Ai confini del paradiso

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Ai confini del paradiso
Aiconfini2007.png
Baki Davrak e Hanna Schygulla in una scena del film
Titolo originaleAuf der anderen Seite
Paese di produzioneGermania, Turchia, Italia
Anno2007
Durata122 min
Rapporto1,85:1
Generedrammatico
RegiaFatih Akın
SoggettoFatih Akın
SceneggiaturaFatih Akın
ProduttoreFatih Akın, Klaus Maeck, Christian Springer, Andreas Thiel, Jeanette Würl, Ali Akdeniz, Paolo Colombo, Alberto Fanni, Funda Odemis, Erhan Ozogul, Flaminio Zadra, Nevra Koçoglu
Casa di produzioneAnka Film, Dorje Film, Corazón International
Distribuzione (Italia)BiM Distribuzione
FotografiaRainer Klausmann
MontaggioAndrew Bird
MusicheShantel
ScenografiaTamo Kunz, Sirma Bradley, Seth Turner
CostumiKatrin Aschendorf
TruccoMaike Heinlein, Mediha Safak, Daniel Schröder
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Ai confini del paradiso (Auf der anderen Seite) è un film del 2007 scritto e diretto da Fatih Akın.

È stato presentato in concorso al Festival di Cannes 2007 dove ha vinto il premio per la migliore sceneggiatura.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nejat Aksu, figlio di immigrati turchi, è un docente di letteratura tedesca presso l'Università di Amburgo. Suo padre Ali, che vive a Brema, è rimasto vedovo quando lui non aveva che sei mesi di vita e, pertanto, ha dovuto provvedere da solo alla sua educazione. Ormai anziano, per colmare la sua solitudine, propone a Yeter, una matura prostituta curda, di cui egli è cliente abituale da diversi anni, di abbandonare la sua grama professione ed andare a vivere con lui.

Una sera, Ali invita suo figlio a cena e gli presenta la nuova compagna ma, poche ore più tardi, forse in seguito all'abbondante pasto consumato, viene colto da un infarto e deve essere ricoverato in un'unità di terapia intensiva. Tornato a casa e ancora convalescente, in preda all'alcool ed alla gelosia per un infondato sospetto di tradimento da parte di Yeter, colpisce violentemente la donna, provocandone involontariamente la morte.

Profondamente scosso dall'evento, Nejat decide allora di disconoscere suo padre, condannato ad una pena detentiva, e di recarsi in Turchia. Nejat è alla ricerca delle sue origini ma è anche preso da una sorta di senso di colpa nei confronti della donna uccisa che, prima di morire, gli aveva confidato di avere una figlia ventisettenne ad Istanbul, alla quale provvedeva al suo mantenimento agli studi, senza però averle mai rivelato l'attività che svolgeva. Il giovane professore si mette così alla ricerca di questa ragazza, di nome Ayten Öztürk, che ormai da mesi non dava più sue notizie: chiedendo l'aiuto dei suoi parenti turchi, stampa dei volantini e chiede informazioni alla polizia, ma non ottiene risultati.

Nello stesso tempo, Nejat matura la decisione di restare stabilmente ad Istanbul dove rileva una libreria gestita da un tedesco che desidera tornare in Germania, rinunciando così alla sua cattedra ad Amburgo e dedicandosi con passione alla nuova attività.

In parallelo vediamo svolgersi la vita di Ayten Öztürk, studentessa impegnata politicamente in un'organizzazione clandestina che si oppone al regime turco. In seguito al suo coinvolgimento in un episodio di violenza durante una manifestazione di piazza, Ayten scappa dalla Turchia con un passaporto falso e si reca ad Amburgo, in Germania, alla ricerca di sua madre, che crede occupata come commessa in un negozio di scarpe. Il suo destino sfiora quello di Nejat quando, sfinita dal sonno, Ayten si addormenta nell'aula in cui lui sta tenendo una lezione. In una mensa universitaria, Ayten conosce Lotte, studentessa tedesca di lingue, alla quale chiede aiuto e denaro. Susanne, madre di Lotte, cerca di dissuadere sua figlia dall'offrire ospitalità ad una clandestina e consiglia ad Ayten di uscire allo scoperto, chiedendo asilo politico al governo tedesco, ma tra le due ragazze ben presto nasce una relazione sentimentale.

Dopo un litigio tra Susanne ed Ayten, le due ragazze partono alla volta di Brema per cercare la madre di Ayten ma durante il tragitto vengono fermate dalla polizia e Ayten viene trattenuta come "irregolare". Il governo tedesco rifiuta la sua domanda di asilo politico e la rinvia in Turchia, dove è costretta a scontare una pena detentiva presso un carcere femminile. Nonostante un'animata discussione con sua madre, Lotte decide a sua volta di raggiungere la compagna per poterla aiutare, sostenere ed eventualmente tentare di farla scarcerare. Il caso la porta alla libreria di Nejat dove, nel lasciare un avviso per la ricerca di alloggio, si sente proporre dallo stesso Nejat l'affitto di una stanza del suo appartamento. Lotte riesce a far visita ad Ayten, ancora detenuta, e quest'ultima rivela alla compagna il nascondiglio della pistola usata per l'aggressione in piazza che costò la prigione a lei e al suo gruppo. Ma poche ore dopo aver recuperato l'arma, a seguito di un banale borseggio da parte di alcuni ragazzini, Lotte viene uccisa in un vicolo.

Informata dell'improvvisa morte della figlia, Susanne parte per la Turchia per cercare di ricostruire le ultime ore della vita di Lotte e recuperare i suoi effetti personali a casa di Nejat. Visita anche Ayten in carcere e le offre il suo perdono e il suo aiuto: Ayten, sfidando il disprezzo delle sue compagne di lotta, decide di collaborare con la giustizia e di negoziare la sua liberazione.

Intanto il vecchio Ali, espulso dalla Germania, fa ritorno in Turchia, stabilendosi presso Trebisonda, dove intende trascorrere gli ultimi anni della sua vita. La notizia giunge a Nejat, che, ricordandosi d'un particolare episodio della sua infanzia a seguito di una conversazione con Susanne inerente il Bayram[2], in cui da bambino, terrorizato dalla parabola del sacrificio del figlio prediletto di Abramo, chiese a suo padre se anche lui, se Dio glielo avesse ordinato, l'ho avrebbe fatto, alla sua risposta (che in tal caso lo stesso Dio sarebbe diventato suo nemico), Nejat si pente e decide di affidare per alcuni giorni la gestione della libreria a Susanne per poter partire in auto verso Trebisonda e riconciliarsi finalmente con suo padre.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Awards 2007, festival-cannes.fr. URL consultato l'11 luglio 2011.
  2. ^ Una festa religiosa turca incentrata sul sacrificio, secondo la tradizione islamica, di Ismaele per mano di suo padre Abramo

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN219204279 · GND (DE7615607-2 · BNF (FRcb16530707t (data)
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