Alberto Rizzoli

Alberto Rizzoli (Como, 18 febbraio 1945 – Pavia, 22 febbraio 2019) è stato un imprenditore e editore italiano.
Figlio secondogenito di Andrea Rizzoli e Lucia Solmi, fu amministratore delegato dell'omonima casa editrice, creata dal nonno Angelo, negli anni settanta il primo gruppo editoriale italiano.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Giovinezza
[modifica | modifica wikitesto]Alberto Rizzoli nacque a Milano nel 1949, figlio dell'editore Andrea Rizzoli e di Lucia Solmi. Crebbe in un contesto familiare legato all'impresa editoriale del padre e del nonno, Angelo Rizzoli, fondatore della casa editrice Rizzoli.
Era cugino di Nicola Carraro ed ebbe due sorelle: Annina e Isabella. Quest'ultima, figlia del padre Andrea e della seconda moglie Ljuba Rosa, morì suicida a Montecarlo nel 1987.[1]
Matrimonio
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1970 sposò Stellina Fabbri, figlia di Giovanni Fabbri, uno dei fratelli proprietari della Fabbri Editore.[2] Dal matrimonio nacquero due figlie, Eleonora e Giovanna; la coppia divorziò nel 1976.
Ingresso nella Rizzoli
[modifica | modifica wikitesto]Alberto Rizzoli iniziò a lavorare a diciannove anni nella casa editrice di famiglia, la Rizzoli Editore. Dopo aver ricoperto incarichi di crescente responsabilità, nel 1974 venne nominato amministratore delegato del gruppo. Nello stesso periodo fu anche presidente della cartiera di Marzabotto.[1]
L'abbandono della Rizzoli e nuove iniziative editoriali
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1979 abbandonò la società, in disaccordo con la gestione espansiva condotta dal fratello Angelo junior e da Bruno Tassan Din.[1]
L'anno successivo fondò la casa editrice Quadratum, con la quale rilanciò alcune riviste storiche come La Cucina Italiana, Successo e Weekend.
Coinvolgimento giudiziario
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1983, a seguito dell'ingresso della RCS in amministrazione controllata, venne arrestato con l'accusa di bancarotta e rimase in carcere per 21 giorni. Fu successivamente prosciolto in sede istruttoria.[3]
Attività agricola
[modifica | modifica wikitesto]Abbandonata progressivamente l'attività editoriale, Rizzoli si dedicò alla gestione della sua azienda agricola alle porte di Milano, nella zona di Rognano, presso la Cascina Villarasca.[4]
Morte
[modifica | modifica wikitesto]Il 22 febbraio 2019 si tolse la vita con un colpo di pistola nella tenuta agricola di Rognano, all'interno dell'oasi naturale da lui creata. Fu trovato da un guardiacaccia e trasportato d'urgenza all'ospedale di Pavia, dove morì poco dopo.[3][5]
È stato tumulato nella cappella di famiglia del Cimitero Monumentale di Milano.[6]
Discendenza
[modifica | modifica wikitesto]Dal matrimonio con Stellina Fabbri (1970-1976) ebbe due figlie:
- Eleonora Rizzoli, di cui non si hanno notizie pubbliche rilevanti;
- Giovanna Rizzoli, rimasta anch'essa lontana dalle cronache.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 Dino Messina, L'amore per i cani, i ricordi di nonno Angelo e quell'addio al gruppo di famiglia: la vita di Alberto Rizzoli, su Corriere della Sera, 23 febbraio 2019. URL consultato il 24 febbraio 2019 (archiviato dall'url originale il 24 febbraio 2019).
- ↑ Alberto Mazzuca, La erre verde: ascesa e declino dell'impero Rizzoli, Milano, Longanesi, 1991, pp. 258-259.
- 1 2 Si è ucciso Alberto Rizzoli, nipote del fondatore della casa editrice, su la Repubblica, 22 febbraio 2019. URL consultato il 22 febbraio 2019.
- ↑ Nicola Carraro e Alberto Rizzoli, Rizzoli - La vera storia di una grande famiglia italiana, Milano, Mondadori, 2015.
- ↑ Morto Alberto Rizzoli, nipote del fondatore della casa editrice, su La Stampa, 22 febbraio 2019. URL consultato il 22 febbraio 2019.
- ↑ Comune di Milano, Cerca il tuo caro, su comune.milano.it.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Nicola Carraro e Alberto Rizzoli, Rizzoli - La vera storia di una grande famiglia italiana, Milano, Mondadori, 2015
- Alberto Mazzuca, La erre verde. Ascesa e declino dell'impero Rizzoli, Milano, Longanesi & C, 1991 ISBN 88-304-0999-5
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Alberto Rizzoli
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Le grandi famiglie: i Rizzoli, di Mariateresa Truncellito, su truncellito.com. URL consultato il 21 luglio 2015 (archiviato dall'url originale il 6 febbraio 2015).
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 315997259 · ISNI (EN) 0000 0004 4958 4297 · LCCN (EN) no2015066437 · GND (DE) 1073611531 |
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