzo Paternò Castello Rizzari
Causa Abolizione del feudalesimo con la promulgazione della Costituzione siciliana
Preceduto da Succeduto da
Baronia di Carcaci Distretto di Nicosia
Duca di Carcaci
ParìaParìa di Sicilia
Data di creazione17 marzo 1725
Creato daCarlo VI d'Asburgo
Primo detentoreVincenzo Paternò Castello Paternò
Ultimo detentoreGaetano Paternò Castello Artale
TrasmissioneMaschio primogenito
Titoli sussidiariBarone di Placabaiana

Il Ducato di Carcaci fu uno stato feudale esistito in Sicilia tra la gli inizi del XVIII secolo e gli inizi del XIX secolo. Il suo territorio corrispondeva alla località di Carcaci, frazione del comune di Centuripe, in provincia di Enna.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La baronia di Carcaci, nel Val Demone, appartenuta agli Spadafora e ai Romeo, agli inizi del XVIII secolo fu acquistata da Vincenzo Paternò Castello dei principi di Biscari, che ne prese investitura il 28 marzo 1715.[2] Questi in seguito acquistò il titolo di duca di Giovampaolo dai Marullo, che con privilegio dato il 17 marzo 1725, ed esecutoriato il 24 luglio, fece commutare in quello di duca di Carcaci.[3]

Elevata a rango di ducato, la principale risorsa economica di Carcaci fu la coltivazione del riso, ma si coltivavano anche canapa e lino.[4] Il borgo venne realizzato con pianta regolare e con gusto barocco spagnoleggiante: venne realizzato un monumentale ingresso, una chiesa, dedicata a santa Domenica, ormai in stato di abbandono, un castello.[5]

I Paternò Castello possedettero il ducato di Carcaci fino all'abolizione del feudalesimo avvenuto nel Regno di Sicilia nel 1812, a seguito della promulgazione della Costituzione siciliana concessa dal re Ferdinando III di Borbone. Ultimo duca-feudatario fu Giuseppe Vincenzo Paternò Castello Rizzari, il quale ebbe un seggio ereditario alla Camera dei pari del Regno di Sicilia come duca di Carcaci.[6]

Il titolo di duca di Carcaci e quello sussidiario di barone di Placabaiana, vennero riconosciuti dalla legislazione del Regno d'Italia, con i decreti ministeriali del 22 aprile 1903 e del 12 novembre 1906, al duca Francesco Maria Paternò Castello.[7]

Cronotassi dei duchi di Carcaci[modifica | modifica wikitesto]

Periodo feudale[modifica | modifica wikitesto]

  • Vincenzo Paternò Castello Paternò (1725-1767)
  • Mario Concetto Paternò Castello Paternò (1767-1781)
  • Giuseppe Vincenzo Paternò Castello Rizzari (1781-1812)

Periodo post-feudale[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Vincenzo Paternò Castello Rizzari (1812-1817)
  • Mario Giuseppe Paternò Castello Scammacca (1817-1821)
  • Vincenzo Paternò Castello San Martino (1821-1834)
  • Mario Paternò Castello Scammacca (1834-1838)
  • Francesco Paternò Castello San Martino (1838-1854)
  • Gaetano Paternò Castello San Martino (1854)
  • Francesco Maria Paternò Castello Paternò (1854-1912)
  • Gaetano Paternò Castello Artale (1912-1946)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ V. Amico, Dizionario topografico della Sicilia, a cura di G. Di Marzo, vol. 1, Di Marzo, 1858, p. 31.
  2. ^ Villabianca p. 99.
  3. ^ V. Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, vol. 5, Forni, 1981, p. 199.
  4. ^ Antico borgo di Carcaci, su Comune di Centuripe. URL consultato il 29 settembre 2017.
  5. ^ F. Gaudioso, Appunti sulle corti rurali della Sicilia sud-orientale, in Bollettino della Reale Società geografica italiana, Reale Società geografica italiana, 1940, p. 345.
  6. ^ Costituzione del Regno di Sicilia stabilita dal Parlamento dell'anno 1812, Stamperia De Marco, 1848, p. 165.
  7. ^ Spreti, p. 202.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • F. Emanuele Gaetani, marchese di Villabianca, Della Sicilia nobile, vol. 1, Palermo, Stamperia Santi Apostoli, 1757.
  • F. P. Di Vita, I Paternò Castello di Biscari. Una famiglia, un patrimonio nella Sicilia moderna (1700-1734), Torino, Giappichelli, 2007, ISBN 8834877225.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]