Alfred Kubin

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Alfred Kubin nel 1898
Firma di Alfred Kubin

Alfred Leopold Isidor Kubin (Leitmeritz, 10 aprile 1877Zwickledt, 20 agosto 1959) è stato un illustratore, litografo, pittore e scrittore austriaco.

È considerato un importante rappresentante dell'espressionismo e del simbolismo. A differenza di molti espressionisti, non ritrasse quasi mai la guerra, ma preferì quasi sempre scene autobiografiche riguardanti esperienze della sua vita, esprimendo sentimenti e sensazioni attraverso metafore del mondo onirico. Gran parte della sua ispirazione era tratta infatti dai propri ricordi, sentimenti e sogni.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Alfred Kubin nacque in Boemia nella città di Leitmeritz, ai tempi appartenente all'Impero austro-ungarico, il 10 aprile del 1877. La madre, Johanna Kletzl, era una pianista e il padre, Friedrich Franz Kubin, era un geometra statale, che per tale motivo era spesso assente da casa e il quale fu sempre molto severo nei confronti del figlio. Nei primi due anni di vita, Kubin si trasferì con la sua famiglia prima a Salisburgo e poi a Zell Am See, dove trascorse la maggior parte della sua infanzia e gioventù. Alfred ebbe sempre una sorta di rivalità e complesso di inferiorità nei confronti del padre, che spesso lo picchiava e lo faceva sentire un fallito, dichiarandolo un "buono a nulla" poiché incapace di farsi degli amici o di prendere buoni voti a scuola. Alfred infatti si cacciava spesso nei guai a causa del suo temperamento discolo; preferiva disegnare e vagabondare in giro per i fienili e le stalle del suo paesino di montagna, o stendersi di fianco ai ruscelli e osservare l'acqua che scorreva: odiava la scuola, gli insegnanti e qualsiasi tipo di costrizione, cosa che lo distinse come puro spirito libero per tutta la sua vita.

L'evento che segnò per sempre la sua esistenza fu la morte di sua madre. Kubin aveva appena undici anni quando lei, che era sempre stata molto protettiva e dolce nei suoi confronti, morì di tubercolosi, appena pochi mesi dopo aver dato alla luce sua sorella Friederike (Fritzi). La visione del padre che correva disperato per casa con il cadavere di sua madre tra le braccia lo traumatizzò per sempre. Con la morte della moglie, il padre di Kubin divenne molto più severo e crudele nei confronti del figlio, spesso prendendosela con lui e picchiandolo senza motivo. Fu particolarmente in questo periodo che Alfred si avvicinò al disegno, sfogando tutta la sua rabbia e le sue angosce, disegnando scene macabre e di distruzione, e sviluppando un sincero interesse per l'orrido, la violenza e il macabro. Questi elementi lo renderanno famoso caratterizzarono in modo costante le sue opere nella sua futura carriera di artista.

Il padre si sposò poi con la zia di Alfred, che però morì di parto appena un anno dopo dando alla luce la sorellastra di Alfred e Friederike, Rosalie. Nel periodo seguente il giovane Kubin si allontanò sempre di più dalla propria famiglia, che lo maltrattava in continuazione: veniva spesso accusato di malefatte che a volte neppure aveva compiuto o che addirittura venivano ingigantite per farlo passare apposta come un delinquente, e per punizione suo padre si accaniva duramente su di lui.

Quando aveva quindici anni, suo padre si sposò per la terza volta, e Alfred, che era stato bocciato al liceo, fu mandato a Klagenfurt da Alois Beer, il fratello della moglie di suo padre, che faceva il fotografo, a fare l'apprendista. In questo periodo si interessò agli scritti di Schopenhauer, che influenzò la sua visione della vita assieme a Friedrich Nietzsche. Kubin fu infatti un grande appassionato di filosofia per tutta la vita.

L'unico aspetto significativo del tempo che trascorse come apprendista fotografo, fu che si interessò particolarmente alle foto dei paesaggi che Beer portava indietro per far sviluppare dai suoi viaggi; per il resto Kubin si disinteressò sempre di più verso il proprio lavoro, provocando il malcontento del suo capo, e si ritrovò sempre più spesso, a causa dei suoi frequenti problemi di nervi fragili ereditati dalla madre (problemi di cui soffrì per tutta la vita), ad avere scatti d'ira feroci (accompagnati a volte da convulsioni) e a litigare con i colleghi. Fu proprio al culmine di uno di questi litigi che a diciannove anni, durante il quarto anno del suo apprendistato, Kubin scappò dal negozio per andare da Klagenfurt a Zell Am See, con un vecchio revolver, con l'intenzione di suicidarsi sulla tomba della madre. Qualcosa però nel meccanismo della pistola si inceppò e il proiettile non partì. Non trovò mai più la forza morale di compiere un atto del genere.

