Buxus

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Buxus
200410 Buxus balearica.JPG
Buxus balearica
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Euphorbiales
Famiglia Buxaceae
Genere Buxus
L.
Classificazione APG
Ordine Buxales
Famiglia Buxaceae
Specie

Buxus L. è un genere di piante angiosperme dicotiledoni appartenente alla famiglia delle Buxacee.[1]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

È un arbusto cespuglioso sempreverde, ramoso compatto con fusto, rami e legno giallastri, pianta moderatamente velenosa, foglie generalmente opposte picciolate o sessili, ellissoidali, coriacee di colore verde più o meno scuro e lucente, fiori monoici piccoli sessili, i frutti sono capsule coriacee con pochi semi oblunghi.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Si trova spontaneo in luoghi rocciosi, aridi anche calcarei, in Europa, Asia e Africa.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Specie di Buxus.

Il genere comprende un centinaio di specie.[1]

Alcune specie[modifica | modifica wikitesto]

Le specie maggiormente coltivate in Italia come piante ornamentali sono:

  • Buxus sempervirens e le sue numerose varietà, pianta arbustiva alta oltre 3 metri, utilizzata per siepi, bordure, alberelli e in vaso per decorare gli appartamenti
  • Buxus balearica frequente nei parchi e giardini, con foglie più grandi della precedente lunghe fino a 4 cm, bislunghe di colore verde chiaro e fiori profumati, specie spontanea in Sardegna.

Coltivazione[modifica | modifica wikitesto]

Richiedono terreno asciutto e sassoso, senza ristagni d'acqua, si moltiplica facilmente con la semina, o nelle varietà per via agamica con la divisione dei cespi o le talee, la regolare potatura deve essere prevista per dare la forma voluta alla pianta, soprattutto nei giardini all'italiana.

Usi[modifica | modifica wikitesto]

Come pianta ornamentale nei giardini per fitte siepi o nelle varietà nane per basse bordure, in vaso come alberelli dalla forma obbligata per decorare appartamenti e terrazzi; quasi indispensabile nei giardini all'italiana con varie fogge ottenute con l'arte topiaria.

Il legno di bosso, di colore giallastro e molto duro, è pregiato e di facile lavorabilità; viene utilizzato per lavori di ebanisteria, pezzi degli scacchi, bocce da gioco, intaglio, strumenti musicali e nel modellismo navale.

In forma di stecchi, il legno di bosso è ampiamente utilizzato in orologeria per la pulizia dei movimenti d'orologio.

Il bosso è utilizzato anche come pianta medicinale: vengono utilizzate le foglie e la corteccia che, per la presenza di alcaloidi e altre sostanze, hanno proprietà lassative, sudorifere, antireumatiche e febbrifughe.

Parassiti[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2006 in Europa e dal 2010 anche in Italia è comparso un lepidottero importato accidentalmente dall'Asia, la piralide del bosso, che ha provocato ingenti danni, in particolare al genere Buxus[2].

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Con il legno di bosso si confezionavano, nel medioevo, piccole scatole che contenevano la bussola.
  • Al Museo di Archeologia Subacquea di Porto Santo Stefano sono visibili strumenti a fiato in legno di bosso attribuiti agli Etruschi [3]
  • Col legno di bosso si costruivano anche i contenitori per la polvere da sparo in giusta dose per un colpo d'avancarica: i contenitori erano solitamente appesi a bandoliera, e sigillati con cera. Da qui, il nome del bossolo che tutt'ora si usa nella cartuccia.
  • Con il legno di bosso, in quanto duro, facilmente lavorabile e non soggetto a deformazioni, si realizzavano anche i manichini snodati, usati dai pittori per rappresentare la figura umana.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Buxus, in Plants of the World Online, Board of Trustees of the Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 7/2/2020.
  2. ^ Piralide del bosso: attenzione all'insetto esotico (PDF), su caa.it. URL consultato il 29 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  3. ^ Iacopo Gori, "Il jazzista suona l'aulòs: la musica di 2500 anni fa", Corriere della Sera La lettura, n. 209, Domenica 29 novembre 2015

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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