Antonella d'Aquino

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Antonella d'Aquino (... – 1493) è stata una nobildonna italiana, della antica famiglia di origine longobarda dei d'Aquino che annovera nella stirpe anche San Tommaso [1].

Nel 1403, il bisnonno di Antonella, il condottiero Francesco (Cecco) del Borgo (1350-1411), fu nominato "marchese di Pescara" dal re angioino Ladislao I di Napoli.

La figlia di Cecco e nonna di Antonella, Giovanella del Borgo, sposò Francesco II d'Aquino, Gran Camerlengo del Regno di Napoli, portando in eredità il marchesato di Pescara. Ebbero un solo figlio Berardo Gaspare d'Aquino, morto nel 1449, riconosciuto come "primo" marchese di Pescara dalla nuova dinastia aragonese.[2]

Berardo sposò Beatrice Gaetani ed ebbero due figli, Antonella e Francescantonio d'Aquino, riconosciuto come "secondo" marchese di Pescara.

Nel 1452, Antonella sposa Innico I d'Avalos di una prestigiosa famiglia di origine spagnola fedele agli Aragonesi di Napoli e successivamente alla Corona Spagnola. Innico era giunto in Italia nel 1442, al seguito di Alfonso V d'Aragona.

Nel 1453, Antonella eredita le contee di Loreto e Satriano e, attraverso la linea materna del padre (da Giovanella), il marchesato di Pescara, che in questo modo passano nella proprietà della famiglia d'Avalos per molti anni.

Nel 1460, Antonella eredita anche la baronia di Pescasseroli dal fratello Francescantonio, allora titolare di quel feudo, che muore presto e senza figli. È da notare, che Innico, "terzo" marchese (consorte) di Pescara, pur avendone diritto, non utilizzò questo titolo durante la vita del cognato.[3] Nello stesso anno, mette alla luce Costanza, che alcuni storici dell'arte ritengono essere la nobildonna che ispirò Leonardo da Vinci allorché realizzò il capolavoro della "Gioconda". Muore nel 1493.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Famiglia Aquino
  2. ^ Salazar y Acha, Jaime de (2012). Los Grandes de España (Siglos XV-XXI). Madrid: Ediciones Hidalguía. ISBN 978-84-939313-9-1, p. 464.
  3. ^ George Frederick Beltz, Memorials of the Order of the Garter, from Its Foundation to the Present, p. xxii

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]