Saputo dell'ennesimo litigio al negozio, Beer lo licenziò in tronco. Avendo così fallito in ogni tentativo di ricevere un'educazione sia scolastica che lavorativa, Kubin si arruolò volontario nell'esercito ma lo accettarono con esitazione per via della sua costituzione fragile. Ebbe infatti un gravissimo crollo nervoso al funerale di un comandante di divisione, cosa che lo costrinse a letto in ospedale per quattro mesi, anche se gli ci volle un anno intero per riprendersi del tutto. Al termine della sua convalescenza, suo padre venne a prenderlo, dimostrandosi sinceramente felice di vederlo, e lo riportò alla casa di Zell Am See, dove tutti finalmente iniziarono a trattarlo bene, padre compreso, e Alfred cominciò a sentirsi amato per la prima volta, cominciando finalmente a legare col genitore.

Istruzione artistica[modifica | modifica wikitesto]

Sotto suggerimento di un amico, il padre di Kubin accettò di mandare il figlio a studiare alla scuola d'arte Schmitt Reutte e all'Akademie der Bildenden Künste München (Accademia delle belle arti di Monaco di Baviera), frequentando dal 1898 al 1901. Abitò in una stanzetta sulla Theresienstrasse, Schwabing, il quartiere della Boheme a Monaco di Baviera. Trasse una grande ispirazione visitando un giorno la Vecchia Pinacoteca, rimanendone estasiato. In questi anni scoprì e studiò diversi pittori che influenzarono particolarmente le sue opere, tra i quali Max Klinger, Goya, de Groux, Rops, Munch (che incontrò personalmente), Ensor e Redon. Strinse anche amicizia con Paul Klee e Hans von Weber, editore tedesco e mecenate delle arti, il quale è considerato lo scopritore di Kubin per eccellenza: egli infatti lo supportò fin dal principio, acquistando diverse sue opere e aiutandolo a farsi un nome nel mondo dell'arte. Ad esempio, nel 1903 stampò una cartella di quindici riproduzioni dei suoi disegni, rendendo noto il suo nome in un ambiente molto più vasto. Von Weber apparve anche nel romanzo "L'altra parte" (1909) di Kubin.

Kubin produsse un esiguo numero di pitture ad olio negli anni tra il 1902 e il 1910, ma in seguito la sua produzione consistette di acquerelli, disegni a inchiostro e, sempre più frequenti, litografie. Nel 1912 a Monaco, divenne membro del gruppo Blaue Reiter, grazie al quale strinse amicizia con artisti quali Kandinsky, Gabriele Münter, August Macke, Marianne von Werefkin, Alexander Jawlenski, Marc e Klee.

Come Oskar Kokoschka e Albert Paris Gütersloh, Kubin ebbe talento sia artistico che letterario. Egli illustrò lavori di Edgar Allan Poe, E.T.A. Hoffmann, Fyodor Dostoevsky ed altri. Fu anche l'autore di vari libri, tra i quali il più conosciuto è il suo romanzo Die Andere Seite (L'altra parte, 1909), considerato il primo esempio di letteratura espressionista.

Dal 1906 fino alla sua morte, visse una vita riservata in un castello del dodicesimo secolo a Zwickledt. A Kubin furono assegnati il Great Austrian State Prize nel 1951 e l'Austrian Decoration for Science and Art nel 1957. In Italia la sua opera fu presentata per la prima volta in occasione della Biennale di Venezia del 1952.

Opere letterarie[modifica | modifica wikitesto]

  • L'altra parte (1909) (romanzo)
  • The Looking Box (1925)
  • Of the Desk of a Draughtsman (1939)
  • Adventure of an Indication Feather/Spring (1941)
  • Sober Balladen (1949)
  • Evening-red (1950)
  • Fantasies in the Boehmerwald (1951)
  • Demoni e Visioni Notturne (1959) (autobiografia)

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia per le scienze e per le arti - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per le scienze e per le arti
— 1957

Gallery[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alfred Kubin, Demoni e visioni notturne, traduzione di Maria Attardo Magrini, Abscondita, 2004. ISBN 88-841-6297-1

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