Cancelliere grande

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Nella Repubblica di Venezia quella di Cancellier Grande o, in veneziano, Cancellier Grando (equivalente di "Gran Cancelliere") era la carica spettante al capo della burocrazia statale e massimo rango cui potessero aspirare i cittadini non patrizi, dei quali egli si poteva considerare il capo, così come rispetto ai patrizi lo era il Doge

Storia e funzioni[modifica | modifica wikitesto]

In onore il Cancellier Grando era secondo solo al Doge, ai suoi Consiglieri e ai Procuratori di San Marco, era eletto dal Maggior Consiglio con carica vitalizia e diritto ai medesimi trattamenti riservati ai membri del patriziato, ad esclusione del voto nelle assemblee. Così come il Doge aveva diritto all'appellativo di "Eccellenza" e alla veste di porpora. Alla sua morte venivano celebrati imponenti funerali di Stato, uguali al Doge o al Patriarca di Venezia.
La carica venne istituita nel 1268 come compenso ad una tassa sulle granaglie che aveva provocato tumulti e rivolte tra cittadini e popolo.

Dal Cancellier Grando dipendevano il Reggente e il Vice-Reggente della Cancelleria Ducale ed i Segretari della stessa. Questa venne poi divisa nel 1402 in due sezioni:

  1. la Cancelleria Ducale propriamente detta, principale archivio degli atti dello Stato veneziano, ;
  2. la Cancelleria Segreta, sezione della cancelleria nella quale venivano conservati gli atti riservati.

A partire dal 1462 la Cancelleria Ducale e la Cancelleria Segreta vennero direttamente sottoposte alla sorveglianza dei Dieci, mentre solo dal 1601 alla sovrintendenza della Cancelleria Segreta venne deputato un senatore, in sottordine del quale passò il Cancellier Grande.
Erano invece estranei all'amministrazione del cancelliere gli archivi del Consiglio dei Dieci, del Supremo Tribunale della Quarantia e gli atti conservati presso le singole magistrature. La Cancelleria Inferiore era invece retta da due Cancellieri Inferiori, dai gastaldi ducali e, dal 1472, dal Sopragastaldo.

Al Cancellier Grande spettava la proclamazione delle elezioni in seno ai consigli e, dal 1411, la compilazione degli elenchi fora papalistas, cioè dei patrizi che dovevano essere esclusi dalle votazioni inerenti questioni sulla religione e sul papato. Gli spettava, inoltre, la nomina dei notai, il cui Collegio egli presiedeva insieme coi due Cancellieri Inferiori. Egli era infine il solo possessore delle chiavi di uno speciale armadio della Segreta in cui venivano custoditi i trattati con le potenze straniere.

Lista dei Cancellieri Grandi[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Da Mosto, Andrea: L'Archivio di Stato di Venezia, Biblioteca d'Arte editrice, Roma, 1937.
  • Mutinelli, Fabio: Lessico Veneto, tipografia Giambattista Andreola, Venezia, 1852.
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