Banco Giro

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Banco di Rialto)
Banco del Giro
Stato bandiera Repubblica di Venezia
Fondazione 1524 a Venezia
Chiusura 1806 (liquidazione)
Sede principale Venezia
Settore Bancaro
Prodotti Depositi, prestiti

Il Banco del Giro fu una "banca pubblica"[1] istituita dalla Repubblica di Venezia nel 1524 ed esistita sino al 1806, sopravvivendo di poco alla stessa caduta della Repubblica. Era retta da un magistrato detto Depositario.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

A seguito di numerosi fallimenti occorsi tra i banchieri privati e alla perdurante difficoltà dei commerci d'oltremare conseguenti all'apertura delle nuove rotte portoghesi per le Indie, nel 1524 la Repubblica decise di fondare in via sperimentale una banca a capitale pubblico che fosse in grado di garantire la necessaria liquidità al mercato di Rialto[2].

Nel 1587 lo Stato veneziano fondò anche il Banco della Piazza di Rialto al fine di permettere i versamenti di denaro senza materiale trasferimento di metallo prezioso[3].

Il Banco del Giro divenne, con i nuovi statuti del 3 maggio 1619[4] un'istituzione permanente dello Stato, la cui amministrazione venne affidata al Senato, il quale nominava tra i suoi membri il Depositario. In seguito a questa riforma il Banco del Giro divenne un progenitore delle banche centrali: infatti il principio secondo cui i creditori dello Stato accettano in pagamento titoli di credito verso la banca nazionale è quello che porterà alla fondazione delle moderne banche centrali[3].

Nel 1637 il Banco di Rialto, che era dissestato a causa di prestiti "allo scoperto", fu riassorbito dal Banco Giro[5]

Salvo le interruzioni (chiusure della cassa) del 1630-1666, quando in un periodo di crisi vennero nominati degli Inquisitori al Banco Giro, e 1713-1739, il banco perse d'importanza con la caduta della Repubblica e il passaggio della città all'Impero d'Austria, cessando l'attività nel 1800, quando ne cominciò l'ammortizzazione e venendo liquidato nel 1806, dal neonato Regno d'Italia di Napoleone Bonaparte.

Funzionamento[modifica | modifica wikitesto]

Come molte banche pubbliche dell'epoca, il Banco del Giro esercitava sia la funzione di gestione della fiscalità e del debito pubblico come le moderne Banche centrali, sia la raccolta del risparmio privato e la gestione dei pagamenti.

Il Banco Giro era un banco di deposito, prestito e giro. Per quanto riguarda i depositi iscritti nei suoi libri, essi erano privi di costo, oltre ad essere tutelati dalla legge, la quale garantiva che essi non potessero per nessuna ragione essere posti sotto sequestro dalle altre magistrature della Repubblica. I depositi erano inoltre garantiti dalla Stato contro il fallimento[2].

Il nome di Giro venne dato al Banco, in quanto esso garantiva inoltre di poter effettuare pagamenti tra i suoi creditori con una semplice partita di giro in moneta di Banco, in moneta cioè non contante, ma semplicemente registrata sui libri contabili del Banco. Allo stesso modo avvenivano i pagamenti da e verso lo Stato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fernand Braudel, Civiltà e imperi del Mediterraneo nell'età di Filippo II, Torino, Einaudi, 1976, pag. 569
  2. ^ a b sito VeneziaMuseo
  3. ^ a b sito WorldHistoty
  4. ^ sito Jstor, archive.org.
  5. ^ Sapere.it

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Da Mosto, L'Archivio di Stato di Venezia. Indice generale, storico, descrittivo ed analitico. Tomo I - Archivi dell'amministrazione centrale della Repubblica Veneta e archivi notarili, 1937.
  • Samuele Romanin, Storia documentata di Venezia, Volume VIII.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]