Arcidiocesi di Ancira

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Ancira
Sede arcivescovile titolare
Archidioecesis Ancyrana
Chiesa latina
Sede titolare di Ancira
Mappa della diocesi civile del Ponto
Arcivescovo titolare sede vacante
Istituita XVII secolo
Stato Turchia
Arcidiocesi soppressa di Ancira
Diocesi suffraganee Tavio, Giuliopoli, Aspona, Verinopoli, Mnizo, Cinna, Anastasiopoli, Calumene
Eretta III secolo
Soppressa XX secolo
Dati dall'annuario pontificio
Sedi titolari cattoliche

L'arcidiocesi di Ancira (in latino: Archidioecesis Ancyrana) è una sede soppressa e sede titolare della Chiesa cattolica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi sorgeva attorno alla città e l'area metropolitana dell'odierna città di Ankara. L'antica Ancyra era la capitale della provincia romana della Galazia e poi della Galazia Prima, provincia sorta alla fine del IV secolo per divisione dell'antica regione storica. Nel V secolo la Galazia entrò a far parte della diocesi civile del Ponto.

Il Vetus Martyrologium Romanum ricorda diversi martiri di Ancira: Clemente vescovo (23 gennaio), Basilio presbitero (22 marzo), Teodoto e le sette vergini (18 maggio), Platone (22 luglio), Eustazio (28 luglio), Rufino, Silvano e Vitalizio (4 settembre), Melesippo, Antonio e Carina (7 novembre), Filomeno (29 novembre), Gemello (10 dicembre), Eutichio presbitero e Domiziano diacono (28 dicembre).

Nel IV secolo, con l'affermarsi del cristianesimo, poiché era capitale di una provincia romana, Ancira divenne sede metropolitana.

Nella Notitia Episcopatuum dello pseudo-Epifanio, composta durante il regno dell'imperatore Eraclio I (circa 640), la sede di Ancira appare al 4º posto nell'ordine gerarchico delle metropolie del patriarcato di Costantinopoli; e le sono attribuite sette diocesi suffraganee: Tavio, Giuliopoli (chiamata Eliopoli), Aspona, Verinopoli, Mnizo, Cinna e Anastasiopoli (anticamente Lagania).[1]

Nella Notitia Episcopatuum attribuita all'imperatore Leone VI (inizio X secolo) appaiono le stesse sedi suffraganee, alcune con il nome modificato[2]: Giuliopoli è chiamata Heliopolis sive Basileum, mentre Verinopoli è chiamata con il nome di Stauros. Come nuova suffraganea è menzionata la diocesi di Calumene.

Ad Ancira furono celebrati alcuni sinodi regionali.[3] Tra questi si ricordano il sinodo del 273, che regolò alcune questioni riguardanti la disciplina ecclesiastica. E soprattutto il sinodo del 314, a cui presenziarono più di cento vescovi di quasi tutte le province asiatiche dell'Impero e i cui canoni, che sono giunti fino a noi, sono stati in larga parte recepiti dal concilio ecumenico di Nicea del 325: in esso fu stabilito il divieto riguardante diaconi, preti e vescovi di sposarsi dopo l'ordinazione; venne adottata una serie di misure riguardanti il reinserimento dei lapsi nella Chiesa e alcune norme penitenziali per vari peccati gravi (assassinio, peccati sessuali, magia) e un certo numero di regole disciplinari e amministrative concernenti il clero. Infine un terzo sinodo, di carattere semi ariano, fu celebrato ad Ancira nel 358, presieduto dal vescovo Basilio.

La comunità ortodossa era ancora numerosa all'inizio del XX secolo, quando si contavano all'incirca 40.000 fedeli, per lo più Karamanlidi, guidati dal metropolita Gerasimo. La comunità e l'arcidiocesi sono scomparse in seguito agli accordi del trattato di Losanna del 1923 che ha imposto obbligatoriamente lo scambio delle popolazioni tra Grecia e Turchia.

Dal XVII secolo Ancira è una sede arcivescovile titolare della Chiesa cattolica; il titolo è vacante dal 24 maggio 1976.

Cronotassi degli arcivescovi greci[modifica | modifica wikitesto]

  • San Teodoto (o Teodoro) †
  • San Clemente † (all'epoca di Diocleziano)
  • Marcello † (circa 314 - 335 deposto)
  • Basilio I † (335 - circa 344 deposto)
  • Marcello † (circa 344 - 353 deposto) (per la seconda volta)
  • Basilio I † (353 - 360 deposto) (per la seconda volta)
  • Atanasio I † (360 - 361)
  • Basilio I † (361 - 362 deceduto) (per la terza volta)
  • Atanasio I † (362 - 373 deceduto) (per la seconda volta)
  • Anonimo † (prima del 381)
  • Arabiano † (prima del 394 - dopo il 400)
  • Leonzio † (menzionato nel 404)
  • Teodoto † (menzionato nel 431)
  • Eusebio † (prima del 446 - dopo il 451)
  • Anastasio II † (prima del 458 - dopo il 459)
  • Doroteo I † (? - 513 deceduto)
  • Elpidio † (menzionato nel 536)
  • Domiziano † (menzionato nel 537)
  • Doroteo II † (menzionato nel 553)
  • Frontiniano † (562 - ?)[4]
  • Paolo † (prima del 582 - dopo il 595)
  • Platone † (menzionato nel 680)
  • Stefano † (menzionato nel 692)
  • Basilio II † (menzionato nel 787)
  • Teodolo † (menzionato nell'869)
  • Daniele † (menzionato nell'879)[5]
  • Teofilatto † (menzionato nell'892)
  • Gabriele † (all'epoca del patriarca Eutimio, 907-912)
  • Giovanni † (menzionato nel 997)
  • Michele I † (menzionato nel 1032)
  • Nicola † (menzionato nel 1037)
  • Michele II † (all'epoca del patriarca Michele I Cerulario, 1043-1059)

Cronotassi degli arcivescovi titolari[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gelzer, op. cit., p. 537, nn. 126-133.
  2. ^ Gelzer, op. cit., p. 552, nn. 173-181.
  3. ^ X. Le Bachelet, v. Ancyre (Conciles d'), in Dictionnaire de théologie catholique, vol. I, coll. 1173-1177.
  4. ^ Già metropolita di Salona, esiliato nel 553 ad Antinoe in Egitto per essersi rifiutato di condannare i Tre Capitoli, ritornò dall'esilio e fu destinato alla sede di Ancira.
  5. ^ Già metropolita di Nicopoli in Epiro.
  6. ^ (DE) Heinrich Kugelmüller, Verzeichniß aller Kardinäle, Erzbischöfe und Bischöfe, welche bisher aus dem Orden der Barfüsser-Karmeliter hervorgetretten sind, Augsburg 1814, pp. 21 e 25.
  7. ^ "L'episcopato cattolico e un elenco cronologico dei vescovi di Bertinoro", Il Vero amico, vol. 10, ediz. 19, 7 maggio 1858, p. 75.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

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